Covid: vaccini anche di notte in Italia? L’ipotesi

Marco Ciotola

19/03/2021

19/03/2021 - 17:27

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Le somministrazioni potrebbero andare avanti anche durante la notte per recuperare dai ritardi accumulati causa stop AstraZeneca. Il piano

Covid: vaccini anche di notte in Italia? L'ipotesi

Vaccini anti-Covid anche di notte in Italia? Un’ipotesi che non sembra così lontana, e che muove proprio dalla necessità di recuperare i ritardi innescati dallo stop ad AstraZeneca, proprio oggi in ripartenza con le somministrazioni dopo l’ok dell’Ema.

Sono di fatto 3 i giorni di stallo da recuperare, il che imporrebbe almeno una settimana di prolungamento degli orari di attività per tutti i centri vaccinali.

Una moltiplicazione degli sforzi che potrebbe partire dal Lazio, dove una simile possibilità è stata messa già in conto stando a quanto trapela dalla Regione, considerando la necessità di ampliare il numero di dosi al giorno almeno fino a 3mila per ogni hub.

Covid: vaccini anche di notte in Italia? L’ipotesi

Nel Lazio è stato già messo in conto un numero maggiore di somministrazioni per i suoi 35 hub vaccinali.

Ognuno di questi dovrà infatti registrare almeno 3mila vaccini al giorno stando alle ultime informazioni arrivate, il che porterebbe a un totale ben superiore agli standard registrati prima dello stop ad AstraZeneca.

Un simile piano ha già incluso un’estensione dell’orario, così come fatto notare in primis da Repubblica, e non è da escludere che anche altre Regioni possano prendere in considerazione un’opzione del genere.

A chiederle a gran voce, tra gli altri, è stato negli ultimi giorni il giornalista Massimo Pillera dalle pagine del Fatto Quotidiano, spingendo affinché si preveda che le somministrazioni ritardate vengano recuperate nella fascia notturna.

Ma al momento non ci sono certezze, anche in considerazione dei possibili problemi di disponibilità. Di fatto lo stop di AstraZeneca potrebbe aver significato circa 400.000 somministrazioni in meno, che il commissario Figliuolo punta a recuperare nell’arco di due settimane.

Ma non va sottovalutato anche il possibile aumento di scetticismo tra gli italiani nei confronti del vaccino dopo quanto successo, cosa che potrebbe far registrare una discesa nella percentuale di popolazione disposta a sottoporsi alle somministrazioni.

Argomenti

# Italia

Iscriviti alla newsletter

Money Stories