Tassi e inflazione osservati speciali da parte di Jerome Powell, ma non solo. L’avvertimento sul grande problema che gli USA starebbero trascurando.
Nel discorso proferito all’Università di Harvard, il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell non si è limitato a parlare di tassi e di inflazione in tempi di guerra.
Il numero uno della Banca centrale americana ha ricordato anche la piaga del debito federale degli Stati Uniti, ricordando le condizioni in cui versano i conti pubblici americani.
Fed, non solo di tassi e inflazione. Powell parla anche del debito USA. Non è insostenibile, ma...
Durante il suo intervento all’Ateneo, di fronte a una platea di 400 studenti circa, Powell ha detto che, sebbene la zavorra del debito federale degli Stati Uniti - che ha il peso astronomico di 39 trilioni di dollari - non rappresenti un pericolo immediato, il suo percorso merita l’attenzione del Congresso USA, e anche con una certa urgenza.
“ Il livello del debito (USA) non è insostenibile ”, ha chiarito il numero uno della Federal Reserve, aggiungendo tuttavia che a essere insostenibile è ormai il suo trend: “La traiettoria non è sostenibile”, ha avvertito, e “le cose non finiranno bene se non faremo qualcosa abbastanza presto ”.
Occhio anche ai commenti che Powell ha rilasciato ieri sul possibile trend dei tassi sui fed funds USA e sull’inflazione che, già superiore al target della Federal Reserve, rischia di infiammarsi a causa dello shock petrolifero ed energetico provocato dalla guerra tra USA e Iran.
Basta guardare a quanto è emerso proprio oggi dal dato relativo all’inflazione dell’area euro pubblicato dall’Eurostat, che ha avallato le aspettative di una BCE pronta ad agire sui tassi, come ha già anticipato la Presidente Christine Lagarde, “in qualsiasi riunione”.
Nel caso degli Stati Uniti, la Fed ha lasciato i tassi fermi al range compreso tra il 3,5% e il 3,75% per la seconda volta consecutiva lo scorso 18 marzo 2026, annunciando le nuove proiezioni sul PIL e sull’inflazione e il nuovo dot plot.
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Powell fa una distinzione tra stock debito e la sua traiettoria
Non è la prima volta che il timoniere della banca centrale americana affronta la questione spinosa del debito federale degli Stati Uniti: sono anni, infatti, che l’attenti viene puntualmente lanciato.
E anche stavolta, come le altre, Powell ha avuto cura a fare una distinzione tra lo stock del debito e la sua traiettoria, rimarcando che l’America, in quanto emittente della valuta di riserva numero uno al mondo, ovvero del dollaro USA, forte inoltre della solidità dei suoi mercati dei capitali, riesce a sostenere un carico di debito in ascesa in modi non accessibili alle altre economie minori.
Allo stesso tempo, non è sicuramente il caso di chiudere gli occhi di fronte a un fenomeno che non accenna a rientrare.
Tutt’altro, visto che il debito continua a salire: “Quanto è chiaro è che il nostro debito sta aumentando in modo molto più veloce; che il debito del governo federale sta crescendo a un ritmo più veloce in modo significativo rispetto alla nostra economia, e che quel rapporto (debito-PIL) sta salendo ”; fattore, che, “nel lungo termine, risponde alla definizione di qualcosa di insostenibile ”.
L’avvertimento di Powell è confermato da alcuni numeri e previsioni.
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Spese per interessi sul debito, le previsioni da pelle d’oca
Le stime puntano a spese per gli interessi sul debito federale su base netta che, nel solo anno fiscale 2026, schizzeranno a un valore superiore a 1 trilione di dollari, quasi il triplo rispetto ai 345 miliardi di dollari pagati nel 2020.
D’altronde, soltanto nei primi tre mesi dell’attuale anno fiscale, i pagamenti netti degli interessi sostenuti dagli USA sono ammontati a 270 miliardi di dollari, ammontare che ha superato le spese per la difesa che l’America ha pagato nello stesso arco temporale.
La situazione è tale che, stando alle proiezioni dell’Ufficio di Budget del Congresso, il rapporto debito pubblico-PIL degli Stati Uniti salirà dal 101% di oggi al 120% entro il 2036, superando il record testato del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale.
Così si legge di fatto nelle previsioni formulate dal CBO (Congressional Budget Office):
“Dal 2026 al 2036, i deficit elevati e in crescita faranno salire il debito. Il debito federale detenuto dal pubblico aumenterà dal 101% del PIL di quest’anno al 120% nel 2036, superando il precedente record del 106% del PIL nel 1946)”.
Detto questo, nel rispondere alla domanda postagli da uno studente, Powell ha affermato che non c’è bisogno di pagare il debito subito. “Abbiamo solo bisogno di disporre di un avanzo primario e iniziare ad assistere a una crescita dell’economia che sia più veloce rispetto all’aumento del debito”.
Il monito di Powell al Congresso. “Altrimenti le cose non andranno a finire bene”
Il banchiere centrale ha ricordato anche che la ferita del debito non potrà certo chiudersi da sola, senza l’intervento delle autorità.
Di qui, l’ennesima sferzata agli esponenti del Congresso USA affinché si muovano per tamponare il fenomeno.
Altrimenti, e su questo Powell è stato chiaro, “ le cose non andranno a finire bene ”.
La stessa ex presidente della Fed, Janet Yellen, ha avvertito a gennaio che l’aumento vertiginoso del debito potrebbe ridurre la capacità della Fed di affrontare alcuni problemi come la disoccupazione e l’inflazione, osservando al contempo che il Congresso degli Stati Uniti “ non sta riconoscendo i rischi in modo adeguato ”.
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