Cassa integrazione, novità: 6 settimane in arrivo con il decreto Ristori. Come funziona

Cassa integrazione: 6 settimane in arrivo con il decreto Ristori in Gazzetta Ufficiale. Altre 4 settimane di esonero contributivo per chi rinuncia. Vediamo come funziona.

Cassa integrazione, novità: 6 settimane in arrivo con il decreto Ristori. Come funziona

Cassa integrazione: 6 settimane in arrivo con il decreto Ristori in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi 29 ottobre, nato per garantire un sostegno a lavoratori e imprese a seguito delle ulteriori restrizioni introdotte dal governo con il DPCM del 24 ottobre.

Le 6 settimane di cassa integrazione del decreto Ristori possono essere fruite a partire dal 16 novembre e fino al 31 gennaio 2021. Molte aziende termineranno infatti le 18 settimane del decreto Agosto proprio a metà novembre.

Anche il blocco dei licenziamenti continua ad andare di pari passo alla cassa integrazione pertanto è prorogato anch’esso fino al 31 gennaio 2021.

In alternativa alla cassa integrazione è riconosciuto l’esonero contributivo per 4 ulteriori settimane come già previsto dal decreto Agosto.

Le 6 settimane di cassa integrazione del decreto Ristori vanno ad accompagnare le aziende che terminano quelle del dl Agosto fino alla fine dell’anno e anche oltre. Altre settimane poi dovrebbero essere previste con la Legge di Bilancio 2021.

Vediamo nel dettaglio come funziona la cassa integrazione del decreto Ristori in GU.

Cassa integrazione: 6 settimane nel decreto Ristori

Per la cassa integrazione scendono a 6 le settimane finanziate con il decreto Ristori e che accompagneranno le imprese in difficoltà fino al 31 gennaio 2021. Inizialmente si parlava di 10 settimane.

La cassa integrazione viene introdotta dall’articolo 12 del decreto Ristori “Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga. Disposizioni in materia di licenziamento. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione”.

Si tratta della cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e in deroga, che viene riconosciuta ai datori di lavoro che hanno sospeso o ridotto l’attività lavorativa a causa dell’emergenza Covid.

Il decreto Ristori stabilisce che le 6 settimane di cassa integrazione possono essere riconosciute ai datori di lavoro per il periodo ricompreso tra il 16 novembre e il 31 gennaio 2021. Per coloro ai quali sono state autorizzate le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione del decreto Agosto per periodi collocati anche parzialmente dopo il 15 novembre, questi sono imputati alle 6 settimane di CIG del decreto Ristori.

Le 6 settimane di cassa integrazione sono riconosciute sia a chi ha richiesto e ottenuto i precedenti periodi di CIG sia a coloro che sono soggetti a restrizioni e chiusure disposte dall’ultimo DPCM del governo.

Il meccanismo delle 6 settimane di cassa integrazione del decreto Ristori è pari a quello previsto per le ultime 9 settimane del decreto Agosto e quindi il versamento di un contributo addizionale sulla base della riduzione prevista di fatturato. Il contributo si stabilisce pertanto raffrontando il fatturato del primo semestre del 2020 con quello del medesimo periodo del 2019. Il contributo addizionale sarà pari:

  • al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al venti per cento;
  • al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

La cassa integrazione è gratuita per coloro che hanno avuto una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

Nella domanda di cassa integrazione da presentare a INPS il datore di lavoro dovrà autocertificare la riduzione del fatturato, come per le 9 settimane di CIG del dl Agosto. Chi non provvede si vedrà applicata l’aliquota del 18%.

Nel decreto Ristori viene stabilito anche il termine decadenziale per la presentazione delle domande di cassa integrazione che al solito è la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. In sede di prima applicazione della norma il termine è fissato alla fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto Ristori, quindi il 30 novembre 2020.

Per le aziende che richiedono il pagamento diretto da parte di INPS il termine è quello del trentesimo giorno successivo al’entrata in vigore del decreto se posteriore al trentesimo giorno successivo dall’adozione del provvedimento di concessione. Con le 6 settimane di cassa integrazione è previsto fino al 31 gennaio 2021 anche il blocco dei licenziamenti.

Altre settimane di cassa integrazione verranno poi finanziate con la Legge di Bilancio 2021 da utilizzare, secondo le prime indiscrezioni, entro giugno.

Cassa integrazione: altre 12 settimane

Oltre alla cassa integrazione del decreto Ristori, con la Legge di Bilancio dovrebbero poi aggiungersi 12 settimane per un totale di 18 settimane

Nel complesso quindi si tratterebbe, tra il nuovo decreto di novembre e la Manovra, di 6+ 12 settimane da utilizzare in un arco di tempo piuttosto ampio e che potrebbe arrivare, secondo alcune prime indiscrezioni, anche fino a giugno 2021, motivo per cui i sindacati chiedono un prolungamento del blocco dei licenziamenti fino al termine di tutte le 18 settimane di CIG.

Sempre per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti invece le imprese si sono sempre dette contrarie alla proroga. Per maggiori indicazioni sulle ulteriori settimane di cassa integrazione toccherà attendere le successive comunicazioni ufficiali nelle prossime settimane.

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