Il piano di Roma per incrementare il turismo, raccontato dall’assessore Alessandro Onorato

Marica Casalanguida

17 Febbraio 2026 - 14:51

Giubileo, la maratona, ticket per il catino della Fontana di Trevi. Con 53 milioni di viaggiatori e un aumento della permanenza media nel 2025, ecco come Roma rilancia il turismo.

Il piano di Roma per incrementare il turismo, raccontato dall’assessore Alessandro Onorato

Nel 2025 il turismo della capitale d’Italia ha accelerato, anche grazie alla scelta di puntare sui grandi eventi per rafforzare la propria competitività con le altre capitali europee. Dal Giubileo ai grandi eventi sportivi e musicali, fino all’introduzione del ticket per visitare il catino della Fontana di Trevi -uno dei simboli non solo di Roma, ma dell’Italia intera -, il piano per trasformare l’aumento dei turisti in una crescita economica per la Capitale è complesso quanto, almeno per il momento, efficace.

A spiegarci la nuova strategia adottata dal Comune di Roma per incrementare il turismo e il suo impatto sull’economia della città l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato.

D: Il Giubileo appena concluso, la Maratona di Roma e il concerto di Ultimo a Tor Vergata che ha registrato 250.000 biglietti venduti, superando il record di Modena Park di Vasco Rossi hanno generato un’attenzione internazionale su Roma. Quanto incidono oggi i grandi eventi sull’attrattività economica di Roma e sulla capacità di Roma di competere con le altre capitali europee?
R: Dagli arrivi e presenze turistiche all’indotto economico, dalla permanenza media dei visitatori alla crescita reputazionale della città all’estero. Da quando siamo arrivati, quattro anni fa, Roma sta battendo ogni primato storico. Il 2025 è stato infatti l’anno record del turismo con 53 milioni di presenze e per il 2026 le previsioni sono ancora più rosee.

Se qualcuno pensa sia casuale o frutto del caso, si sbaglia, perché è il risultato di una strategia precisa. Di scelte puntuali che abbiamo fatto, puntando sull’asset dei grandi eventi che offrono un motivo in più per tornare a Roma o per allungare la propria permanenza. Emblematico l’esempio dei grandi eventi musicali. Nell’ultimo triennio i dati di Teha Group ci dicono che solo i concerti hanno generato 2,5 miliardi di euro in Italia, di cui il 43% a Roma, con un indotto sul Pil di oltre 1 miliardo e con 7 mila posti di lavoro attivati in città.

D: ⁠Con 53 milioni di turisti e un aumento della permanenza media da 2,3 a circa 4 giorni nel 2025, Roma sta vivendo una fase di forte espansione turistica. Quali settori produttivi ne stanno beneficiando maggiormente?
R: Il turismo è una risorsa e chi viene in città deve lasciare più di quanto ha trovato, soprattutto deve generare benefici a tutti. Nel 2024, secondo lo studio di Sociometrica, l’indotto del turismo per il tessuto economico è stato di 13,3 miliardi di euro: più di Firenze, Milano, Venezia e Napoli insieme. Parliamo di soldi spesi in servizi, nei ristoranti, nelle strutture ricettive, nei negozi.

C’è un clima positivo, di rinnovata fiducia in città, e non è un caso che abbiano aperto 27 nuovi hotel 5 stelle e 79 nuovi 4 stelle in neanche 4 anni. Abbiamo dato agli imprenditori tempi e norme certe, facilitando miliardi di investimenti in città. Il dato emblematico è quello dell’occupazione. Nell’ultimo triennio, i posti di lavoro nel settore turistico sono aumentati del 5,5% di anno in anno: prima crescevano al ritmo dell’1,9%.

D: Il Giubileo ha rappresentato una vetrina globale per Roma. Quali strumenti sono stati messi in campo per fare in modo che l’impatto sul turismo, sugli investimenti e sull’occupazione non si esaurisca nel 2025 ma produca effetti anche nel 2026 e negli anni successivi?
R: Il Giubileo è stato un successo per Roma. Sotto ogni punto di vista. Religioso, per quello che ha rappresentato il Giubileo per milioni di fedeli. Organizzativo: la nostra città ha dimostrato di saper gestire eventi planetari, con tutti i capi di stato, in maniera affidabile ed efficiente. Infrastrutturale: grazie al Giubileo sono state fatte opere attese da anni: dal sottopasso di Piazza Pia al nuovo spazio a Tor Vergata.

E infine turistico, perché Roma ha superato ogni record storico e, grazie all’esposizione mediatica di ogni televisione, social e media di tutto il mondo per tutto l’Anno Santo, nel 2026 e nel 2027 si vedrà l’effetto Giubileo con le previsioni che sono molto rosee.

D: L’apertura a pagamento del catino della Fontana di Trevi introduce un nuovo modello di gestione di uno dei luoghi simbolo della città. In termini economici, quale ritorno si attende il Comune di Roma da questa misura e come verranno reinvestite le risorse generate da questa novità?
R: Finalmente i turisti e i romani – che non pagano e hanno un percorso senza fila – vivranno un’esperienza ordinata, sicura per il turista e una migliore compatibilità con i residenti della zona. Ricordate com’era la Fontana di Trevi fino a un anno fa, prima della sperimentazione dell’ingresso contingentato? C’era solo caos, un’esperienza assurda per i turisti, con bottiglie per terra, cibo nell’acqua. Era uno dei luoghi dove avvenivano più borseggi in città. Oggi è un modello di fruizione. Il turismo è una risorsa e chi viene in città deve lasciare più di quanto ha trovato.

Il ticket di Trevi ne è l’emblema. In una settimana con il tempo avverso, con giorni di pioggia, sono entrate 50 mila persone. Con l’incasso, stimato in almeno 6,5 milioni di euro in un anno, riusciremo a garantire ai romani e ai residenti della Provincia di entrare gratuitamente in 12 musei civici, a manutenere il nostro straordinario patrimonio storico con più puntualità e ad assumere oltre 18 ragazzi per il lavoro di steward.

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