Compensazione modello F24: regole, limiti e novità

Compensazione crediti modello F24: ecco tutte le regole, i limiti per titolari di partita IVA e non e le novità che riguardano le imposte IVA, Irpes, Ires e Irap.

Compensazione modello F24: regole, limiti e novità

Compensazione con modello F24: come funziona e quali sono le regole previste?

Per l’utilizzo in compensazione dei crediti IVA, Irpef, Ires e Irap per il versamento delle imposte è necessario rispettare specifici limiti.

Le regole per la compensazione sono state oggetto di importanti novità, introdotte dal DL 50/2017 e successivamente dalla Legge di Bilancio 2018.

Le principali modifiche hanno riguardato i limiti d’importo per l’uso dei crediti in compensazione e le modalità per la presentazione del modello F24: per i titolari di partita IVA è obbligatorio l’uso dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Per quel che riguarda la compensazione dei crediti IVA, Irpef, Ires e Irap, il decreto legge n. 50/2017 ha ridotto da 15.000 a 5.000 euro il limite per l’uso in modalità libera del credito vantato. Per le compensazioni di importo superiore sarà invece necessaria l’apposizione del visto di conformità.

In merito all’uso in compensazione dei crediti IVA, Irpef, Ires e Irap si segnala inoltre che a partire dal 29 ottobre 2018 l’Agenzia delle Entrate può disporre il blocco preventivo delle compensazioni a rischio.

A fronte delle regole e novità sopra riassunte, di seguito si fornisce l’analisi di come funziona la compensazione con modello F24 e quali sono i limiti previsti e le regole per titolari o non di partita IVA.

Compensazione modello F24: come funziona

Prima di scendere nel dettaglio e vedere come funziona la compensazione di crediti con debiti è bene capire cos’è e quali sono le regole generali previste.

Grazie alla compensazione i contribuenti che hanno versato più imposte del dovuto hanno la possibilità di utilizzare il credito in eccesso in compensazione per il versamento di altri tributi, in alternativa alla richiesta di rimborso.

Si parla di compensazione verticale quando si utilizza il modello F24 per versare un debito relativo alla stessa imposta del credito vantato (ad esempio IVA con IVA, Irpef con Irpef). In caso di compensazione interna non vi sono vincoli particolari da rispettare.

Si parla invece di compensazione orizzontale quando il versamento riguarda un debito relativo ad un’imposta differente (ad esempio IVA con Irpef). In questo caso è obbligatorio l’uso del modello F24 che i contribuenti titolari di partita IVA dovranno inviare esclusivamente in modalità telematica tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

Scendiamo ora nel dettaglio analizzando le regole per la compensazione con modello F24 per contribuenti titolari di partita IVA e non.

Compensazione modello F24 titolari di partita IVA: regole e limiti

Per effetto delle novità introdotte dal DL n. 50/2017, i contribuenti titolari di partita IVA che intendono compensare crediti con debiti relativi ad imposte diverse sono obbligati all’uso e all’invio del modello F24 in modalità telematica.

Il modello F24 telematico dovrà essere utilizzato per la compensazione di debiti con crediti derivanti da qualsiasi imposta o addizionale, ritenuta alla fonte, imposta sostitutiva sul reddito e crediti d’imposta derivanti dal quadro RU della dichiarazione dei redditi.

In sintesi, per la compensazione con modello F24 i titolari di partita IVA dovranno seguire le seguenti regole:

  • modello F24 con saldo positivo senza compensazioni: Home Banking o intermediari;
  • modello F24 con saldo positivo e compensazioni di qualsiasi imposta: Entratel o F24 Online.

Come funziona la compensazione con modello F24 per i titolari di partita IVA
Riepilogando, per la compensazione del modello F24 in modalità telematica è possibile utilizzare:

  • i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (F24 web e F24 online) utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento).

La compensazione F24 può essere effettuata o direttamente dal titolari di partita IVA o per il tramite di intermediari che:

  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e aderiscono a una specifica convenzione con la medesima Agenzia (servizio “F24 cumulativo”);
  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e utilizzano il servizio “F24 addebito unico”;
  • si avvalgono dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

Compensazione con modello F24 per non titolari di partita IVA

Le regole sulle compensazioni sono differenti per i contribuenti non titolari di partita IVA. In questo caso il modello F24 non dovrà essere presentato esclusivamente in modalità telematica, ma potrà essere utilizzato anche il modulo cartaceo.

Nel caso di presentazione del modello F24 con saldo a debito, i contribuenti non titolari di partita IVA possono utilizzare tutti i servizi telematici (home banking, canale intermediari).

Nel caso di modello F24 con saldo positivo ma senza compensazioni è ammesso anche il pagamento del modello cartaceo, fatta salva la facoltà di avvalersi dei servizi di home banking o degli intermediari abilitati.

In sintesi, per i cittadini che non sono titolari di partita IVA, le regole per la compensazione sono le seguenti:

  • modello F24 con saldo positivo senza compensazioni: pagamento anche con modulo cartaceo;
  • modello F24 con saldo positivo e compensazioni: home banking o intermediari.

Compensazione modello F24 a saldo zero: obbligo invio telematico

Tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita IVA, nel caso di compensazione di un modello F24 con saldo a zero sono obbligati al versamento in modalità telematica tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate.

I modelli F24 a saldo zero possono essere presentati esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel, oppure per il tramite di un intermediario abilitato che può trasmettere telematicamente le deleghe F24.

Sospensione F24: blocco preventivo compensazioni a rischio

Tra le novità relative alle compensazioni con modello F24 è necessario ricordare che la Legge di Bilancio 2018 ha previsto l’avvio della sospensione preventiva in caso di profili di rischio.

Le regole sul blocco preventivo delle compensazioni a rischio sono state pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 28 agosto 2018.

Per i modelli F24 presentati tramite i servizi telematici la sospensione della delega di pagamento verrà comunicata dalle Entrate tramite apposita ricevuta al soggetto che ha inviato il modello.

La sospensione riguarda l’intero contenuto della delega di pagamento. Nella medesima ricevuta viene indicata anche la data in cui finirà il periodo di sospensione che, in ogni caso, non sarà maggiore di 30 giorni rispetto alla data di invio del modello F24.

Se, dopo i controlli effettuati, l’Agenzia delle entrate rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, comunicherà lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file telematico. Lo scarto sarà comunicato sempre tramite apposita ricevuta e indicandone la motivazione.

Fermi restando i successivi ordinari controlli sui crediti compensati, se in esito alle verifiche effettuate dalle Entrate, il credito risulta correttamente utilizzato, la delega di pagamento si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato.

Durante il periodo di sospensione e prima che siano intervenuti lo scarto o lo sblocco della delega di pagamento il contribuente può inviare alle Entrate gli elementi informativi ritenuti necessari per la finalizzazione della delega sospesa. Tali elementi sono utilizzati dall’Agenzia delle Entrate ai fini del controllo dell’utilizzo del credito compensato.

Nel caso di assenza di comunicazione di scarto del modello F24 l’operazione si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato.

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