Pablo Hernández de Cos prossimo presidente della BCE dopo Christine Lagarde? La view del banchiere, considerato vicinoa Draghi, sui tassi.
Si chiama Pablo Hernández de Cos e il suo nome compare nella rosa dei candidati che gli economisti considerano più papabili a prendere le redini della Banca centrale europea, quando l’attuale presidente, Christine Lagarde, sarà costretta a lasciare la guida della BCE.
Il nome di Hernández de Cos come possibile prossimo timoniere dell’Eurotower è stato fatto dal Financial Times, a seguito di un sondaggio con cui il quotidiano della City ha interpellato diversi economisti, chiedendo quale banchiere vorrebbero vedere alla guida della BCE alla scadenza del mandato di Lagarde, prevista per il novembre del 2027.
BCE, Hernández de Cos, il candidato preferito dagli economisti a succedere a Lagarde
Pablo Hernández de Cos ha raccolto il consenso degli esperti che hanno partecipato al sondaggio del FT, insieme a un altro banchiere considerato “super falco”, l’olandese Klaas Knot.
Altri banchieri che gli economisti ritengono adatti a salire sullo scranno più alto della BCE sono il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della BCE, e Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della banca centrale.
Nagel e Schnabel, entrambi banchieri tedeschi, sono noti — come Knot — per le loro posizioni hawkish sui tassi di interesse e, stando alle loro stesse dichiarazioni, per essere disponibili a succedere a Lagarde.
Pablo Hernández de Cos ha tuttavia conquistato i maggiori consensi tra gli intervistati.
Tra i 70 economisti che hanno partecipato al sondaggio, il 26% ha infatti dichiarato di preferirlo come successore di Christine Lagarde.
Il 24% degli esperti contattati dal quotidiano ha invece espresso la propria preferenza per il “falco” olandese Klaas Knot, che ha appena concluso il suo secondo mandato di sette anni come governatore della banca centrale dei Paesi Bassi e che ha ricevuto, qualche mese fa, anche l’elogio di Christine Lagarde.
Pablo Hernández de Cos, il nome circola mentre permangono critiche contro Lagarde
Ma chi è esattamente Pablo Hernández de Cos?
Quali indicazioni emergono dalla biografia e dal curriculum del banchiere che, prima di sedere nel Consiglio direttivo della BCE, è stato governatore della banca centrale spagnola?
Ed è davvero, come ha dichiarato al Financial Times Christian Kopf, responsabile del reddito fisso presso la società di gestione patrimoniale tedesca Union Investment, “il candidato con la più solida conoscenza tecnica della politica monetaria e del funzionamento delle banche centrali”?
La domanda inizia a interessare sempre più da vicino investitori e governi, in una fase storica in cui permangono numerose incognite sull’evoluzione dei tassi di interesse nell’area euro, argomento che negli ultimi anni è stato al centro di continue polemiche alimentate dalla politica.
Il dossier sulla successione di Lagarde si apre inoltre in un momento in cui l’attuale presidente della BCE è tornata nel mirino delle critiche, questa volta non tanto o meglio non solo per l’orientamento dato al costo del denaro nell’Eurozona — che a dicembre è rimasto invariato, nell’ultimo meeting sui tassi del 2025, per la quarta volta consecutiva — quanto piuttosto per il suo stipendio annuo, pari a 726.000 euro.
Una cifra quattro volte superiore a quella percepita dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e la più elevata tra tutti gi stipendi percepiti dai funzionari dell’Unione europea.
Chi è Pablo Hernández de Cos, ex governatore della banca centrale di Spagna. Studi e inizio carriera
Ma torniamo alla “carta d’identità” di Pablo Hernández de Cos, che lo scorso 1° luglio 2025 ha assunto il ruolo di general manager della BIS — la Banca dei regolamenti internazionali (BRI) — una delle istituzioni chiave dell’architettura finanziaria globale.
54 anni, il banchiere è nato a Madrid, Spagna, il 20 gennaio 1971.
Dopo essersi laureato nel 1993 in Economia e Studi aziendali presso il College of Financial Studies (CUNEF) dell’Università Complutense di Madrid, nel 1994 ha conseguito anche la laurea in Giurisprudenza presso l’UNED (Universidad Nacional de Educación a Distancia).
Dieci anni più tardi, nel 2004, ha ottenuto il dottorato di ricerca (PhD) in Economia presso l’Università Complutense di Madrid, completando infine nel 2009 un Management Programme presso l’IESE Business School.
La sua brillante carriera professionale prende avvio nel periodo 1997–2004, anni in cui ha lavorato come economista presso la Direzione generale Economia, Statistica e Ricerca (DG Economics, Statistics and Research) della Banco de España, la banca centrale spagnola.
Tra il 1998 e il 2004 Hernández de Cos ha ricoperto l’incarico di membro del Gruppo di lavoro sulle finanze pubbliche della Banca centrale europea, facendo così il suo ingresso nei meccanismi decisionali della BCE.
