Brexit: cos’è il no-deal?

Brexit: cos’è il no-deal, qual è il significato del termine e perché spaventa così tanto? Una guida

Brexit: cos'è il no-deal?

Brexit: cos’è il no-deal e qual è il significato del termine che ha a lungo tenuto con il fiato sospeso sia il Regno Unito che l’Unione europea?

Le domande hanno iniziato a rincorrersi molto tempo fa nel momento in cui i negoziati tra le parti si sono rivelati più difficili del previsto. Questioni come quella relativa al backstop irlandese hanno impedito il raggiungimento di un compromesso.

Poi, la scorsa primavera, le ripetute bocciature dell’intesa sulla Brexit e le crescenti pressioni interne hanno avuto la meglio. Theresa May ha scelto di lasciare la poltrona di primo ministro imponendo ai più scettici di rispolverare lo spettro del no-deal.

Ma cos’è, qual è il vero significato del termine e quali potrebbero essere le sue conseguenze, soprattutto alla luce delle più recenti notizie in arrivo da Londra, dove la Brexit è stata nuovamente rimandata e dove il Parlamento ha bocciato la richiesta di elezioni anticipate avanzata da Boris Johnson?

Cos’è il no-deal: significato

Letteralmente il termine può essere tradotto come «nessun accordo». In generale potremmo dunque definire il no-deal come una Brexit senza intese commerciali tra Regno Unito e Unione europea.

L’ipotesi è iniziata a circolare non appena i negoziati tra le parti hanno incontrato i primi ostacoli. La mancanza di progressi su fronti specifici (primo fra tutti quello irlandese) ha sin da subito fatto presagire uno scenario no-deal per la Brexit.

Con esso, il Regno Unito lascerebbe l’UE senza negoziati né rassicurazioni in merito ai rapporti futuri tra le parti. Qualche tempo fa, l’Unione ha concesso a Londra una nuova proroga della Brexit, i cui termini sono stati rimandati al 31 ottobre. Poi, l’accordo agognato è stato trovato ma Westminster ha scelto di rifiutarlo. Da qui il nuovo rinvio al 31 gennaio 2020.

Se entro quella data l’Isola di Sua Maestà avrà trovato un accordo con il blocco ben accetto dal Parlamento i mercati tireranno un sospiro di sollievo, altrimenti si apriranno le porte del no-deal.

La partita, oggi, appare comunque tutta da giocare tra leggi anti no-deal (che il Primo Ministro si è già detto pronto a infrangere) e ipotesi di elezioni anticipate.

Quali conseguenze?

Oltre ad essersi interrogato sul «cos’è il no-deal» il mercato si è anche chiesto quali potrebbero essere i suoi effetti. In generale, l’uscita del Regno Unito dall’UE senza un accordo avrebbe imponenti conseguenze per entrambe le parti. Secondo la Bank of England un divorzio disordinato metterebbe in discussione sia la sterlina inglese che il settore immobiliare britannico, i cui prezzi crollerebbero assieme al valore del pound.

Ma non solo. Un no-deal imporrebbe alle imprese di dover fronteggiare costi maggiori e persino nuovi vincoli doganali e le priverebbe dei cosiddetti passporting rights, ossia i diritti di scambiare beni e servizi con l’UE senza necessità di licenze e permessi.

L’assenza di un accordo potrebbe determinare la reintroduzione di controlli al confine e potrebbe mettere in discussione i trasporti e le operazioni commerciali tra i due grandi blocchi. Il Regno Unito, insomma, inizierebbe ad essere trattato come un Paese terzo e finirebbe per essere assoggettato alle regole dell’OMC.

Il significato del no-deal, come accennato in precedenza, farebbe decadere il periodo di transizione previsto e imporrebbe a Londra di lasciare l’Unione immediatamente.

La Brexit senza intesa potrebbe altresì avere conseguenze profonde sui cittadini britannici ed europei in generale. Dai maggiori costi per i servizi di telefonia mobile, al possibile congelamento dei diritti di chi soggiorna nel Regno Unito, fino ad arrivare alla necessità di richiedere permessi speciali per guidare fuori dai confini nazionali. Ogni aspetto inerente il Paese e i suoi rapporti con l’Europa sarebbe probabilmente stravolto dall’ipotesi di no-deal.

Certo è che per i Brexiteer più accaniti un’uscita repentina dal blocco svincolerebbe finalmente il Regno Unito dalle regole europee e (secondo alcuni) eviterebbe a Londra il pagamento di quei 39 miliardi di sterline previsti dall’accordo di divorzio.

Quel che è chiaro però, è che per il suo stesso significato, il no-deal aprirebbe le porte ad un periodo di profonda incertezza. Si pensi soltanto alla questione irlandese e alla possibile reintroduzione di confini fisici tra le due Irlande.

A chi si chiede oggi cos’è il no-deal e quali potrebbero essere le sue conseguenze, insomma, potremmo rispondere definendolo uno scenario particolarmente impegnativo per entrambe le parti. Con esso, i rapporti UK-UE verrebbero radicalmente modificati.

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Argomenti:

Brexit Regno Unito

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