Conguaglio 730 a debito con due CU: ecco perché si paga di più

Tempo di dichiarazione dei redditi e di brutte sorprese per i contribuenti con due o più CU (ex CUD): spesso il conguaglio 730 è a debito e di seguito cerchiamo di capire perché.

Conguaglio 730 a debito con due CU: ecco perché si paga di più

La dichiarazione dei redditi può riservare cattive sorprese: è il caso di contribuenti per i quali il conguaglio del 730 risulta a debito e sarà quindi necessario pagare ancor più tasse rispetto a quelle già decurtate mensilmente dallo stipendio.

Ad incappare in questa infelice situazione sono i contribuenti con due o più certificazioni uniche, modello CU, quando nel corso dell’anno hanno avuto più rapporti di lavoro, sono stati in disoccupazione oppure hanno percepito una pensione.

Di norma, proprio con la CU, l’ex modello CUD necessario per la compilazione del modello 730, il datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta effettua il conguaglio Irpef sulle somme percepite dal contribuente solitamente nel mese di dicembre.

Quando tuttavia si è titolari di due redditi erogati da due datori di lavoro o enti diversi che non vengono conguagliati, sarà in sede di dichiarazione dei redditi che sarà calcolato l’importo esatto delle tasse dovute e molto spesso ci si troverà a dover pagare di più.

Questo perché i redditi percepiti saranno sommati e si verificherà una sorta di “effetto a cascata”: oltre ad essere ricalcolato l’importo Irpef dovuto sul reddito, si potrà perdere il diritto al bonus Renzi e a molte delle detrazioni fiscali riconosciute in busta paga.

Cerchiamo di capirci di più.

Conguaglio 730 a debito con due CU: ecco perché si paga di più

I contribuenti che hanno ricevuto due o più CUD saranno tenuti a presentare il modello 730 ai fini sia di dichiarare l’importo dei redditi percepiti che per il calcolo esatto dell’Irpef dovuta.

In questo caso si rientra, infatti, tra i soggetti obbligati a presentare il 730 ma soltanto qualora l’imposta dovuta risulti superiore a 10,33 euro.

Come abbiamo già anticipato, quando durante l’anno si hanno più datori di lavoro o si percepiscono assegni dall’INPS (come la disoccupazione o una pensione) il conguaglio finale del 730 risulterà molto probabilmente a debito e sarà necessario effettuare il versamento dell’Irpef precedentemente non conteggiata.

L’Irpef, ovvero la tassa sul reddito che pagano lavoratori dipendenti e pensionati, è l’imposta progressiva per eccellenza, è strutturata in cinque aliquote e cinque scaglioni di reddito che vanno da 0 a 75.000 euro.

I cinque scaglioni Irpef 2018 e le aliquote in vigore ad oggi sono i seguenti:

Scaglioni Irpef 2018 Reddito Aliquote Irpef 2018
1° scaglione 0-15 mila euro 23%
2° scaglione 15.001 euro-28 mila euro 27%
3° scaglione 28.001 euro-55 mila euro 38%
4° scaglione 55.001 euro-75 mila euro 41%
5° scaglione oltre 75 mila euro 43%

Quando, una volta presentato il 730, i redditi contenuti nelle due o più certificazioni uniche vengono sommati, è chiaro che l’Irpef dovuta spesso aumenterà perché gli importi saranno tassati insieme e non più separatamente.

Proviamo a fare qualche esempio per capirci meglio.

Più Irpef con due o più CU: ecco perché

Prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che, nell’anno, ha lavorato per sei mesi presso un datore di lavoro e per altri sei mesi presso un’altra azienda. Le due CU consegnate all’inizio del 2018 riportano redditi pari nel primo caso a 10.000 euro e nel secondo caso a 7.500 euro.

In questo caso, ciascun datore di lavoro ha calcolato l’Irpef sul reddito da lui erogato e certificato e la situazione sarà la seguente:

  • il primo datore di lavoro avrà applicato sui 10.000 euro di reddito l’aliquota Irpef del 23%, con un totale di imposta lorda pari a 2.300 euro;
  • il reddito erogato dal secondo datore di lavoro, invece, rientra nella no tax area e pertanto sui 7.500 euro certificati nel secondo CUD non sono state trattenute imposte.

Cosa accade in sede di presentazione del modello 730? Bene, il reddito (che non è stato conguagliato dall’ultimo datore di lavoro), verrà sommato e la base imponibile per il calcolo Irpef sarà pari a 17.500 euro.

Con il 730, il conguaglio sarà quasi sicuramente a debito, in quanto non solo saranno tassate anche le somme precedentemente esentate ma anche perché il reddito imponibile supererà la prima aliquota del 23%, che si applica sui redditi fino a 15.000 euro.

In questo caso, quindi, il calcolo Irpef dovrà essere effettuato nella seguente modalità:

  • 23% fino a 15.000 euro;
  • 27% da 15.001 a 17.500 euro.

Nel nostro esempio di lavoratore con due CU, l’imposta dovuta a conguaglio è pari a 4.125, con un debito di 1.825 euro di Irpef nel modello 730.

Per dovere di chiarezza si specifica, tuttavia, che l’Irpef è abbattuta da una serie di detrazioni, le più importanti delle quali sono quelle per lavoro dipendente e per carichi di famiglia che qui non sono state considerate e che spesso danno diritto ad un rimborso Irpef nel mese di luglio.

Allo stesso modo, si ricorda che ad aumentare il peso del fisco sui redditi dei contribuenti italiani si aggiungono le addizionali regionali e comunali Irpef, che verranno anch’esse conteggiate in sede di conguaglio fiscale nel modello 730.

730 a debito con più CU e reddito superiore a 26.000 euro

Un ulteriore caso in cui il 730 potrebbe risultare a debito nel caso di più CU e quindi più redditi percepiti nel corso dell’anno è legato al bonus Renzi.

Ogni mese, lavoratori dipendenti e pensionati percepiscono in busta paga un credito Irpef, che è pari a 960 euro annui per chi ha redditi non superiori a 24.000 euro e viene proporzionalmente ridotto per i redditi da 24.001 a 26.000.

Quando nel corso dell’anno si hanno due o più rapporti di lavoro, ciascun datore di lavoro (salvo specifica indicazione da parte del lavoratore) erogherà il bonus Renzi sulla base delle informazioni reddituali da lui possedute.

Se, in sede di conguaglio 730 il reddito dovesse risultare superiore al limite di 26.000 euro, il lavoratore dovrà restituire (come ogni anno fanno purtroppo milioni di italiani) l’intero importo erogato, con un debito Irpef pari dunque a 960 euro.

Se il reddito, invece, supera i 24.000 euro ma non i 26.000, il bonus Renzi dovrà essere restituito ma soltanto parzialmente.

Per tutte le indicazioni nel dettaglio consulta la guida dedicata a chi deve restituire il bonus Renzi nel 2018

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