Ilva, novità: accordo possibile, a due condizioni

Ilva, novità: il commissario straordinario in audizione alla camera spiega gli aggiornamenti. Accordo ancora possibile, ma a due condizioni chiave per il rilancio dell’acciaieria.

Ilva, novità: accordo possibile, a due condizioni

Per l’Ilva le novità potrebbero essere positive, ma ad almeno due condizioni. È quanto emerso dall’audizione alla commissione Ambiente e Territorio della Camera.

A parlare è stato il commissario straordinario Alessandro Danovi, che ha così presentato gli aggiornamenti sulla trattativa per rilanciare l’acciaieria di Taranto. Non si arrestano i tavoli di confronto tra Governo e vertici ArcelorMittal, ma restano nodi importanti da sciogliere. Quelli cruciali, che sono emersi sin dall’inizio dei negoziati: occupazione e decarbonizzazione.

L’ultima data utile per dare una prospettiva concreta e credibile all’industria siderurgica pugliese è il 6 marzo, giorno indicato dal Tribunale prima di pronunciarsi sul recesso degli indiani.

Le novità per l’Ilva, dunque, potrebbero essere significative già entro fine febbraio.

Ilva, novità: rilancio sì, ma con quali garanzie per occupazione?

L’accordo è ancora una potenziale soluzione per evitare lo scenario peggiore all’acciaieria. Le parti si stanno incontrando e stanno lavorando seriamente, stando alle dichiarazioni dei commissari straordinari che oggi, mercoledì 17 febbraio, hanno parlato alla Camera.

Ma lo Stato ha posto specifiche condizioni per continuare a dialogare. Una di queste riguarda il tema finora più spinoso: l’occupazione e, di riflesso, la questione esuberi. Le parole del commissario Danovi sono state inequivocabili nel fissare gli obiettivi che la stessa ArcerlorMittal deve accettare:

“dal punto di vista produttivo arrivare a una produzione di 8 milioni di tonnellate e la piena occupazione.”

Il messaggio è chiaro: i lavoratori non si toccano, gli esuberi proposti dagli indiani non sono accettabili e le condizioni dell’accordo devono restare quelle del 2018. Non possono essere prese in considerazione, quindi, valutazioni di mercato differenti, come vorrebbe ArcelorMittal.

La disponibilità verso alcune istanze avanzate dalla multinazionale è piena, ma il Governo valuterà seriamente la possibilità di entrare con capitale nella newco solo se ArcelorMittal Italia presenterà un piano industriale importante.

Ilva salva solo con piano green

L’altra condizione fondamentale per il Governo affinché si possa andare avanti con i negoziati è la decarbonizzazione. Il tema della sostenibilità produttiva non è assolutamente negoziabile.

Anzi, rappresenta il punto cruciale di tutta la trattativa: senza un piano all’insegna della sostenibilità ambientale della produzione non potrà esserci l’impegno statale al salvataggio.

Il quadro da prendere in considerazione, stando agli aggiornamenti dei commissari alla Camera, è quello del Green New Deal europeo, dal quale Ilva potrebbe trovare beneficio per la sua transizione green.

Con queste premesse, febbraio si preannuncia un mese caldo per l’acciaieria. Le premesse per concludere l’accordo entro il 29 ci sono, ma le condizioni sul tavolo appaiono poco negoziabili.

Occupazione e decarbonizzazione sono i temi della svolta, ai quali si aggiungono le questioni dell’acquisto anticipato degli asset Ilva e il mantenimento del prezzo inziale. Ci saranno davvero novità per l’Ilva?

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