Verso una Brexit no-deal? Gli scenari di mercato

Come impatterà un’eventuale (quasi certa) Brexit senza accordo sul mercato azionario locale, sulla sterlina e sulle relazioni commerciali tra Londra e UE?

Verso una Brexit no-deal? Gli scenari di mercato

La Gran Bretagna si prepara a uscire dall’Unione Europea e sembra ormai sempre più realistica l’opzione di un addio senza accordo. Una Brexit no-deal non appare più una eventualità remota, così come il ritorno alle urne.

Ma come impatterebbe uno scenario del genere sulla sterlina e sul mercato azionario? Mentre regna ancora l’incertezza, prova a rispondere Steven Bell, Chief Economist di BMO Global Asset Management.

Sempre più probabile una Brexit no deal

Quanto sta succedendo oltre la Manica non lascia sperare in una Brexit con accordo. Investitori, analisti e osservatori finanziari, ormai, si stanno preparando a un eventuale divorzio tra Londra e Bruxelles senza alcuna intesa.

D’altronde le incertezze sul processo di separazione - che potrebbe essere più doloroso del previsto - sono ancora tante. Non sono neanche da escludere la possibilità di elezioni anticipate e un nuovo referendum nel 2020.

“A nostro avviso, le probabilità di un no-deal entro il 31 ottobre sono del 45%, per quanto riguarda un ritorno alle urne sono comprese tra 50-55%, mentre stimiamo l’uscita con un accordo appena allo 0-5%”

ha spiegato Bell.

Gli scenari senza accordo

Se Londra riuscisse a trovare un accordo con l’UE, il distacco potrebbe essere meno traumatico, potendo contare su un periodo di transizione fino alla fine del 2020 per concordare con Bruxelles i rapporti su diversi settori.

Una Brexit no-deal cambierebbe tutto e interromperebbe immediatamente ogni tipo di relazione - anche commerciale - annullando le disposizioni vigenti.

“Scaduto il termine, l’orizzonte si fa ancora più fumoso. Se combiniamo le proiezioni pre e post 31 ottobre, le prospettive di un no-deal sono ben al di sopra del 50%. Il remain resta una possibilità e il divorzio con un accordo sembra avere chance minime di concretizzarsi”

osserva ancora Bell.

Gli effetti sulla Sterlina e sui mercati azionari

È evidente che un eventuale addio di Londra senza accordo provocherebbe un significativo impatto anche sul fronte economico e finanziario.

L’esperto avverte che un no-deal, sebbene già prezzato dalla sterlina, potrebbe causare un ulteriore ribasso valutario del 10-15%. Solo una Brexit con accordo potrebbe garantire uno scenario più rialzista alla moneta inglese, ma –come detto- appare altamente improbabile che si verifichi.

Sul fronte del mercato azionario locale, la debolezza della sterlina “andrebbe a sostegno del prezzo per la maggior parte delle società nel FTSE 100” visto che gran parte degli utili provengono dall’estero. Ciò significherebbe che a risentirne sarebbero soprattutto le imprese orientate al mercato interno.

Per quanto riguarda infine l’obbligazionario, Bell sottolinea che “la BoE andrebbe ad allentare la politica monetaria in caso di no-deal, il che porterebbe a un rally delle obbligazioni denominate in valuta britannica”, aggiungendo inoltre che:

“Il rating del credito sovrano potrebbe essere tagliato da AA a AA- ma le conseguenti implicazioni di mercato sarebbero probabilmente modeste. In un contesto più ampio, un no-deal" sarebbe un evento risk-off - ribassista per l’UE, colpendo l’euro e l’azionario europeo – e gli effetti sarebbero probabilmente modesti, certamente molto più limitati di quelli sul Regno Unito”.

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