L’AI sta trasformando il panorama economico e creando opportunità reali, ma la contabilità offre al momento un quadro temporaneamente più favorevole della realtà sottostante.
Le Borse americane continuano a salire trainate da una crescita degli utili aziendali che dovrebbe superare il 20% per il secondo trimestre consecutivo.
Un ritmo eccezionale, che ha spinto gli indici ai massimi storici e ha rafforzato la narrativa di un’economia americana resiliente, sostenuta soprattutto dall’onda lunga dell’intelligenza artificiale. Eppure, dietro questi numeri da record si nasconde un meccanismo contabile che sta gonfiando temporaneamente i profitti e che, nei prossimi anni, potrebbe far emergere un conto ben più pesante.
Il punto centrale è il timing con cui le grandi aziende stanno registrando i costi degli enormi investimenti in infrastrutture AI. Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta e altre big tech stanno spendendo decine e decine di miliardi di dollari in data center, server, chip e infrastrutture di rete. Questi investimenti vengono capitalizzati nel bilancio e non vengono spesati immediatamente a conto economico. Vengono invece ammortizzati nel tempo, attraverso la voce degli ammortamenti e delle svalutazioni, tipicamente su un orizzonte di cinque o sei anni. [...]
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