L’annuncio dell’acquisizione di Atkore da parte di Prysmian segna un passaggio rilevante nella strategia di espansione del gruppo italiano nel mercato nordamericano dell’infrastruttura elettrica. Il 3 agosto 2026 Prysmian ha comunicato di aver firmato un accordo definitivo per l’acquisto della società americana a 95 dollari per azione in contanti, corrispondente a un enterprise value di circa 3,8 miliardi di dollari, pari a 3,3 miliardi di euro.
L’offerta rappresenta un premio di circa il 23 per cento rispetto al prezzo medio ponderato per volume degli ultimi novanta giorni al 31 luglio e di circa il 30 per cento rispetto alla chiusura di Atkore del 31 luglio a 72,96 dollari.
La strategia dietro l’acquisizione
Atkore è un produttore di prodotti per infrastrutture elettriche, con particolare focus su conduit in acciaio, PVC e alluminio, sistemi di gestione dei cavi, armoring e framing, nonché tubi e raccordi in plastica. Nel suo anno fiscale 2025 ha generato ricavi per 2,85 miliardi di dollari e un EBITDA di 386 milioni di dollari, impiegando circa 5.400 persone e operando attraverso una trentina di centri produttivi e distributivi, prevalentemente in Nord America. L’operazione si inserisce in un percorso già tracciato da Prysmian con precedenti acquisizioni quali Encore Wire, General Cable e Channell, che hanno rafforzato la presenza americana del gruppo.
Dal punto di vista strategico, l’operazione consente a Prysmian di evolversi da produttore di cavi a fornitore completo di soluzioni elettriche. La combinazione crea un’offerta integrata capace di rispondere alla domanda legata all’elettrificazione, ai data center alimentati dall’intelligenza artificiale e alla digitalizzazione delle infrastrutture.
Prysmian prevede di generare sinergie annuali a regime di circa 150 milioni di dollari di EBITDA pre-tasse entro tre anni dalla chiusura, con un impatto accretivo sull’utile per azione già a partire dal primo anno intero successivo al closing, e a doppia cifra una volta realizzate le sinergie. Su base pro forma 2025, il gruppo combinato avrebbe generato ricavi aggregati di circa 22,1 miliardi di euro e un EBITDA rettificato di circa 2,7 miliardi di euro.
Il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso un mix di debito, comprese obbligazioni ibride, e capitale, inclusa la dismissione di azioni proprie, con l’obiettivo di preservare il profilo investment grade di Prysmian. La chiusura è attesa entro la fine del 2026, subordinata all’approvazione degli azionisti di Atkore, alle autorizzazioni regolamentari e alle condizioni consuete.
La guidance 2026 di Prysmian, comunicata a fine luglio e basata sull’attuale perimetro, non include ancora il contributo di Atkore e verrà aggiornata dopo la consolidazione.
Quali prospettive per il titolo?
Per quanto riguarda le prospettive del titolo Prysmian, quotato a Milano, l’operazione rafforza l’esposizione a trend strutturali di lungo periodo legati agli investimenti in elettrificazione e infrastrutture digitali negli Stati Uniti, mercato caratterizzato da una domanda sostenuta.
Il multiplo di acquisizione, pari a 9,8 volte l’EBITDA 2025 di Atkore e a 7,1 volte includendo le sinergie a regime, appare ragionevole alla luce delle opportunità di crescita e della complementarietà dei portafogli. Il management, guidato dal CEO Massimo Battaini, ha sottolineato come l’operazione acceleri la trasformazione di Prysmian in un player completo di soluzioni elettriche, con potenziali benefici in termini di produttività in cantiere, sicurezza e affidabilità delle infrastrutture.
Restano elementi di attenzione legati all’esecuzione dell’integrazione, alla realizzazione delle sinergie nei tempi previsti e al possibile aumento della leva finanziaria, anche se la struttura di funding è pensata per tutelare il rating. Il titolo, che negli ultimi mesi ha mostrato una performance robusta spinta dalla crescita organica e dalle acquisizioni precedenti, potrebbe beneficiare nel medio termine di una maggiore visibilità sui ricavi nordamericani e di un profilo di redditività più solido una volta consolidata Atkore.
L’operazione, unanimemente approvata dai consigli di amministrazione di entrambe le società, conferma la capacità di Prysmian di perseguire una crescita esterna selettiva e coerente con i trend di mercato, offrendo agli investitori un percorso di valorizzazione legato all’espansione nei settori ad alta intensità di investimenti infrastrutturali.