Forze Armate: futuro a rischio per molti volontari

Forze Armate, per i volontari in ferma prefissata la conferma è sempre più remota. La colpa è della Legge 244/2012 che ha ridotto gli organici di Esercito, Marina e Aeronautica.

Forze Armate: futuro a rischio per molti volontari

Non ci sono notizie positive per i militari volontari impiegati tra le fila delle Forze Armate italiane; come spiegato da Salvatore Sasso Deidda (Capogruppo in Commissione Difesa per Fratelli d’Italia), infatti, c’è il rischio concreto che 1.000 volontari non vengano confermati come effettivi.

Un destino che potrebbe riguardare da vicino i volontari reclutati tra gli anni 2013 e 2014, i quali saranno i primi a pagare quanto stabilito dalla Legge 244 del 2012 recante disposizioni che hanno portato alla ristrutturazione del Ministero della Difesa e delle Forze Armate riducendo il numero delle unità impiegate nel comparto Difesa.

A tal proposito in Parlamento si sta discutendo della possibilità di rivedere quanto stabilito nel 2012, così da non mettere a rischio il proseguo della carriera di quei militari che sperano di entrare a far parte in pianta stabile delle Forze Armate italiane.

Per questo motivo negli ultimi giorni l’onorevole Deidda ha presentato un’interrogazione parlamentare, insieme ai deputati Wanda Ferro e Davide Galantino, per chiedere il superamento della legge 244/2012.

Se le cose non cambieranno, infatti, più di 1.000 militari oggi in servizio come volontari rischiano di dover rinunciare al proprio sogno, pur avendo - in questi anni di esperienza - “acquisito preparazione e strumenti per i quali lo Stato ha investito fondi”. Nonostante abbiano esercitato per molti anni le funzioni di volontario, quindi, questi rischiano concretamente di trovarsi senza posto di lavoro.

VFP senza futuro: possibili novità in Parlamento

Come anticipato, sono circa 1.000 i militari oggi in servizio per una delle tre Forze Armate italiane (Esercito, Marina e Aeronautica) che rischiano concretamente di non diventare effettivi.

Una decisione nata dalle necessità di spending review che hanno portato ad una sostanziale riduzione degli organici delle Forze Armate. I deputati di FdI che hanno interrogato i rappresentanti del Ministero della Difesa hanno però fatto notare che il taglio degli sprechi nella Pubblica Amministrazione potrebbe essere effettuato in altre forme, senza quindi mandare a casa militari che in questi anni si sono fatti carico di tanti sacrifici, ad esempio allontanandosi dalle loro famiglie.

I primi a pagare le conseguenze della riduzione degli organici saranno i volontari reclutati tra il 2013 e il 2014 che proprio nei prossimi mesi attendono la tanta sospirata conferma a tempo indeterminato. Ma lo stesso varrà per coloro che si sono reclutati recentemente, per i quali le possibilità di fare carriera nelle Forze Armate sono sempre meno.

Nonostante il sottosegretario alla Difesa abbia garantito il reintegro del 20% delle unità complessive, infatti, il numero di personale militare impiegato tra Esercito, Marina e Aeronautica passerebbe dagli attuali 190mila a 150mila.

Una percentuale, quella del 20%, che tra l’altro “non è sufficiente per garantire il ricambio generazionale di cui ha bisogno la Nazione” (come spiegato dall’onorevole Galantino).

Riassumendo: la legge 244/2012 rischia non solo di penalizzare tutti quei volontari che hanno investito per un futuro in divisa, ma le stesse Forze Armate che avrebbero un organico numericamente insufficiente per svolgere il ruolo per cui sono incaricate. Senza dimenticare gli svantaggi derivanti dall’innalzamento dell’età media del personale in servizio.

Per questo motivo i deputati di Fratelli d’Italia hanno chiesto sia al Governo che alla Commissione Difesa di pensare ad una soluzione per superare quanto previsto dalla legge 244/2012, così da ridurre il precariato nel settore e garantire la sicurezza dei cittadini in quello che è un delicato scenario internazionale.

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