Cassa integrazione, giro di vite dell’Ispettorato del Lavoro: arrivano i controlli

Cassa integrazione, partono i controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro: a darne notizia è la nota n. 532 del 2020, relativa alle verifiche sulle aziende che hanno usufruito degli ammortizzatori sociali. Si parte dai casi di urgenza segnalati dall’INPS, per poi passare a specifiche situazioni individuate dall’Ispettorato: nel mirino anche le aziende che hanno fatto domanda pur avendo comunicato lo smart working per i dipendenti.

Cassa integrazione, giro di vite dell'Ispettorato del Lavoro: arrivano i controlli

Cassa integrazione, controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro al via: sulle aziende che hanno richiesto gli ammortizzatori sociali partono le verifiche.

A darne notizia è la nota n. 532 del 2020. L’obiettivo è verificare il corretto utilizzo delle risorse destinate alla cassa integrazione Covid-19 da parte delle aziende che hanno fatto domanda di accesso agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro avvierà controlli diffusi sul territorio per il corretto uso della cassa integrazione, partendo dalle segnalazioni pervenute dall’INPS sulla necessità di avviare alcuni accertamenti urgenti.

Cassa integrazione, giro di vite dell’Ispettorato: arrivano i controlli

È partita dall’INPS la richiesta di controlli urgenti verso le imprese che hanno fatto domanda di cassa integrazione. Sarà sulle base delle segnalazioni dell’Istituto che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro avvierà le verifiche sull’effettivo rispetto delle condizioni per l’accesso agli ammortizzatori sociali.

La nota INL n. 532, datata 12 giugno 2020, preannuncia che si tratterà di controlli diffusi. L’obiettivo è quello di verificare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche destinate alla cassa integrazione Covid-19, per contrastare fenomeni elusivi e fraudolenti.

Una necessità che deriva dall’allentamento delle condizioni fissate in via ordinaria per le domande di cassa integrazione.

Ispettorato Nazionale del Lavoro - nota n. 532 del 12 giugno 2020
Verifiche ammortizzatori sociali

Controlli sulla cassa integrazione, azione coordinata per i casi non urgenti: verifiche su smart working e domande ammortizzatori sociali

Si partirà dagli accertamenti urgenti segnalati dall’INPS, per poi passare ai controlli indicati come “non urgenti” dall’Ispettorato del Lavoro, che saranno effettuati coordinando le azioni di vigilanza su:

  • aziende che hanno fatto richiesta di trattamenti di Cassa Integrazione Ordinaria, Fondo di Integrazione Salariale e Cassa Integrazione in deroga;
  • domande di indennità di sostegno al reddito presentate da lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, da lavoratori agricoli, da lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria (artigiani, commercianti, IAP, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

Sarà in tal caso l’INL a fornire all’INPS le liste delle aziende da ispezionare, in fase di programmazione. L’attenzione sarà puntata su specifici casi di accesso alla cassa integrazione Covid-19, ovvero:

  • aziende operanti nei settori che non hanno subito interruzioni delle attività;
  • aziende operanti in deroga alle misure restrittive previste dalla normativa emanata in relazione all’emergenza epidemiologica;
  • aziende che hanno presentato domande di iscrizione, ripresa dell’attività, modifiche dell’inquadramento con effetto retroattivo in periodi immediatamente precedenti le richieste di trattamento delle varie forme di Cassa Integrazione;
  • assunzioni, trasformazioni e riqualificazioni di rapporti di lavoro in periodi immediatamente precedenti le richieste di trattamenti delle varie forme di Cassa Integrazione;
  • numero dei lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali ed eventuali esternalizzazioni;
  • aziende/datori di lavoro che hanno collocato in smart working il personale e richiesto l’erogazione di ammortizzatori sociali;
  • aziende che non hanno comunicato all’INPS la ripresa, anche parziale, dell’attività lavorativa.

Sono alcuni dei casi borderline, che potrebbero far sorgere il sospetto di irregolarità nell’accesso alla cassa integrazione. Non sono state poche le storie pubblicate dalla stampa e sui social di lavoratori che hanno continuato a lavorare, su espressa richiesta del datore di lavoro, pur essendo stati posti in cassa integrazione.

La stretta dell’INL appare quindi necessaria, anche considerando l’allentamento delle regole ordinarie per l’accesso alla cassa integrazione con causale Covid-19.

Cassa integrazione, controlli anti-frode necessari: l’emergenza Covid-19 allenta i “vincoli”

Il decreto Rilancio ha ulteriormente esteso le possibilità di accesso alla cassa integrazione ordinaria ed in deroga, modificando le disposizioni introdotte dal decreto Cura Italia.

Per la CIGO e l’assegno ordinario:

  • per i periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa fino al 31 agosto 2020, è stato prorogata di 5 settimane la durata della cassa integrazione con causale Covid-19 per le aziende che hanno già usato le prime 9 settimane, per un totale di 14 settimane fruibili tra il 23 febbraio e il 31 agosto;
  • le aziende possono fruire di ulteriori 4 settimane aggiuntive di ammortizzatore sociale COVID–19 utilizzabili solo dal 1° settembre e fino al 31 ottobre per coprire riduzioni/sospensioni di attività lavorativa riconducibili all’emergenza epidemiologica. Per alcune aziende (turismo, spettacolo, fiere, ecc..) le 4 settimane aggiuntive possono essere utilizzate anche prima del 1° settembre, nel caso di esaurimento delle prime 14 settimane.

Specifiche disposizioni sono state introdotte in materia di cassa integrazione per gli operai agricoli, superando le regole ordinarie relative alla durata massima degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2020.

Le novità del decreto Rilancio hanno riguardato anche la cassa integrazione in deroga: la competenza per il riconoscimento delle ulteriori settimane fruibili passa dalle Regioni all’INPS. Una misura necessaria per superare le difficoltà createsi nella prima fase di accesso alla CIGD e per velocizzare l’iter di lavorazione delle domande.

Si tratta di una serie di modifiche resesi necessarie per estendere le possibilità di accesso alla cassa integrazione, considerando le difficoltà lavorative causate dall’emergenza coronavirus. Ora però è il tempo di passare ai controlli, per riscontrare eventuali irregolarità.

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