Affitti brevi, le 20 regioni europee con più prenotazioni sono queste. 5 sono italiane

Alberto De Pasquale

28/01/2026

La scorsa estate le notti prenotate sulle piattaforme turistiche sono aumentate solo del 5,5%: perché Francia, Spagna e Grecia hanno fatto meglio?

Affitti brevi, le 20 regioni europee con più prenotazioni sono queste. 5 sono italiane

L’estate 2026 è ancora lontana, ma non è troppo presto per iniziare a fare programmi. Soprattutto, è il momento giusto per capire come è andata la scorsa stagione turistica, che anche in Italia ha visto protagoniste le principali piattaforme dedicate a b&b e case vacanze.

Le varie Airbnb, Booking o Expedia, usatissime in Europa, sono osservate speciali della Commissione europea, che ha recentemente presentato un piano per l’edilizia abitativa accessibile, pensato per incrementare l’offerta di case e prevedere una stretta agli affitti brevi attraverso un’iniziativa legislativa attesa nel corso dell’anno.

Da un lato, Bruxelles sottolinea come gli alloggi turistici prenotati tramite le piattaforme «offrano numerosi vantaggi», tra cui «maggiore scelta, servizi aggiuntivi per i consumatori, reddito per gli host, incentivi a investire nella ristrutturazione e una spinta all’occupazione».

Cosa dicono i dati

D’altra parte, è anche vero che gli affitti turistici sono cresciuti di quasi il 93% tra il 2018 e il 2024, trasformando il settore, nato con iniziative occasionali peer-to-peer, in un business sempre più rilevante, che ha limitato in alcune zone «l’offerta di alloggi a prezzi accessibili per i residenti locali». In altri termini, l’eccessiva presenza di abitazioni nel canale turistico sottrae alloggi per la popolazione che vive e lavora nelle mete particolarmente popolari, dove gli affitti brevi possono rappresentare fino al 20% del patrimonio abitativo.

Il peso delle piattaforme è notevole, con numeri in chiaro aumento. A livello Ue, tra luglio e settembre 2025 sono stati prenotati secondo Eurostat complessivamente 398 milioni di pernottamenti, in crescita dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. La crescita c’è stata in tutti i Paesi a maggior richiamo turistico estivo: Francia, Spagna, Italia e Grecia. Anche se da noi, nonostante gli alti numeri, è stata più bassa della media.

L’estate 2025 ha portato infatti per l’Italia 58,7 milioni di notti prenotate attraverso le piattaforme turistiche, in aumento del 5,5% al confronto con la stagione 2024. Altrove la crescita è stata più consistente: in Spagna i pernottamenti sono stati l’8,5% in più dell’anno prima, in Francia l’8,9% e in Grecia il 12,3%.

La situazione italiana

Come detto, una crescita più bassa per l’Italia, che comunque non cancella una forte ascesa precedente. Nel 2023 le notti prenotate sulle piattaforme erano state 48,2 milioni, passate poi a 55,7 milioni nel 2024. Come negli altri Paesi, anche in Italia il picco di prenotazioni (oltre 22,3 milioni nel 2025) arriva ad agosto, mantenendosi elevato anche a settembre (circa 15 milioni), su livelli simili a quelli ottenuti nello stesso mese da Francia e Spagna, che registrano però più presenze nel corso dell’estate nel suo complesso.

Tra le venti regioni più popolari per gli alloggi in affitto a breve termine prenotati tramite le piattaforme online sei sono spagnole, in primis l’Andalusia, altre sei francesi, più cinque italiane, due portoghesi e una croata. In Italia la capofila è il Lazio, con 6,2 milioni di notti tra aprile e giugno 2025, seguita da Lombardia (5,6 milioni) e Toscana (5,2 milioni).

Le piattaforme non sono di certo in crisi in Italia, dato che rappresentano circa due terzi delle prenotazioni totali (solo Booking vale per oltre il 40%), anche se probabilmente ora siamo entrati in una fase di stabilizzazione, dopo il boom degli scorsi anni.