Confermato anche nel 2026 il bonus turismo in busta paga. Ecco come si calcola l’importo (esentasse).
Bonus turismo in busta paga anche nel 2026.
Il governo ha previsto, anche per quest’anno, un sostegno dedicato ai lavoratori stagionali del turismo, uno dei settori più caratterizzati dalla precarietà occupazionale, legata alla tendenza a essere assunti solo in determinati periodi dell’anno, quelli di “alta stagione” appunto.
Se da tempo non esiste più un bonus vacanze per chi viaggia, nel 2026 viene invece confermato il bonus turismo destinato a chi lavora per i vacanzieri: i lavoratori stagionali impiegati in alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, ma anche negli impianti sciistici visto che il sostegno è partito proprio a gennaio di quest’anno.
Si tratta di dipendenti che spesso svolgono orari di lavoro prolungati rispetto a quanto previsto dal contratto, con frequenti ore di straordinario. Lavoratori per i quali domeniche e giorni festivi rappresentano spesso normali giornate lavorative, con il riconoscimento di una maggiorazione in busta paga che, tuttavia, compensa solo in parte ritmi di lavoro spesso particolarmente intensi.
Proprio per sostenere questi lavoratori e incrementare le possibilità di guadagno, è stato previsto un bonus turismo che ricalca quanto già introdotto nel 2025 e che viene confermato anche per il 2026. Una misura che, è bene sottolineare, resta l’unica agevolazione specifica per il settore, dal momento che i lavoratori del turismo sono stati esclusi dalla nuova detassazione dei compensi accessori prevista dalla legge di Bilancio 2026 per la generalità dei dipendenti.
Alla luce di questo quadro, il bonus turismo continua a rappresentare lo strumento principale di sostegno al reddito per notturni e straordinari nel settore. Vediamo quindi come funziona e quanto garantisce di aumento in busta paga.
Cos’è e come funziona il bonus turismo 2026
Quando si parla di bonus turismo ci si riferisce al trattamento integrativo pensato per sostenere i lavoratori di uno dei comparti più esposti alla stagionalità e ai carichi di lavoro intensi nei periodi di maggiore afflusso.
La misura, introdotta nel 2023 e prorogata anno dopo anno, resta operativa per i primi nove mesi dell’anno, dal 1° gennaio al 30 settembre 2026.
Il bonus si traduce in un incremento netto in busta paga riconosciuto sulle prestazioni di lavoro notturno e sullo straordinario svolto nei giorni festivi. Ai lavoratori interessati spetta così un trattamento integrativo pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte per queste tipologie di lavoro, con un vantaggio rilevante: le somme erogate non concorrono alla formazione del reddito imponibile e risultano quindi completamente esenti da Irpef.
A chi spetta?
Questa agevolazione si rivolge ai dipendenti del settore privato impiegati nel comparto turistico e della ristorazione, comprese le attività ricettive e gli stabilimenti termali. Per accedere al bonus è però necessario rispettare un requisito reddituale preciso: il reddito da lavoro dipendente conseguito nel 2025 non deve aver superato i 40.000 euro.
A differenza di altre misure che operano in modo automatico, il bonus turismo richiede un passaggio attivo da parte del lavoratore. Per ottenere il trattamento integrativo è infatti indispensabile presentare una richiesta scritta al datore di lavoro, attestando il reddito percepito nell’anno precedente. Solo a seguito di questa comunicazione il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, può procedere con il riconoscimento delle somme in busta paga.
Come si calcola? Ecco quanto spetta
Per capire quanto spetta è bene fare un esempio. Immaginiamo un lavoratore stagionale impiegato in una struttura ricettiva che, tra gennaio e settembre 2026, maturi 2.000 euro lordi per lavoro notturno e straordinario svolto nei giorni festivi. Su questo importo scatta appunto il trattamento integrativo previsto per il settore turismo, pari al 15% e quindi a 300 euro totali.
Questi vengono riconosciuti direttamente in busta paga come trattamento integrativo e, poiché il bonus non è imponibile, non sono soggetti a Irpef né ad addizionali. Si tratta quindi di un importo netto che si aggiunge alla retribuzione ordinaria.
Allo stesso modo, se un lavoratore stagionale impiegato nella ristorazione matura, nello stesso periodo, 1.500 euro lordi per lavoro notturno e straordinario festivo, il trattamento integrativo riconosciuto sarà pari al 15% dell’importo, e quindi a 225 euro netti in busta paga.
L’importo cresce al crescere delle prestazioni agevolate. Nel caso di un dipendente del settore turistico che tra gennaio e settembre 2026 percepisca 3.000 euro lordi per notturni e straordinari nei giorni festivi, il bonus spettante arriva a 450 euro, anch’essi interamente esenti da Irpef e addizionali.
In tutti i casi, a parità di requisito reddituale e previa richiesta al datore di lavoro, il meccanismo resta invariato: il 15% delle somme lorde corrisposte per lavoro notturno e straordinario festivo si trasforma in un incremento netto della retribuzione, senza alcun prelievo fiscale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA