Modello 730/2021 a debito con due CU? Ecco perché si paga di più

Anna Maria D’Andrea

22/04/2021

27/04/2021 - 17:30

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Rischio debito Irpef nel modello 730/2021 per chi ha ricevuto due o più CU, certificazioni uniche, tra cui i lavoratori in cassa integrazione causa Covid o i beneficiari di Naspi nel corso dell’anno. Vediamo perché si paga di più.

Modello 730/2021 a debito con due CU? Ecco perché si paga di più

Due o più modelli CU con alto rischio di conguaglio a debito nel modello 730/2021.

Con l’avvio della stagione della dichiarazione dei redditi, molti lavoratori si troveranno a dover fare i conti con la necessità di versare una quota aggiuntiva di Irpef rispetto a quanto già pagato mensilmente.

Il rischio che il modello 730/2021 evidenzi un debito Irpef riguarda in particolare i lavoratori in Naspi, chi è stato in cassa integrazione o ancora chi ha cambiato lavoro nel corso dell’anno, e che ha ricevuto due certificazioni uniche, l’ex modello CUD. Perché?

Di norma, proprio con la CU, l’ex modello CUD necessario per la compilazione del modello 730, il datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta effettua il conguaglio Irpef sulle somme percepite dal contribuente (solitamente nel mese di dicembre).

Quando tuttavia si è titolari di due redditi erogati da due datori di lavoro o enti diversi che non vengono conguagliati, sarà in sede di dichiarazione dei redditi che sarà calcolato l’importo esatto delle tasse dovute e molto spesso ci si troverà a dover pagare di più.

Questo perché i redditi percepiti saranno sommati e si verificherà una sorta di “effetto a cascata”: oltre ad essere ricalcolato l’importo Irpef dovuto sul reddito, si potrà perdere il diritto al bonus Renzi e a molte delle detrazioni fiscali riconosciute in busta paga.

Cerchiamo di capirci di più.

Modello 730/2021 a debito con due CU: ecco perché si paga di più

I contribuenti che hanno ricevuto due o più CUD saranno obbligati a presentare il modello 730 ai fini sia di dichiarare l’importo dei redditi percepiti che per il calcolo esatto dell’Irpef dovuta.

In questo caso si rientra, infatti, tra i soggetti obbligati a presentare il 730, ma soltanto qualora l’imposta dovuta risulti superiore a 10,33 euro.

Come abbiamo già anticipato, se durante l’anno si hanno più datori di lavoro o si percepiscono assegni dall’INPS (come la disoccupazione o una pensione) il conguaglio finale del 730 risulterà molto probabilmente a debito e sarà necessario effettuare il versamento dell’Irpef precedentemente non conteggiata.

L’Irpef, ovvero la tassa sul reddito che pagano lavoratori dipendenti e pensionati, è l’imposta progressiva per eccellenza, è strutturata in cinque aliquote e cinque scaglioni di reddito che vanno da 0 a 75.000 euro.

I cinque scaglioni Irpef 2021 e le aliquote in vigore ad oggi sono i seguenti:

Scaglioni Irpef 2021 Reddito Aliquote Irpef 2021
1° scaglione 0-15 mila euro 23%
2° scaglione 15.001 euro-28 mila euro 27%
3° scaglione 28.001 euro-55 mila euro 38%
4° scaglione 55.001 euro-75 mila euro 41%
5° scaglione oltre 75 mila euro 43%

Quando, una volta presentato il 730, i redditi contenuti nelle due o più certificazioni uniche (modello CU 2021) vengono sommati, è chiaro che l’Irpef dovuta spesso aumenterà perché gli importi saranno tassati insieme e non più separatamente.

Proviamo a fare qualche esempio per capirci meglio.

Più Irpef con due o più CU: ecco perché

Prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che, nell’anno, ha lavorato per sei mesi presso un datore di lavoro e per altri sei mesi presso un’altra azienda. Le due CU consegnate dai sostituti d’imposta nel 2021 riportano redditi pari nel primo caso a 10.000 euro e nel secondo caso a 7.500 euro.

In questo caso, come evidenziato nella certificazione unica, ciascun datore di lavoro avrà calcolato l’Irpef sul reddito da lui erogato e certificato e la situazione sarà la seguente:

  • il primo datore di lavoro avrà applicato sui 10.000 euro di reddito l’aliquota Irpef del 23%, con un totale di imposta lorda pari a 2.300 euro;
  • il reddito erogato dal secondo datore di lavoro, invece, rientra nella no tax area e pertanto sui 7.500 euro certificati nel secondo CUD non sono state trattenute imposte.

Cosa accade in sede di presentazione del modello 730? Bene, il reddito (che non è stato conguagliato dall’ultimo datore di lavoro), verrà sommato e la base imponibile per il calcolo Irpef sarà pari a 17.500 euro.

Il conguaglio del modello 730/2021 sarà quasi sicuramente a debito, in quanto non solo saranno tassate anche le somme precedentemente esentate ma anche perché il reddito imponibile supererà la prima aliquota del 23%, che si applica sui redditi fino a 15.000 euro.

In questo caso, quindi, il calcolo Irpef dovrà essere effettuato nella seguente modalità:

  • 23% fino a 15.000 euro;
  • 27% da 15.001 a 17.500 euro.

Nel nostro esempio di lavoratore con due CU, l’imposta dovuta a conguaglio è pari a 4.125 euro, con un debito di 1.825 euro di Irpef nel modello 730.

Per dovere di chiarezza si specifica, tuttavia, che l’Irpef è abbattuta da una serie di detrazioni, le più importanti delle quali sono quelle per lavoro dipendente e per carichi di famiglia che qui non sono state considerate e che spesso danno diritto ad un rimborso Irpef a partire dal mese di luglio.

Allo stesso modo, si ricorda che ad aumentare il peso del fisco sui redditi dei contribuenti italiani si aggiungono le addizionali regionali e comunali Irpef, che verranno anch’esse conteggiate in sede di conguaglio fiscale nel modello 730.

Modello 730/2021 a debito con più CU e bonus Renzi

Un ulteriore caso in cui il 730 potrebbe risultare a debito nel caso di più CU - e quindi più redditi percepiti nel corso dell’anno - è legato al bonus Renzi.

Mensilmente, e fino al 30 giugno scorso, i lavoratori dipendenti hanno percepito in busta paga un credito Irpef, pari a 80 euro mensili in caso di reddito non superiore a 24.600 euro, proporzionalmente ridotto per i redditi da 24.601 a 26.600.

Dal 1° luglio e a regime dal 2021, il bonus Irpef è diviso in due diverse misure:

  • il credito Irpef in busta paga, per i lavoratori con redditi fino a 28.000 euro;
  • l’ulteriore detrazione fiscale per i lavoratori con redditi superiori a 28.000 euro e fino a 40.000 euro.
Importo bonus cuneo fiscale 2021Limite di redditoModalità di erogazione
100 euro al mese 28.000 euro Credito Irpef in busta paga
da 97 euro circa al mese a 80 euro 28.001 euro e fino a 35.000 euro Detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente
da 80 euro fino a 0 euro da 35.001 e fino a 40.000 euro Detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente

Quando nel corso dell’anno si hanno due o più rapporti di lavoro, ciascun datore di lavoro (salvo specifica indicazione da parte del lavoratore) erogherà il bonus Renzi sulla base delle informazioni reddituali da lui possedute.

Se, in sede di conguaglio 730 il reddito dovesse risultare superiore al limite previsto per l’erogazione del bonus, sarà necessario restituire la somma non spettante, in tutto o in parte.

Una regola che, in via straordinaria, non si applica ai lavoratori incapienti causa Covid.

Doppia CU e cassa integrazione: dal debito Irpef esce il bonus cuneo fiscale

A trovarsi a dover fare i conti con il rischio di dover versare più tasse dopo aver presentato il modello 730/2021 vi sono anche i tanti lavoratori in cassa integrazione nel corso del 2020.

In tal caso, avendo percepito somme da due sostituti d’imposta, è plausibile che non sia stata applicata la corretta aliquota Irpef. La conseguenza è che in molti casi, il modello 730 potrebbe evidenziare un debito d’imposta.

È invece scongiurato il rischio di dover restituire il bonus Renzi e il bonus cuneo fiscale in caso di incapienza, ossia percezione di redditi non tassati. Si ricorda infatti che l’articolo 128 del decreto Rilancio ha introdotto un meccanismo di salvaguardia per i lavoratori incapienti causa Covid.

Chi ha perso parte del proprio reddito, avendo percepito la cassa integrazione Covid, conserva il diritto al bonus Irpef. Una regola straordinaria di salvaguardia che tuttavia si applica solo ai fini degli 80 e poi 100 euro riconosciuti in busta paga.

Restano invece vigenti le regole ordinarie per chi ha percepito due o più certificazioni uniche non conguagliate: se l’Irpef che è stata applicata è inferiore a quella dovuta, sarà in sede di dichiarazione dei redditi che verrà effettuato il calcolo esatto dell’imposta.

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