Nello stesso arco temporale ha fatto parte anche del Gruppo di lavoro su invecchiamento e sostenibilità, con funzioni di supporto al Comitato di politica economica (ECOFIN) dell’Unione europea.
Nel 2000 è stato nominato esperto nazionale presso la Direzione generale Economia della BCE, mentre nel periodo 2000–2004 ha svolto attività accademica come professore a contratto (associate lecturer) presso il Dipartimento di Economia dell’Università Carlos III di Madrid.
Il ricco curriculum di Pablo Hernández de Cos comprende anche le seguenti tappe.
Nel periodo 2004–2007 è stato consigliere del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.
Successivamente, tra il 2007 e il 2015, ha ricoperto l’incarico di responsabile della Divisione di analisi della politica economica presso la Direzione generale Economia, Statistica e Ricerca (DG Economics, Statistics and Research) della Banco de España.
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Dal Comitato di politica economica (ECOFIN) all’ascesa a governatore della Banco de España
Tra il 2008 e il 2014 Pablo Hernández de Cos è stato inoltre membro del Comitato di politica economica (ECOFIN) del Consiglio dell’Unione europea.
Negli anni 2010–2015 ha operato come presidente del Gruppo di lavoro sulle finanze pubbliche del Comitato di politica monetaria della Banca centrale europea e, nello stesso periodo, dal 2011 al 2014, ha svolto attività accademica come professore a contratto (associate lecturer) presso l’Instituto de Empresa.
Sempre in que periodo, nel 2013–2014 è stato membro del Comitato di esperti per la riforma del sistema fiscale spagnolo, assumendo successivamente la carica di Direttore generale Economia, Statistica e Ricerca (DG Economics, Statistics and Research) della Banco de España.
Il 2015 è stato un anno di svolta per il banchiere spagnolo: Hernández de Cos è diventato sostituto del governatore nel Consiglio direttivo della Banca centrale europea, membro del Consejo Superior de Estadística de España (Alto Consiglio di statistica), membro del Consiglio di amministrazione del Centro de Estudios Monetarios y Financieros (CEMFI) ed esponente del Consiglio dei garanti e del Comitato esecutivo di FEDEA (Foundation for Applied Economic Studies).
Dal 2016 è stato membro del Consiglio di amministrazione dell’International Center for Monetary and Banking Studies (ICMB) e, dal 2017, componente del Comitato economico e finanziario dell’Unione europea.
L’ascesa a governatore della Banco de España è avvenuta nel 2018, incarico che ha ricoperto fino a giugno 2024.
Negli stessi anni, Hernández de Cos ha continuato a far parte del Consiglio direttivo della BCE, assumendo anche la carica di presidente della Commissione di supervisione bancaria di Basilea, dal 2019 al 2024.
Il banchiere ha ricoperto anche altri ruoli di leadership chiave a livello internazionale, entrando a far parte del Financial Stability Board e del gruppo dei governatori e responsabili della supervisione della BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali, BRI).
La domanda che interessa mercati e cittadini dell’area euro riguarda (ovviamente) il trend dei tassi BCE
La domanda che interessa tuttavia i mercati e i governi europei, a due anni dalla scadenza del mandato di presidente della BCE di Christine Lagarde, non riguarda tanto il curriculum di Hernández de Cos, quanto la sua visione di politica monetaria.
In primo luogo, le principali preoccupazioni — che interessano tutti i cittadini dell’area euro, alle prese con mutui e costi di finanziamento vari — sono le seguenti: quale direzione darebbe Pablo Hernández de Cos ai tassi di interesse dell’area euro?
A questa domanda se ne aggiungono altre: quale attenzione presta l’economista all’inflazione e quale alla crescita del PIL?
E, ancora, fino a che punto esiste il rischio— evidente negli Stati Uniti, con la Fed — che la BCE possa perdere la propria indipendenza, diventando succube dei dettami politici?
Su quest’ultimo punto, intervistato dal Financial Times, Christian Kopf, responsabile del reddito fisso presso la società di gestione patrimoniale tedesca Union Investment, non ha dubbi.
Secondo lui, se Hernández de Cos diventasse prossimo presidente della BCE, grazie alla sua carriera di tecnocrate invierebbe “un segnale forte di una Europa che non vacilla e di un euro che resterà una moneta forte ”.
Pablo Hernández de Cos, ex governatore della Banco de España e membro del Consiglio direttivo della BCE, è considerato inoltre una figura dovish sui tassi, e una sua presidenza rappresenterebbe una buona notizia per le famiglie, stufe di una BCE che sotto Lagarde, secondo i critici, ha spesso dato più peso all’inflazione, che alla crescita economica complessiva.
