Generali forziere di BTP e dei risparmi degli italiani? Messina (Intesa SanPaolo) smonta il Leone

Laura Naka Antonelli

03/02/2026

La frase del CEO di Intesa SanPaolo su Generali. Il paragone con Banco BPM e la rivendicazione del primato.

Generali forziere di BTP e dei risparmi degli italiani?  Messina (Intesa SanPaolo) smonta il Leone

Generali tanto cara al governo Meloni, in quanto cassaforte dei risparmi degli italiani e dei BTP? Sì, ma senza esagerare.

A ridimensionare il ruolo che Generali ricopre in Italia, definito spesso cruciale dallo stesso mondo della politica, è stato ieri Carlo Messina, AD di Intesa SanPaolo, nel corso della conference call con cui ha commentato i conti del 2025 e il nuovo Piano di impresa della banca italiana che gestisce.

Messina e la presentazione dei conti di Intesa SanPaolo mentre circolano voci su UniCredit-Generali

Il nuovo piano di Intesa SanPaolo ha catalizzato subito l’attenzione di Piazza Affari, sia per i target finanziari presentati - dunque per gli obiettivi sugli utili e su altre voci di bilancio che l’istituto si prepone di centrare al 2029, così come sui dividendi agli azionisti - che per le possibili partnership che il gruppo potrebbe decidere di avviare, forte di conti che hanno fatto la storia.

Ieri non è stata, però, soltanto la giornata di Intesa SanPaolo.

Nelle stesse ore in cui Piazza Affari ha monitorato i numeri dell’istituto, sono circolati anche rumor - riportati da La Stampa - su un incontro imminente tra il CEO di Generali Philippe Donnet e Andrea Orcel, numero uno di UniCredit, finalizzato a valutare potenziali accordi sull’asset management. Una prospettiva che ha ricevuto subito la benedizione degli analisti di Equita SIM che, in una nota, hanno scritto che una intesa sull’asset management “avrebbe un solido razionale industriale ”.

Risparmio gestito da Generali? Per Messina “un po’ sopravvalutato”. I numeri uno siamo noi

Nel commentare l’ipotetico dossier che vedrebbe protagoniste UniCredit e Generali Assicurazioni, il CEO di Intesa SanPaolo Carlo Messina ha ridimensionato tuttavia proprio il ruolo di quest’ultima, le cui mosse sono state tanto monitorate dal governo Meloni, bollando il risparmio gestito del Leone, “ un po’ sopravvalutato ”.

Certo, ha ammesso il manager, Generali “è chiaramente un best player in campo assicurativo ma, per quanto riguarda il risparmio gestito in Italia, ritengo che le sue dimensioni non siano diverse da quelle di BPM“.

Vero, ha continuato il banchiere, che ora il gruppo “ potrà accelerare il collocamento di prodotti assicurativi ”, con Monte dei Paschi di Siena che, nel conquistare Mediobanca, è diventata il suo principale azionista, detenendo una quota pari al 13,19%.

Detto questo, la precisazione non è mancata:

“Ma ancora una volta non dimentichiamoci che il primo player in Italia anche per quanto riguarda le riserve di Assicurazione Vita è Intesa Sanpaolo, non Generali”.

Il collegamento tra Monte dei Paschi di Siena e Generali non spaventa dunque per nulla Intesa SanPaolo. Carlo Messina lo ha detto chiaro e tondo, affermando di auspicare un approccio “ più chiaro e rilassato nella saga dell’M&A del settore ”, in una fase in cui Intesa può continuare a rimanere spettatrice: “Noi siamo contenti di essere su un altro pianeta”, tanto che “ la nostra espansione sarà fuori dall’Italia ”.

Insomma, ha ribadito Messina, “da questo collegamento di MPS con Generali non vedo alcuna minaccia ”.

Idem anche per quanto riguarda Banca Generali: “Non vediamo alcun problema da combinazioni di MPS, sia con Banca Generali che tramite accordi con Generali ”.

Generali protagonista del 2025 con allarmi governo e politica sulla fine dei suoi BTP e risparmi italiani

Vale la pena di ricordare che, dell’importanza di Generali, nel corso del 2025, si è scritto di tutto e di più, soprattutto in relazione alle varie partite di risiko bancario che sono state annunciate o anche solo ipotizzate a Piazza Affari.

Sicuramente, in primis, in relazione all’OPS poi OPAS lanciata da MPS su Mediobanca: operazione che, secondo diversi sospetti e accuse, sarebbe stata strumentale proprio alla conquista del colosso assicurativo italiano, sia nei piani del governo italiano, che in quelli dei grandi player della finanza italiana, Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin.

Martellanti sono state le indiscrezioni che hanno condizionato più volte il trend delle azioni delle banche italiane, dettando legge a Piazza Affari, secondo le quali Caltagirone e Delfin, azionisti di Monte dei Paschi di Siena, di Mediobanca e di Generali avrebbero orchestrato la mossa di Rocca Salimbeni per fagocitare Mediobanca, con il sostegno del MEF, proprio puntando all’ultimo vero target, ovvero al DNA italiano di Generali.

La mossa sarebbe stata pianificata dopo la notizia dell’accordo non vincolante - saltato infine in aria - siglato da quest’ultima con Natixis, controllata della banca francese BPCE, finalizzato a creare un colosso del risparmio gestito in Europa.

Il CEO di Generali Philippe Donnet aveva spiegato più volte la ratio di quella intesa non solo al governo Meloni, ma all’intero mondo della politica italiana, allarmato dal rischio che i risparmi degli italiani potessero espatriare in Francia e essere investiti non più in BTP ma in altri asset finanziari: scenario inconcepibile per i politici di casa.

A nulla erano servite le rassicurazioni di Generali sull’intenzione di continuare a blindare i BTP. In quei mesi, gli alert sui risparmi degli italiani in pericolo erano stati rilanciati in modo quasi ossessivo.

Inutili anche le smentite ripetute del Leone delle presunte fake news.

Alla fine, quell’accordo con i tanto temuti francesi di Natixis, è andato a monte, mentre il Financial Times ha parlato fino a poche settimane fa, di nuovo, di un piano segreto del governo Meloni che metterebbe nel mirino il Leone.

Generali rimarrà innegabile protagonista, dunque, anche nel 2026, mentre Piazza Affari attende di capire l’esito dell’indagine che la Procura di Milano ha avviato sul CEO di MPS Luigi Lovaglio, sul Presidente di Delfin Francesco Milleri e su Caltagirone, proprio per il sospetto che la scalata di Mediobanca da parte di MPS abbia avuto come ultimo obiettivo il cosiddetto Trono di Spade. Ma in tutte queste dinamiche, Intesa SanPaolo non ha assolutamente intenzione di entrare. E Carlo Messina lo ha fatto capire, sminuendo anche l’importanza del risparmio gestito di Generali.

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