7,8% degli italiani lavora meno ore ma vorrebbe full time. Peggio di Spagna, Francia e Germania messe insieme
Un conto è la scelta di vita, un altro è la necessità. C’è chi lavora per le tradizionali otto ore al giorno e chi invece ha turni molto più brevi, in virtù di un contratto part time. Lo fa per conciliare meglio esigenze di famiglia, studio e tempo libero, ma più probabilmente perché costretto in mancanza d’altro.
L’Italia vive una condizione molto particolare. Siamo un popolo alla ricerca soprattutto del lavoro full time e i pochi (almeno rispetto ad altri paesi europei) che hanno contratti part time vivono molto spesso la propria condizione come un ripiego. Siamo infatti il paese OCSE con la più alta quota di lavoratori part time involontari: occupati “a mezzo servizio” che aspirano al tempo pieno (che garantirebbe più stabilità e salari più alti), senza riuscire però a ottenerlo.
I motivi per l’insoddisfazione sono tanti, a cominciare dalle paghe: troppo basse per le poche ore lavorate, considerando che le retribuzioni in Italia sono spesso insufficienti perfino per chi lavora 40 ore a settimana. [...]
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