Cassa integrazione: 12 settimane fino a marzo 2021, ma non per tutti. Novità in Legge di Bilancio

Cassa integrazione: 12 settimane fino a marzo 2021 con la prossima Legge di Bilancio, ma non per tutti. Saranno totalmente gratuite. Vediamo quali sono tutte le novità in arrivo.

Cassa integrazione: 12 settimane fino a marzo 2021, ma non per tutti. Novità in Legge di Bilancio

Cassa integrazione: 12 settimane in arrivo con la nuova Legge di Bilancio da utilizzare fino al 31 marzo 2021, insieme al blocco dei licenziamenti, ma non per tutti.

Si tratta di 12 settimane di cassa integrazione che saranno, come già annunciato dal governo, gratuite per tutti e che si aggiungono alle 6 settimane del decreto Ristori.

Tuttavia la novità sta nel periodo entro il quale fruire della cassa integrazione della Legge di Bilancio 2021 perché il testo, sebbene in bozza, opera una differenziazione fino a oggi non prevista per la causale COVID-19.

Permane l’esonero contributivo per chi rinuncia alla cassa integrazione dal gennaio 2021, ma solo per due mesi. Vediamo nel dettaglio quali sono le novità in Legge di Bilancio per la nuova cassa integrazione stando all’ultima versione in bozza.

Cassa integrazione: novità in Legge di Bilancio 2021

Tra le novità sulla cassa integrazione nella Legge di Bilancio 2021 non troviamo solo le 12 settimane che sono gratuite per tutti, ma anche una differenziazione del periodo entro il quale fruirle a partire dalla scadenza prevista per le 6 settimane del decreto n.137/2020 detto Ristori.

A introdurre la cassa integrazione nel testo in bozza è l’articolo 49 - Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Disposizioni in materia di licenziamento.

In particolare, si legge al comma 2 che i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, in deroga o assegno ordinario per un totale di 12 settimane. In particolare si stabilisce che le 12 settimane siano collocate:

  • nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria;
  • nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione in deroga.

Si legge ancora nel testo della Legge di Bilancio 2021 in bozza:

“Con riferimento a tali periodi, le predette dodici settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale COVID-19. I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 12, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle dodici settimane del presente comma.”

I trattamenti di cassa integrazione della Legge di Bilancio 2021 sono estesi anche ai lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e comunque in forza all’entrata in vigore della Legge medesima.

Ai datori di lavoro privati, esclusi quelli del settore agricolo, che non richiedono le 12 settimane ulteriori di cassa integrazione della Legge di Bilancio 2021 vengono riconosciute 8 settimane di esonero contributivo fruibili entro il 31 marzo 2021 “nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato su base mensile.”

Il regime decadenziale previsto per richiedere le settimane di cassa integrazione è sempre la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. In sede di prima applicazione la fine del mese successivo a quello dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio.

Lo stesso termine vale in caso di pagamento diretto da parte di INPS per l’invio dei dati da parte del datore di lavoro, dove in sede di prima applicazione il termine è il trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della norma. Il blocco dei licenziamenti viene prorogato, con la cassa integrazione, solo fino al 31 marzo 2021.

Cassa integrazione per gli operai agricoli

La Legge di Bilancio 2021 proroga anche la cassa integrazione per gli operai agricoli CISOA.

Al comma 6 del medesimo articolo 49 sulla cassa integrazione viene stabilito che quella per operai agricoli viene concessa per una durata massima di 90 giorni ulteriori per il periodo che va dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021. Si legge nel testo della Legge di Bilancio in merito a questa specifica cassa integrazione per il 2021:

“La domanda di CISOA deve essere presentata, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione dell’attività lavorativa. I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1, comma 8, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 31 dicembre 2020 sono imputati ai novanta giorni stabiliti dal presente comma. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza di cui al presente comma è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge. I periodi di integrazione autorizzati ai sensi del predetto decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, e ai sensi del presente articolo sono computati ai fini del raggiungimento del requisito delle 181 giornate di effettivo lavoro previsto dall’articolo 8 della legge 8 agosto 1972, n. 457.”

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