Dichiarazione dei redditi: quanti soldi perdi per colpa di errori nel modello 730

Rosaria Imparato

14 Giugno 2021 - 16:45

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Gli errori nel modello 730/2021 possono far perdere detrazioni, e quindi i soldi dei rimborsi Irpef, ai contribuenti che non controllano la dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione dei redditi: quanti soldi perdi per colpa di errori nel modello 730

Quanti soldi si perdono a causa di errori nel modello 730? La corretta compilazione della dichiarazione dei redditi è fondamentale per non rimanere senza rimborsi Irpef.

È quindi necessario controllare i dati che si trovano nella dichiarazione precompilata messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, così da essere sicuri di ottenere i soldi spettanti in base alle regole delle detrazioni fiscali.

Ricordiamo che la scadenza entro cui inviare il proprio modello 730 all’Agenzia delle Entrate è il 30 settembre, ma prima viene trasmessa la dichiarazione e prima vengono accreditati gli eventuali rimborsi.

Quando si perdono soldi con la dichiarazione dei redditi

Controllare attentamente i dati precaricati dall’Agenzia delle Entrate nella propria dichiarazione dei redditi è un passaggio obbligato: in caso di errori, infatti, la modifica è obbligatoria.

Se da un lato i contribuenti che accettano senza modifiche il proprio 730 precompilato non incorrono nei controlli documentali dell’Agenzia delle Entrate, dall’altro lato lasciare la dichiarazione così com’è potrebbe tradursi nella perdita dei rimborsi spettanti dalle detrazioni fiscali.

Dallo scorso anno, con le novità della Legge di Bilancio 2020, per avere diritto alla detrazioni è necessario pagare con moneta elettronica, e quindi tracciabile, con alcune eccezioni per quanto riguarda le spese mediche.

L’obbligo di tracciabilità dei pagamenti condiziona quindi la possibilità di fruire delle detrazioni, pari al 19%.

730: quanti soldi perdi per errori sulle detrazioni spese sanitarie

Come abbiamo anticipato, le spese sanitarie fanno eccezione rispetto all’obbligo di tracciabilità dei pagamenti, visto che si possono usare i contanti per le spese sostenute presso il Servizio Sanitario Nazionale e anche presso strutture private accreditate, mentre le spese sostenute per visite mediche o presso strutture sanitarie private vanno pagate con mezzi tracciabili.

Per quanto riguarda le spese sanitarie (e anche quelle veterinarie), la detrazione del 19% spetta solo se i costi sostenuti superano l’importo della franchigia di 129,11 euro.

Sotto tale importo non è riconosciuta alcuna detrazione nel 730, quindi chi ha speso meno non può aspettarsi nessun rimborso Irpef.

Chi invece nel 2020 ha speso, per esempio, 600 euro di spese mediche (quindi superando la franchigia di 129,11 euro), deve calcolare la propria detrazione del 19% su 470,89 euro (600-129,11), pari quindi a 89,46 euro: ecco a quanto ammonta la perdita di rimborso Irpef in questo caso.

Discorso diverso per le spese veterinarie, per le quali si può usufruire della detrazione del 19% solo per le spese superiori alla soglia della franchigia ma senza che eccedano il limite di 500 euro.

La detrazione quindi si deve calcolare su 370,89 euro: facendo i calcoli, il bonus del 19% ammonta a 70,47 euro.

Quanti soldi perdi per errori sulle altre detrazioni sul modello 730

Sono molte le detrazioni del 19% spettanti al contribuente: per esempio, si può ottenere il rimborso Irpef anche su quanto speso per l’abbonamento ai mezzi pubblici, anche se la soglia massima di spesa è 250 euro, quindi facendo i calcoli il bonus spettante è solo di 47, 50 euro.

Per quanto riguarda le spese funebri, sono detraibili per un importo non superiore a 1.550 euro, con riferimento a ciascun decesso, quindi il rimborso massimo spettante è di 294,50 euro.

Il limite per le spese scolastiche, invece, è 800 euro: il rimborso spettante quindi è di 152 euro.

Anche se prese singolarmente le detrazioni non sembrano ammontare a molto, sommate tra di loro, come si vede da questi tre esempi pratici, il rimborso spettante può essere cospicuo (nel nostro caso, è pari a 494 euro).

È fondamentale insomma verificare con cura i dati della precompilata, perché da questi dipende il risultato della dichiarazione (a credito, quindi con dei rimborsi, o a debito, quando è il contribuente a dovere dei soldi al Fisco).

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