Detrazione spese veterinarie nel 730/2021: istruzioni, limiti e novità

Rosaria Imparato

12/05/2021

09/06/2021 - 16:40

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Detrazione spese veterinarie nel modello 730/2021: di seguito istruzioni e limiti per ottenere il rimborso IRPEF. Tra le novità, l’obbligo di pagare con mezzi tracciabili.

Detrazione spese veterinarie nel 730/2021: istruzioni, limiti e novità

Le spese veterinarie fanno parte di quelle che possono essere portate in detrazione nel modello 730/2021. Le istruzioni per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi sono fornite dall’Agenzia delle Entrate.

La scorsa Legge di Bilancio ha alzato il limite di spesa per avere diritto alla detrazione a 500 euro, mentre la manovra 2021 ha aumentato la soglia massima fino a 550 euro. Un piccolo aumento, ma che i possessori di animali domestici senza dubbio apprezzeranno.

Un’altra novità introdotta dalla scorsa Legge di Bilancio riguarda l’obbligo di tracciabilità di pagamenti per avere diritto alle detrazioni. Di seguito, vediamo quali sono le spese ammesse in detrazione e le istruzioni per la compilazione del modello 730/2021.

Detrazione spese veterinarie nel 730/2021: i limiti

La detrazione per le spese veterinarie spetta per le somme pagate per la cura dei propri animali domestici, detenuti legalmente, sia per compagnia che per pratica sportiva.

Rientrano tra le spese veterinarie detraibili:

  • le visite veterinarie;
  • gli interventi;
  • le analisi di laboratorio;
  • i farmaci veterinari.

Per quanto riguarda le spese del 2020 (quindi quelle a cui fa riferimento la dichiarazione dei redditi 2021) il limite stabilito dalla scorsa legge di Bilancio è 500 euro.

Ricordiamo che la spesa sostenuta può essere portata in detrazione solo se supera la franchigia, cioè la soglia di 129,11 euro.

Quindi, si può usufruire della detrazione del 19% solo per le spese superiori alla soglia della franchigia ma senza che eccedano il limite di 500 euro.

La detrazione quindi si deve calcolare su 370,89 euro: facendo i calcoli, il bonus del 19% ammonta a 70,47 euro. Quindi:

  • se le spese sono inferiori alla soglia della franchigia di 129,11 euro non si ha diritto alla detrazione;
  • se le spese superano il limite di 500 euro, la detrazione spettante è quella massima di 70,47 euro;
  • se le spese sono comprese tra 129,11 e 500 euro, la detrazione va calcolata sulla quota che eccede la franchigia.

Detrazione spese veterinarie: istruzioni

Le spese veterinarie sono indicate nel quadro E del modello 730/2021: gli importi vanno indicati nei righi da E8 a E10 con il codice 29.

L’importo deve comprendere la franchigia: se le spese veterinarie sostenute nel 2020 superano il limite imposto dalla Legge di Bilancio, la cifra che va indicata è comunque 500.

Il modello 730 precompilato dovrebbe avere già i dati relativi alle spese sostenute, ma i contribuenti sono comunque tenuti a controllare che le informazioni inserite siano corrette, ed eventualmente accedere e modificarle.

Come pagare le spese veterinarie?

La scorsa Legge di Bilancio ha introdotto l’obbligatorietà sulla tracciabilità di pagamenti: il contribuente ha diritto alla detrazione solo se ha usato mezzi tracciabili, come carta, bancomat, versamento bancario o postale.

La novità è stata recepita dall’Agenzia delle Entrate col provvedimento del 16 ottobre 2020, con cui viene stabilito che i dati delle spese sanitarie e veterinarie (tranne per alcune eccezioni) forniti all’Amministrazione Finanziaria dal Sistema Tessera Sanitaria, sono esclusivamente quelle sostenute con mezzi di pagamento tracciabili.

C’è anche un’altra novità, introdotta sempre dalla Legge di Bilancio 2020: le detrazioni, da quest’anno, sono in base al reddito.

Come funziona? Le detrazioni fiscali previste dall’articolo 15 del TUIR (tra cui le spese veterinarie) secondo un meccanismo di riduzione progressiva del rimborso IRPEF in base al reddito del contribuente.

Nel dettaglio:

  • fino a 120.000 euro di reddito, i contribuenti hanno diritto alla detrazione piena;
  • tra i 120.000 e i 240.000 euro la detrazione spettante non è del 19%, ma diminuisce in modo progressivo all’aumentare del reddito del contribuente;
  • oltre i 240.000 euro si azzera la detrazione spettante.

I documenti da conservare

Tra i documenti che il proprietario dell’animale da compagnia deve conservare ci sono:

  • la certificazione rilasciata dall’ASL o dal veterinario quando si iscrive l’animale all’anagrafe;
  • per i cani è obbligatorio il microchip, mentre per i gatti e gli altri animali il veterinario il veterinario rilascia il pet passport;
  • il certificato di adozione;
  • la fattura di acquisto dell’animale (se invece è un trovatello, il contribuente può procedere alla registrazione volontaria, con cui si impegna alla detenzione giuridica).

Si tratta di un elemento importante, perché in caso di detrazione senza titolo di proprietà il contribuente rischia una sanzione per detrazione indebita o mancata regolarizzazione del possesso dell’animale.

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