Crollo turismo in Italia: a giugno i dati sono drammatici

29 giugno 2020 - 12:54 |
29 giugno 2020 - 12:56 |

Si conferma il crollo del turismo in Italia nel mese di giugno, l’allarme è di Coldiretti, i dati preoccupano drammaticamente per il futuro del comparto.

Crollo turismo in Italia: a giugno i dati sono drammatici

A giugno si conferma il crollo del turismo in Italia, è l’allarme lanciato da Coldiretti dopo il bilancio del mese che ha dato inizio alla stagione estiva.

Le famiglie italiane sono timorose riguardo alla situazione economica della ripartenza, infatti, solo una persona su tre ha già prenotato una vacanza, mentre gli altri sono ancora indecisi o preferiscono risparmiare.

A mancare all’appello sono oltre 10 milioni di turisti, tra nostrani e stranieri, che solitamente popolano lo stivale già nel mese di giugno. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l’impatto economico e gli effetti sull’occupazione di un settore che rappresenta il 10,1% del sistema produttivo nazionale.

Crollo turismo in Italia: i dati di giugno

Come anticipato, le località vacanziere italiane, nel mese che volge al termine, hanno visto un afflusso di turisti drammaticamente più basso della media, con oltre 10 milioni di assenze tra turisti italiani e stranieri. Si tratta di un crollo del turismo di circa il 54% rispetto al 2019 secondo l’analisi di Coldiretti.

I motivi che hanno spinto circa 4 milioni di italiani e 6 milioni di stranieri a rinunciare alle ferie in giugno sono gli stessi: incertezza economica per la ripresa, preoccupazioni legate all’andamento del coronavirus e necessità di risparmiare per affrontare la crisi.

Inoltre, sono ancora bloccati gli arrivi da Paesi extracomunitari come Giappone, Cina e Stati Uniti, solo da questi ultimi, secondo le stime di Bankitalia, nel terzo trimestre dell’anno scorso sono stati prenotati ben 12,4 milioni di pernottamenti per una spesa di 1,8 miliardi.

Il crollo del turismo è un riflesso anche del calo generale dei consumi. Secondo Confesercenti il bilancio dei primi sei mesi dell’anno in Italia è fortemente negativo, con un calo medio della spesa stimabile in -1.879 euro a famiglia.

Uno scarso turismo internazionale, inoltre, quest’anno peserà negativamente anche sulle esportazioni nazionali poiché mancherà la leva che spinge i turisti di ritorno dall’Italia a cercare sugli scaffali in patria i prodotti nostrani. Senza contare l’impatto che potrebbero avere i nuovi dazi che Trump vuole imporre su molti prodotti italiani.

Speranza di ripresa

La speranza di una ripresa dal crollo del turismo italiano, un settore in cui operano oltre 612 mila imprese con più di 2,7 milioni di lavoratori (il 12% dell’occupazione nazionale secondo Unioncamere) è ancora viva per i mesi estivi anche se i segnali dal turismo internazionale sono ancora deboli.

Con la riapertura delle frontiere europee nelle ultime due settimane, non ci sono stati grossi scossoni da Paesi come Germania o dal Nord Europa, male anche l’affluenza verso l’Italia dalla Russia. L’andamento positivo della pandemia e la riapertura di alcune frontiere extra-UE (USA esclusi) a partire dal primo luglio, rappresentano due segnali incoraggianti per la stagione.

Le assenze del turismo internazionale non saranno però colmate dagli italiani. Anche se il 93% della popolazione ha scelto di rimanere entro i confini nazionali (il 25% addirittura entro i confini di residenza) rispetto all’86%% del 2019, sono solo 34 milioni i cittadini che faranno le vacanze, in calo del 13%. Non abbastanza, dunque per colmare il vuoto lasciato dai turisti stranieri e arrestare il crollo del turismo.

Inoltre, i trend vedono in testa il turismo di prossimità, al mare ma anche in campagna e nei centri minori a scapito delle grandi città e delle destinazioni più turistiche. Emerge una predilezione per le case in affitto, per il pernottamento presso seconde case oppure da parenti e amici, piuttosto che in hotel e strutture ricettive, anch’esse in forte crisi.

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