Cassa integrazione: 6 settimane con il decreto Ristori. Come funziona

Teresa Maddonni

29/12/2020

12/04/2021 - 15:10

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Il decreto Ristori ora convertito nella legge n.176/2020 ha introdotto 6 settimane di cassa integrazione da fruire entro il 31 gennaio 2021. Proroga in arrivo anche con la Legge di Bilancio 2021. Vediamo come funziona.

Cassa integrazione: 6 settimane con il decreto Ristori. Come funziona

Cassa integrazione: sono 6 le settimane del decreto Ristori ora convertito nella legge n.176/2020 del 18 dicembre scorso e che possono essere fruite per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa nell’arco temporale che va dal 16 novembre e al 31 gennaio 2021.

Molte aziende hanno terminato infatti le 18 settimane del decreto Agosto proprio a metà novembre.

Anche il blocco dei licenziamenti continua ad andare di pari passo alla cassa integrazione pertanto è prorogato anch’esso fino al 31 gennaio 2021; la Legge di Bilancio prevede poi in merito un’ulteriore proroga.

In alternativa alla cassa integrazione è riconosciuto l’esonero contributivo per 4 ulteriori settimane come già previsto dal decreto Agosto.

Le 6 settimane di cassa integrazione del decreto Ristori vanno ad accompagnare le aziende che terminano quelle del dl Agosto fino alla fine dell’anno e anche oltre.

Vediamo nel dettaglio come funziona la cassa integrazione del decreto Ristori ora convertito in Gazzetta Ufficiale.

Cassa integrazione: 6 settimane nel decreto Ristori

Per la cassa integrazione sono 6 le settimane finanziate con il decreto Ristori ora convertito e che accompagnano le imprese in difficoltà fino al 31 gennaio 2021.

La cassa integrazione viene introdotta dall’articolo 12 del decreto Ristori “Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga. Disposizioni in materia di licenziamento. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione”.

Si tratta della cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e in deroga, che viene riconosciuta ai datori di lavoro che hanno sospeso o ridotto l’attività lavorativa a causa dell’emergenza Covid.

Il decreto Ristori stabilisce che le 6 settimane di cassa integrazione possono essere riconosciute ai datori di lavoro per i periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa ricompresi nell’arco temporale che va dal 16 novembre e il 31 gennaio 2021.

Per coloro ai quali sono state autorizzate le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione del decreto Agosto per periodi collocati anche parzialmente dopo il 15 novembre, questi sono imputati alle 6 settimane di CIG del decreto Ristori.

Le 6 settimane di cassa integrazione sono riconosciute sia a chi ha richiesto e ottenuto i precedenti periodi di CIG sia a coloro che sono soggetti a restrizioni e chiusure disposte dall’ultimo DPCM del governo.

Il meccanismo delle 6 settimane di cassa integrazione del decreto Ristori è pari a quello previsto per le ultime 9 settimane del decreto Agosto e quindi il versamento di un contributo addizionale sulla base della riduzione prevista di fatturato. Il contributo si stabilisce pertanto raffrontando il fatturato del primo semestre del 2020 con quello del medesimo periodo del 2019. Il contributo addizionale sarà pari:

  • al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al venti per cento;
  • al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

La cassa integrazione è gratuita per coloro che hanno avuto una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

Nella domanda di cassa integrazione da presentare a INPS il datore di lavoro dovrà autocertificare la riduzione del fatturato, come per le 9 settimane di CIG del dl Agosto. Chi non provvede si vedrà applicata l’aliquota del 18%.

Nel decreto Ristori viene stabilito anche il termine decadenziale per la presentazione delle domande di cassa integrazione che al solito è la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, termine confermato da INPS.

Per le aziende che richiedono il pagamento diretto da parte di INPS il termine è quello del trentesimo giorno successivo al’entrata in vigore del decreto se posteriore al trentesimo giorno successivo dall’adozione del provvedimento di concessione. Con le 6 settimane di cassa integrazione è previsto fino al 31 gennaio 2021 anche il blocco dei licenziamenti.

Altre settimane di cassa integrazione sono tuttavia finanziate con la Legge di Bilancio 2021 e da utilizzare entro giugno.

La legge di conversione del decreto Ristori stabilisce che le settimane di cassa integrazione del medesimo, come anche quelle del decreto Agosto, siano riconosciute anche ai lavoratori in forza il 9 novembre, quindi assunti dopo il 13 luglio 2020.

Cassa integrazione: 12 settimane ulteriori

Oltre alla cassa integrazione del decreto Ristori, con la Legge di Bilancio vengono finanziate ulteriori 12 settimane per un totale quindi di 18 settimane

Nel complesso quindi si tratterebbe, tra il decreto Ristori e la Manovra, di 6+ 12 settimane da utilizzare in un arco di tempo piuttosto ampio e che arriverebbe, per qualcuno, anche fino a giugno 2021.

In particolare la Legge di Bilancio 2021 prevede:

  • 12 settimane nell’arco temporale 1° gennaio 2021-31 marzo 2021 per la cassa integrazione ordinaria;
  • 12 settimane nell’arco temporale 1° gennaio 2021-30 giugno 2021 per la cassa integrazione in deroga e assegno ordinario.

La Legge di Bilancio 2021 proroga così anche il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021.

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