Cassa integrazione: novità con il decreto Ristori 5

Teresa Maddonni

12 Gennaio 2021 - 09:21

19 Gennaio 2021 - 13:27

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Una nuova cassa integrazione entrerà nel prossimo decreto Ristori 5 di pari passo al blocco dei licenziamenti. La novità era stata già anticipata dalla ministra Catalfo e ora prende forma, ma con qualche paletto che i sindacati chiedono di eliminare.

Cassa integrazione: novità con il decreto Ristori 5

Novità per la cassa integrazione che trova spazio nel decreto Ristori 5. Ad annunciare la nuova cassa integrazione, insieme anche al blocco dei licenziamenti ulteriore, con il prossimo scostamento di bilancio da 32 miliardi, è stata la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo già qualche settimana fa.

Ora la struttura di quella che sarà la nuova cassa integrazione, che si aggiunge alle 12 settimane previste dalla Legge di Bilancio 2021, prende forma e si parla di ulteriori 18 settimane, ma con limitazioni. I sindacati però, che hanno incontrato Catalfo la scorsa settimana in videoconferenza, hanno chiesto di eliminare i paletti.

La nuova cassa integrazione del decreto Ristori 5, a differenza di quella in manovra completamente gratuita, dovrebbe prevedere un contributo da parte dei datori di lavoro e non sarebbe in definitiva per tutti, ma solo per le aziende in crisi. Lo stesso meccanismo dovrebbe essere previsto per il blocco dei licenziamenti.

Il governo, lo ricordiamo, ha introdotto le 6 settimane del decreto Ristori, ora convertito nella legge n.175/2020, per periodi fino al 31 gennaio 2021 e ha prolungato, sempre con la Legge di Bilancio, il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021 insieme alla CIG ordinaria (per assegno ordinario e CIG in deroga il limite è il 30 giugno 2021).

Insieme alla nuova cassa integrazione nel decreto Ristori 5 non ci sarà solo il blocco dei licenziamenti, ma anche, pare, una proroga della Naspi.

Cassa integrazione: novità decreto Ristori 5

Una nuova cassa integrazione con la proroga del blocco dei licenziamenti nel prossimo decreto Ristori, il 5, è stata annunciata dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo già due settimane fa. Poi è arrivata la conferma dei sindacati a margine dell’incontro con il ministero di venerdì. Ora il decreto Ristori 5 è in stand-by con la crisi di governo in atto.

Le nuove settimane di cassa integrazione del Ristori 5, secondo le prime indiscrezioni in merito, saranno 18, ma riguarderebbero solo le aziende in crisi e non sarebbero totalmente gratuite; solo in parte infatti saranno a carico dello Stato e pertanto si prevede un contributo dell’azienda. Pare che la nuova cassa integrazione dovrebbe tenere conto del calo di fatturato.

Anche la proroga ulteriore del blocco dei licenziamenti, come abbiamo anticipato, sarà solo per alcune categorie di aziende.

Nel nuovo decreto con i ristori dovrebbe essere previsto anche un bonus per le partite IVA; da prime indiscrezioni si parlerebbe anche di nuove mensilità del reddito di emergenza, ipotesi che al momento sembra tuttavia stia scemando.

Conferme arriverebbero anche per la proroga Naspi nel prossimo decreto Ristori 5, come anche i sindacati lasciano intendere.

Cassa integrazione nel decreto Ristori 5: la posizione dei sindacati

Sulla cassa integrazione nel decreto Ristori 5, come anche sul blocco dei licenziamenti e la prossima riforma degli ammortizzatori sociali, si sono espressi i sindacati a margine dell’ultimo incontro con la ministra.

CGIL, CISL e UIL hanno partecipato in videoconferenza con la Catalfo, ma hanno comunque avanzato delle proposte specie in merito ai paletti che riguarderebbero le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione.

“Riguardo alla proposta di garantire ulteriori 18 settimane di cassa integrazione Covid dopo la fine di marzo, abbiamo chiesto che le stesse non siano differenziate per settori e che siano accompagnate dalla proroga generalizzata del blocco dei licenziamenti. Abbiamo, inoltre, apprezzato l’intenzione di prorogare i trattamenti di Naspi e DIS-COLL e l’attenzione dedicata alla problematica che abbiamo sollevato sui lavoratori atipici fino a ora esclusi dal sistema indennitario che sarà comunque riproposto.”

Sono queste le parole pronunciate dalla segretaria confederale della Cgil nazionale, Tania Scacchetti.

Il governo infatti e in particolare il ministero del Lavoro, oltre che sulle misure del decreto Ristori 5, è al lavoro anche per la riforma degli ammortizzatori sociali.

Nelle scorse settimane la ministra Catalfo aveva anticipato la volontà di realizzare un prolungamento della Naspi per i lavoratori che abbiano superato i 50 anni o che comunque si trovino vicini alla pensione come anche l’intenzione di inserire i lavoratori fragili al Covid tra le categorie che possono accedere all’Ape sociale, misura che la Legge di Bilancio ha prorogato per il 2021.

Tutte le questioni dovrebbero essere affrontate in successivi incontri che porteranno maggiore chiarezza in merito.

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