Azioni Prysmian, torna il pattern che in passato ha accompagnato rialzi importanti

Tommaso Scarpellini

27 Luglio 2026 - 17:25

Un titolo record del Ftse Mib torna su un livello che in passato ha sempre scatenato movimenti improvvisi. Segnale o trappola? I numeri raccontano un’altra storia.

Sta accadendo una ricorrenza tecnica che potrebbe meritare un approfondimento particolare su questo titolo italiano. Sembra infatti che si stia ripresentando un pattern tecnico su cui il titolo si è più volte confrontato in passato, e che in quelle occasioni ha spesso accompagnato un andamento ben delineato.

Un titolo che tra l’altro è stato fra i più redditizi dell’intero Ftse Mib negli ultimi anni, e che da qualche settimana sembra invece aver perso slancio. Di che ricorrenza si tratta,e come potrebbe questa dinamica aver contribuito, in passato, a rendimenti superiori al 30%?

Prysmian è il principale gruppo mondiale nella progettazione e produzione di cavi elettrici e sistemi di cablaggio, un business che a molti può sembrare «vecchia economia» ma che negli ultimi anni si è trasformato in uno dei settori più strategici dell’intero panorama industriale europeo. L’azienda realizza cavi per il trasporto di energia, per le interconnessioni sottomarine tra paesi, per le reti elettriche di trasmissione e, sempre più spesso, per la fibra ottica destinata a data center e infrastrutture digitali.

Perché è salita così tanto negli ultimi anni

La ragione principale del rialzo pluriennale può essere ricondotta a un tema che va oltre la singola azienda: la transizione energetica e il boom della domanda di connettività. L’elettrificazione delle reti, i progetti di interconnessione sottomarina tra paesi europei e mediterranei, e la crescente necessità di collegare i data center che alimentano l’intelligenza artificiale hanno portato il gruppo ad accumulare un portafoglio ordini imponente, stimato secondo alcune fonti di settore attorno ai 17 miliardi di euro.

In questo contesto, il titolo è passato da quotazioni comprese fra i 40 e i 50 euro nella prima parte del 2024 fino a superare, in alcune fasi recenti, la soglia dei 150 euro, un percorso che potrebbe aver riflesso l’ottimismo del mercato sulla capacità dell’azienda di intercettare questi trend strutturali.

Perché si è indebolito nelle ultime settimane

Nelle ultime settimane il titolo sembra invece aver mostrato segnali di affaticamento. Diversi elementi potrebbero aver contribuito a questa fase di debolezza. Da un lato, dopo un rally così marcato, potrebbe essere fisiologico assistere a fasi di presa di beneficio da parte di chi aveva accompagnato la salita nei mesi precedenti.

Dall’altro, alcuni fattori esterni potrebbero aver pesato sul sentiment: le tensioni geopolitiche in alcune aree strategiche avrebbero contribuito a un rialzo dei prezzi dell’alluminio, materia prima centrale per la produzione dei cavi, alimentando timori su un possibile aumento dei costi industriali.

Anche la pubblicazione dei conti trimestrali, pur con ricavi superiori alle attese, potrebbe non aver soddisfatto pienamente le aspettative del mercato sul fronte della marginalità, elemento che gli investitori tendono a monitorare con particolare attenzione in un titolo scambiato a multipli elevati.

La ricorrenza tecnica che potrebbe far discutere

Qui entra in gioco l’aspetto più interessante, quello puramente tecnico. Osservando il grafico di Prysmian da maggio 2025, emerge una configurazione basata sulla combinazione di tre medie mobili, calcolate rispettivamente a 21, 50 e 200 periodi.

In tre diverse occasioni, quando il prezzo è tornato a testare quella zona di confluenza, si sono innescati movimenti al rialzo che, secondo una lettura puramente storica e non predittiva, sarebbero stati rispettivamente del 66%, del 30% e del 70%. Oggi il prezzo sembra essere tornato proprio in prossimità di quel livello, il che potrebbe spiegare perché diversi osservatori stiano guardando con attenzione a questa fase.

Cosa dicono i fondamentali su quel livello

Da un punto di vista fondamentale, quella stessa area di prezzo corrisponderebbe oggi a un P/E di circa 26 volte gli utili, calcolato sulla base di un EPS trailing twelve months di circa 4,75 euro secondo i dati riportati da TradingView. Un multiplo che non può essere definito basso in senso assoluto, ma che risulterebbe comunque in contrazione rispetto ai livelli precedenti, e che in un’ottica forward potrebbe apparire meno tirato qualora la crescita degli utili dovesse proseguire secondo le indicazioni fornite dal management.

Il rischio da non sottovalutare

Va detto con altrettanta chiarezza che questa lettura comporta anche dei rischi che meritano attenzione. Non è affatto scontato che il livello attuale rappresenti davvero il supporto di riferimento. Potrebbe infatti darsi che il vero punto di tenuta si trovi più in basso, ad esempio in corrispondenza della media mobile a 50 periodi, che secondo le stime attuali si collocherebbe attorno ai 100 euro, un’area su cui il titolo non transita spesso.

Un precedente interessante riguarda proprio la media mobile a 200 periodi, toccata durante le fasi di ribasso del 2025: in quel caso, il rimbalzo avrebbe dato origine a un trend che, cumulativamente, sarebbe arrivato fino al 292%, un dato che aiuta a comprendere quanto possano essere ampie le escursioni di prezzo quando il titolo raggiunge questi livelli di supporto storici.

In sostanza...

Chi guarda oggi a Prysmian potrebbe trovarsi di fronte a una fase realmente interessante da monitorare, ma non per questo priva di incognite. Le ricorrenze tecniche raccontano cosa è successo in passato, non garantiscono cosa accadrà domani, ed è bene ricordarlo prima di lasciarsi guidare dall’entusiasmo.

Chi ha già una posizione su questo titolo potrebbe voler osservare con calma l’evolversi dei prossimi giorni, senza fretta di inseguire il mercato. Chi invece sta valutando se e come muoversi potrebbe beneficiare di un quadro più completo, che tenga conto sia dei livelli tecnici sia dei fondamentali, prima di prendere qualunque decisione.