Ilva, ultime notizie: si spegne l’altoforno 2 e aumenta cassa integrazione

Ilva, le ultime notizie non sono buone. Dopo la pronuncia del Tribunale di Taranto, infatti, si spegne l’altoforno 2 e aumenta la cassa integrazione

Ilva, ultime notizie: si spegne l'altoforno 2 e aumenta cassa integrazione

Ilva: le ultime notizie suonano come una minaccia per l’acciaieria. Sarebbe vicino, infatti, lo spegnimento dell’altoforno 2, cruciale per la continuità produttiva dell’industria.

La novità è arrivata dopo la pronuncia del Tribunale di Taranto in merito alla proroga richiesta dall’amministrazione straordinaria per la messa in sicurezza. Di conseguenza, ArcelorMittal ha aumentato i lavoratori in cassa integrazione: saranno 3.500.

Il rilancio dello stabilimento pugliese, quindi, incontra ulteriori ostacoli in un cammino già difficile per la mancata intesa tra Governo e ArcelorMittal sul riassetto.

Per l’Ilva, le ultime notizie giudiziarie potrebbero peggiorare una situazione già in bilico.

Ilva, ultime notizie: l’altoforno 2 verso lo spegnimento per ordine del Tribunale

Il Tribunale di Taranto si è pronunciato sulla proroga allo spegnimento dell’altoforno 2 ed ha negato ulteriore tempo per la messa in sicurezza.

La notizia ha colto di sorpresa l’amministrazione straordinaria Ilva che si aspettava un esito positivo alla richiesta di maggiore tempo. Il giudice di dibattimento, invece, ha respinto la pretesa, sottolineando che:

“il termine richiesto risulta troppo ampio, in palese contrasto con tutte le indicazioni giurisprudenziali e normative, e dunque tale da comprimere eccessivamente l’interesse alla salvaguardia dell’integrità psico-fisica dei lavoratori.”

A questo punto, la scadenza fissata al 13 dicembre per adempiere alle modifiche sulla sicurezza dell’impianto difficilmente potrà essere rispettata.

La prospettiva più realistica, quindi, sembra essere quella del sequestro e spegnimento dell’altoforno 2. L’operazione sarebbe un grave danno alla continuità produttiva auspicata per mantenere in attività l’azienda. Infatti, la multinazionale indiana ha già allertato i sindacati sul coinvolgimento di 3.500 operai nella cassa integrazione straordinaria (all’inizio erano soltanto 1.273).

Il provvedimento sarà impugnato al Tribunale del riesame da Ilva in amministrazione straordinaria.

Quale riassetto per l’acciaieria di Taranto?

Avere certezze sul rilancio dell’acciaieria è sempre più difficile. Anche per questo oggi c’è stata una grande manifestazione sindacale a Roma, che ha visto partecipare gli operai Ilva e tutti i lavoratori delle grandi industrie italiane in crisi.

Per lo stabilimento di Taranto il futuro resta appeso a una partecipazione statale, l’unica che potrebbe risollevare le sorti del polo siderurgico dopo le evidenti perplessità di ArcelorMittal a riprendere la gestione.

Proprio oggi, in occasione della mobilitazione, il ministro dell’Economia Gualtieri ha rassicurato sull’impegno del Governo per l’Ilva, per la quale è già pronto in fondo. Anche il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli è tornato sul grande piano di rilancio di Taranto come “primo esempio europeo di una riconversione sostenibile del siderurgico”. E, soprattutto, ha ribadito l’intenzione dello Stato di agire in prima persona come garante della produzione.

Per l’Ilva, dopo le ultime notizie giudiziarie, si attendono giornate cruciali su più fronti: dai tavoli del Governo, dalla sede produttiva e dai Tribunali.

Argomenti:

ArcelorMittal Ilva

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