Covid, la pillola che lo può curare. Fauci soddisfatto: «Risultati impressionanti». Pregliasco: «Importante»

Emiliana Costa

04/10/2021

04/10/2021 - 15:58

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Molnupiravir, farmaco prodotto dall’azienda Msd, è una pillola antivirale contro il Covid che riduce di circa il 50 per cento il rischio di ricovero e di morte. Soddisfatti Fauci e Pregliasco.

Covid, la pillola che lo può curare. Fauci soddisfatto: «Risultati impressionanti». Pregliasco: «Importante»

Una pillola antivirale contro il Covid che riduce di circa il 50 per cento il rischio di ricovero e morte dei pazienti con una forma lieve o grave della malattia. Si tratta del molnupiravir, farmaco prodotto dall’azienda Msd, che in tempi brevi chiederà il via libera a diversi enti regolatori nel mondo. Il noto virologo americano Anthony Fauci - direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ente del Dipartimento della Salute statunitense specializzato nello studio delle malattie infettive e immunitarie e delle allergie - ha commentato in maniera positiva l’annuncio della casa farmaceutica, definendo «impressionanti» i risultati emersi dai test. Positivo anche il commento del virologo italiano Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano: «Approccio interessante».

Come funziona la pillola antivirale

Nel corso dei test, il molnupiravir, assunto per via orale per un ciclo di cinque giorni, ha ridotto sia l’ospedalizzazione che la morte dei pazienti. Dando risultati decisamente più confortanti rispetto al placebo. Tra i pazienti sottoposti a placebo, 53, ovvero il 14,1 per cento, è stato ricoverato in ospedale o è morto. Mentre tra coloro che hanno ricevuto la pillola antivirale, 28 pazienti, quindi il 7,3 per cento, è stato ricoverato o è deceduto.

Molnupiravir, le reazioni dei virologi

Secondo Anthony Fauci, il farmaco ha evidenziato dei risultati «impressionanti», riducendo del 50 per cento il rischio di ricovero o di morte del paziente con una forma di Covid lieve o moderata. Positivo anche il commento di Fabrizio Pregliasco: «È interessante come approccio. Siamo ancora in fase 3. Quindi non bisogna dire che subito domani mattina tutti avranno la possibilità di avere questa terapia, ma sicuramente è un’arma che servirà per i malati, che ci saranno ancora. Perché, anche con elevatissime coperture vaccinali, la malattia Covid sarà endemica e quindi dobbiamo assolutamente avere terapie per gestire e azzerare il costo sociale e il dolore causati dai casi gravi di questa patologia».

Covid, non solo molnupiravir

Pregliasco sottolinea l’importanza di un farmaco maneggevole, per un uso domiciliare. «Ci sarà il molnupiravir- spiega il virologo - ma ce ne sono già anche altri di strumenti che ci aiutano sul fronte terapie per malati Covid. Come anakinra». Per quest’ultimo, l’agenzia italiana del farmaco Aifa ha dato via libera all’utilizzo anche in Italia per certi tipi di pazienti Covid ospedalizzati, insieme ad altre due molecole. «Sono farmaci che hanno un’azione immunomodulante - continua Pregliasco - e va ricordato anche tocilizumab. Strumenti interessanti che stanno consolidando con i tempi della scienza un approccio più proattivo. Ad oggi dobbiamo dire che il cortisone e l’eparina, da dare quando serve senza eccedere, rappresentano già un modo di trattare al meglio possibile. Nell’arco di alcuni mesi avremo sempre più evidenze e disponibilità di farmaci terapeutici. Però - conclude Pregliasco - non ci devono far abbassare la guardia rispetto al fatto che il vaccino, pur non permettendo un’immunità di gregge, ci porterà a una convivenza sempre più ’civile’ col virus. Sarà necessario procedere però anche a una vaccinazione dei più giovani. Per fortuna si tratta di un traguardo possibile almeno dai 12 anni in poi».

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