Tassi e inflazione, il punto di vista di Pablo Hernández de Cos
In passato, Pablo Hernández de Cos ha più volte dimostrato di essere favorevole a tagli dei tassi di interesse per dare priorità alla crescita.
Va tuttavia precisato che anche lui adotta un approccio cauto e graduale, guidato dai dati macroeconomici, a favore di un giusto equilibrio tra espansione del PIL e stabilità dei prezzi.
A tracciare il suo profilo è stato lui stesso, con un discorso proferito poco dopo aver assunto il comando della BIS nell’estate del 2025.
Nel suo primo discorso di rilievo nel ruolo di numero uno della Banca dei Regolamenti Internazionali, l’ex governatore della Banco de España ha sottolineato in primis l’esigenza che le banche centrali non diventino succubi dei piani di politica economica dei governi dei Paesi in cui operano.
“Un mandato chiaro per la stabilità dei prezzi, l’indipendenza e la responsabilità sono l’àncora, lo scafo e l’albero della nave della politica monetaria”, ha dichiarato Pablo Hernández de Cos, in un discorso tenuto in Messico alla fine di agosto del 2025.
Pur senza citare direttamente Trump o la Fed, l’ex governatore della Banco de España ha delineato quelle che ha definito le “fondamenta” della credibilità di una banca centrale, sottolineando l’importanza dell’indipendenza delle istituzioni, affinché i banchieri centrali possano fissare i tassi di interesse e utilizzare strumenti come il quantitative easing, “basandosi su considerazioni economiche nell’interesse pubblico a lungo termine, liberi da interferenze politiche di breve periodo”.
Hernández de Cos ha ricordato poi come le banche centrali abbiano inizialmente sottovalutato l’impennata dell’inflazione post-COVID, una circostanza che ha rappresentato una “prova importante” per la politica monetaria.
Da allora, ha aggiunto, le banche centrali sono state in gran parte efficaci nel riportare l’inflazione sotto controllo grazie a rialzi dei tassi di interesse decisi.
Hernández de Cos ha inoltre evidenziato le sfide comuni che le economie devono affrontare, come l’aumento delle tensioni geopolitiche, il debito pubblico, i dazi commerciali, l’invecchiamento della popolazione, l’intelligenza artificiale e il cambiamento climatico.
In sintesi, si può dire che, sotto la sua guida, la BCE non si affretterebbe ad alzare i tassi, a differenza dei falchi come Knot, Nagel e Schnabel, sempre molto attenti ai rischi inflazionistici.
Ciò non significa che Hernández de Cos trascurerebbe la possibile persistenza delle minacce inflazionistiche in Europa ma che, alla guida della BCE, adotterebbe un approccio graduale e guidato dai dati, bilanciando prudenza e attenzione alla crescita economica.
La differenza tra Hernández de Cos, vicino a Draghi, e Christine Lagarde
Occhio anche al profilo del banchiere presentato da Politico, che si è concentrato sulle differenze tra Hernández de Cos e Christine Lagarde, sottolineando come l’ex governatore della Banco de España sia vicino all’ex presidente della BCE e del Consiglio, Mario Draghi.
“A differenza di Lagarde, Hernández de Cos, 54 anni, è un economista e banchiere centrale di carriera ”, ha fatto notare Politico, rimarcando che il banchiere “ha iniziato la sua carriera presso la Banco de España e ha fatto il suo primo ingresso alla BCE come consigliere del comitato esecutivo negli anni 2000”, prima di diventare “governatore della Banco de España dal 2018 al 2024” e prima di presiedere il Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria, per poi passare alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS).
“Considerato vicino all’ex presidente della BCE Mario Draghi, Hernández de Cos ha contribuito a ristabilire la reputazione della Banco de España dopo gli errori precedenti e durante la crisi finanziaria, guadagnandosi nel processo il rispetto dei colleghi europei”, si legge ancora nell’articolo, che ha aggiunto che “la sua combinazione tra l’esperienza di vertice in banca centrale, la responsabilità regolamentare e la formazione accademica gli conferisce la reputazione di una figura profondamente tecnica e orientata alla politica monetaria, apprezzata per la sua indipendenza e per la sua competenza nelle questioni di stabilità finanziaria europea e globale”.
Detto questo, l’articolo ha anche avvertito che “ la Spagna, che non ha mai ricoperto la presidenza della BCE, potrebbe
dover competere con la Germania per la carica più alta”.
Ma “paradossalmente, questo potrebbe giocare a suo favore se altri Paesi europei fossero riluttanti a concedere a Berlino un altro ruolo di grande potere ”. Un altro ruolo chiave che verrebbe affidato a un banchiere “falco” sui tassi (come Schnabel o Nagel), in un momento particolarmente complesso, in cui tutti — dagli Stati Uniti all’Europa — continuano a considerare i tagli dei tassi come l’unico strumento reale per affrontare problemi che i governi, evidentemente, non riescono a risolvere da soli.
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