Lavori e regioni più a rischio contagio in Italia: la sorpresa nel nuovo studio

Un nuovo studio stravolge la mappa del rischio contagio in Italia: i più esposti? Professionisti, donne, giovani e lavoratori del Sud. Ecco perché.

Lavori e regioni più a rischio contagio in Italia: la sorpresa nel nuovo studio

Cambia la mappa del rischio contagio in Italia, e sorprende sapere che ora i soggetti più esposti sono i giovani, le donne e i lavoratori al Sud Italia.

A svelarlo è una nuova classifica stilata dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, che ha messo in evidenza quali sono i lavori e le zone maggiormente esposti al pericolo di contrarre il coronavirus nel nostro Paese.

Un’indagine interessante e aggiornata alla situazione odierna italiana: anche se la curva epidemiologica è in calo e l’emergenza sanitaria ormai è finita, infatti, ci sono ancora lavoratori a rischio contagio. Ecco chi sono e in quale parte d’Italia il pericolo è maggiore.

Coronavirus: i lavori più a rischio contagio in Italia

I posti di lavoro restano sotto i riflettori per l’alto potenziale di contagio da coronavirus che continuano a manifestare: aziende, negozi, ristoranti, bar, ospedali, scuole rappresentano luoghi ancora pericolosi per chi vi lavora.

Per quale motivo? Lo ha spiegato lo studio sul legame tra lavoratori e pericolo contagio da coronavirus, nel quale è emersa una nuova classifica delle professioni più esposte.

Per comprendere l’elenco, occorre soffermarsi innanzitutto sulle variabili sulle quali si è basato lo studio. Sono cinque e sono state valutate per selezionare le professioni a maggiore rischio contagio:

  • frequenza dei contatti con altre persone;
  • lavoro al chiuso;
  • interazione col pubblico;
  • frequenza dell’esposizione a malattie e infezioni;
  • vicinanza fisica ad altre persone.

Incrociando questi fattori, quindi, queste sono risultate le professioni con più probabilità di contrarre il coronavirus oggi in Italia:

  1. medici e operatori sanitari (infermieri, radiologi, esperti di diagnostica, massaggiatori sportivi, OSS)
  2. farmacisti
  3. biologi
  4. veterinari
  5. insegnanti della scuola primaria
  6. tecnici dei servizi sociali
  7. operatori della cura estetica
  8. baby-sitter e assistenti all’infanzia
  9. professori della scuola secondaria
  10. esercenti
  11. addetti alla ristorazione
  12. assistenti di viaggio
  13. addetti all’accoglienza
  14. addetti a sportelli di uffici pubblici, postali, bancari
  15. educatori

Da sottolineare che analizzando la distribuzione della popolazione italiana tra le varie occupazioni indicate, le categorie donne e giovani sono emerse come le più esposte al rischio.

Sono circa il 44%, infatti, le lavoratrici attive nei settori con maggiore pericolo infezione, contro il 16,4% degli occupati uomini.

I giovani lavorano spesso in settori potenzialmente esposti al contagio da coronavirus, come la ristorazione. Per questo, almeno il 35,1% degli occupati con meno di 35 anni ha un posto di lavoro considerato ad alto rischio.

Sud Italia più a rischio del Nord

Lo studio ha messo in evidenza che i lavoratori sono più a rischio contagio nel Sud Italia: come mai?

Il dato potrebbe sembrare discordante con la diffusione del coronavirus a livello nazionale: sono state le regioni settentrionali, infatti, a registrare più casi, con l’epidemia esplosa in Lombardia, dove ancora è concentrato il maggior numero di positivi.

La risposta va cercata nella distribuzione geografica dei professionisti più esposti al contagio: il 31,3% degli occupati considerati a rischio si trovano nel Meridione, contro il 28,5% del Centro e il 26,5% del Settentrione.

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