Busta paga più bassa ad agosto? È colpa del conguaglio IRPEF 2021: chi rischia

Anna Maria D’Andrea

30 Luglio 2021 - 17:07

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Busta paga più bassa ad agosto per effetto del conguaglio IRPEF 2021: ecco i casi in cui si rischia di percepire uno stipendio ridotto.

Busta paga più bassa ad agosto? È colpa del conguaglio IRPEF 2021: chi rischia

Busta paga, continuano anche ad agosto gli effetti del conguaglio IRPEF.

Per chi ha presentato il modello 730/2021 nel mese di luglio, è a partire dallo stipendio che sarà riconosciuto ad agosto che verranno effettuate le operazioni di conguaglio fiscale che, in caso di debito, possono portare a ricevere una busta paga più bassa.

Il rischio di riduzione dello stipendio, per importi anche rilevanti, si affianca alla possibilità di beneficiare di una somma maggiore rispetto al solito.

È una doppia faccia quella dei conguagli IRPEF che, se da un lato possono ridurre la paga mensile, dall’altro portano all’effetto “quattordicesima fiscale” in caso di esito a credito del modello 730/2021.

Dalla restituzione del bonus Renzi, ai lavoratori che hanno percepito stipendi da due o più datori di lavoro, soffermiamoci di seguito sui casi in cui si rischia una busta paga più bassa nel mese di agosto.

Busta paga più bassa ad agosto? È colpa del conguaglio IRPEF 2021: chi rischia

Il mese di luglio è da sempre quello clou per i contribuenti che presentano il modello 730, nonostante la scadenza precedentemente fissata al 23 luglio sia stata spostata a regime al 30 settembre.

La diretta conseguenza della trasmissione della dichiarazione dei redditi è l’avvio delle operazioni di conguaglio fiscale. Il mese di agosto è uno dei più intensi, e gli effetti saranno ben visibili già nella busta paga del mese di agosto, quando in molti potrebbero trovarsi a dover fare i conti con uno stipendio più basso.

Il perché è presto detto.

Molti bonus fiscali riconosciuti nel corso dell’anno sono erogati prima dell’effettiva verifica circa i requisiti d’accesso. Si pensi, a titolo di esempio, al bonus IRPEF di 80 e 100 euro, l’ex bonus Renzi, riconosciuto mensilmente in busta paga ma la cui spettanza è verificata solo con la dichiarazione dei redditi.

Può quindi accadere, e non è raro, che chi ha percepito il bonus in busta paga durante il 2020, si trovi dopo aver presentato il modello 730/2021 a doverlo restituire in tutto o in parte.

I motivi sono principalmente due: si sono superati i limiti di reddito previsti, e quindi si è guadagnato di più rispetto all’anno precedente o, al contrario, il reddito dichiarato è stato inferiore alla soglia di tassazione, pari a 8.174 euro.

In tali ipotesi il Fisco chiede il conto, e il datore di lavoro è chiamato ad effettuare la trattenuta IRPEF dell’importo da restituire direttamente in busta paga.

Non è questa l’unica casistica che porta al rischio di ricevere una busta paga più bassa ad agosto.

Chi ha lavorato nel corso dell’anno presso due diversi datori di lavoro, percependo due Certificazioni Uniche 2021, dovrà molto probabilmente restituire all’Erario una quota di IRPEF dopo il ricalcolo di bonus e agevolazioni effettuato sulla base della totalità dei redditi percepiti.

Il rischio di percepire uno stipendio più basso riguarda anche i lavoratori che hanno percepito la cassa integrazione dall’INPS nel corso del 2020, per effetto del conguaglio fiscale effettuato tenuto conto sia della retribuzione erogata dal datore di lavoro che degli ammortizzatori sociali riconosciuti dall’Istituto.

Conguaglio IRPEF in busta paga a ritmi serrati fino a fine anno

I conguagli IRPEF non si concluderanno nel mese di agosto. Si ricorda infatti che, tenuto conto della nuova scadenza del 30 settembre per la presentazione del modello 730, le operazioni di addebito o accredito IRPEF sono scaglionate in più slot temporali.

A fare la differenza è la data in cui è presentata la dichiarazione dei redditi.

CAF e professionisti comunicano all’Agenzia delle Entrate il risultato finale relativo al modello 730 entro le seguenti scadenze:

  • il 15 giugno per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
  • il 29 giugno, per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
  • il 23 luglio, per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
  • il 15 settembre, per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
  • il 30 settembre, per quelle presentate dal 1° al 30 settembre.

Sia i rimborsi che gli addebiti IRPEF sono eseguiti sul primo stipendio utile a partire dal mese successivo a quello di ricezione dei dati da parte del datore di lavoro. Ci sono due mesi di tempo, invece, per le dichiarazioni relative ai titolari di pensioni.

Si proseguirà quindi a ritmo serrato fino al mese di ottobre e novembre, prima di poter dire chiusi, almeno per il 2021, i conti con il Fisco.

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