ISCRO, la cassa integrazione per Partite IVA: cos’è, come funziona e requisiti

Rosaria Imparato

11/02/2021

11/02/2021 - 16:54

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ISCRO: cos’è e come funziona la cassa integrazione per i titolari di partita IVA? Si tratta di una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 dedicata agli iscritti alla gestione separata INPS professionisti senza cassa, ma con determinati requisiti: di seguito, la guida aggiornata.

ISCRO, la cassa integrazione per Partite IVA: cos'è, come funziona e requisiti

ISCRO, cos’è e come funziona? L’acronimo sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, e altro non è che la cassa integrazione per le partite IVA.

La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2021, ed è destinata ai titolari di partita IVA in possesso di determinati requisiti, primo tra tutti l’iscrizione alla gestione separata INPS.

La nuova prestazione ha un doppio scopo: sostenere le imprese e le famiglie, colpite da una crisi economica senza precedenti, e fornire sostegno anche alla categoria dei professionisti esclusa da tutti i precedenti aiuti.

Il meccanismo della cassa integrazione finora prevedeva la possibilità di accesso soltanto per i lavoratori dipendenti pubblici o privati ed escludeva invece i lavoratori autonomi, i professionisti e le partite IVA.

La nuova cassa integrazione garantisce un assegno mensile compreso tra 250 euro e 800 euro: vediamo come funziona.

ISCRO, cos’è e come funziona la cassa integrazione per Partite IVA

Ad annunciare l’arrivo della nuova cassa integrazione per autonomi, professionisti e Partite Iva era stato il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani.

L’idea alla base della misura è quella di fornire un sostegno alle categorie di cui sopra simile a quello fornito per i dipendenti. La nuova cassa integrazione si chiama Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), non è ancora operativa, ma garantirà un sostegno mensile compreso tra 250 e 800 euro al mese per un periodo massimo di 6 mesi.

L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

Cassa integrazione partite IVA: i requisiti per richiedere l’ISCRO

Non tutte le partite IVA possono accedere all’ISCRO. A individuare i requisiti è l’articolo 1 comma 388 della Legge di Bilancio 2021:

  • reddito complessivo dichiarato non superiore a 8.145 euro all’anno;
  • iscrizione alla Gestione separata dell’Inps;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti l’anno anteriore la presentazione della domanda;
  • apertura della partita IVA da almeno 4 anni.

La nuova cassa integrazione garantirà ai beneficiari un indennizzo mensile di compreso tra i 250 e gli 800 euro e resterà valida per un periodo di 6 mesi.

Sarà l’INPS a gestire le erogazioni.

Beneficiari ed esclusi dall’ISCRO

I beneficiari dell’ISCRO dovrebbero essere circa 300.000: il nuovo ammortizzatore sociale spetta a categorie prive di Ordine come comunicatori, pubblicitari, web manager, consulenti pubblicitari, traduttori e venditori porta a porta.

A rimanere esclusi saranno, invece, i lavoratori che non rispettano i requisiti richiesti per beneficiare dell’indennità, come architetti, avvocati, medici e giornalisti ad esempio, in quanto iscritti a una cassa di previdenza privata.

Infine, l’ISCRO non è cumulabile con il Reddito di Cittadinanza.

Aliquota finanziamento ISCRO: le novità dall’INPS

A dare tutte le informazioni di riferimento in merito alle aliquote per il calcolo della somma dovuta a professionisti, autonomi e collaboratori, con i relativi minimali e massimali di reddito è la circolare INPS n. 12 del 5 febbraio.

L’aliquota di finanziamento dell’ISCRO è pari allo 0,26% per il 2021, mentre nel 2022 e nel 2023 sarà pari allo 0,51%.

L’aliquota per il calcolo dei contributi INPS dovuti nel 2021 dai professionisti iscritti alla Gestione separata sale quindi al 25,98%; è pari al 34,23% per i collaboratori che finanziano la Dis-Coll.

Come si richiede la cassa integrazione per le partite IVA?

Il titolare di partita IVA in possesso dei requisiti dovrà inoltrare domanda online direttamente all’INPS entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

Sono attese le istruzioni INPS con tutti i dettagli operativi. Dalla Legge di Bilancio nel frattempo sappiamo che l’INPS comunicherà all’Agenzia delle Entrate i dati dei soggetti che hanno fatto domanda, così da permettere gli opportuni controlli fiscali.

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