Bonus pubblicità anticipato al 2017 dal decreto fiscale 148/2017: come funziona?

Il decreto fiscale 148/2017 anticipa il bonus pubblicità: credito d’imposta per chi acquista spazi pubblicitari per promuovere la propria attività.

Bonus pubblicità anticipato al 2017 dal decreto fiscale 148/2017: come funziona?

Il bonus pubblicità 2018 è un importante incentivo per imprese e professionisti che vogliono investire per far conoscere la propria attività.

Il bonus pubblicità è utilizzabile già da quest’anno: come indicato nel decreto 148/2017 pubblicato lo scorso 16 ottobre in Gazzetta Ufficiale, l’agevolazione è in vigore per tutte le spese sostenute nel periodo compreso tra il 24 giugno al 31 dicembre 2017.

Questo decreto - collegato alla Legge di Bilancio 2018 - è molto importante perché anticipa l’applicazione dell’agevolazione, valida anche per chi acquista spazi pubblicitari su testate online.

Come funziona il bonus pubblicitaria e chi può utilizzarlo? Quali sono le spese comprese nell’agevolazione? Analizziamo quanto descritto nel decreto fiscale 148/2017, nel quale sono indicate tutte le informazioni su come funziona la detrazione del bonus pubblicità e su quali sono le spese consentite.

Come funziona il bonus pubblicità

Si tratta di un credito di imposta del 75% o del 90% per l’acquisto di spazi pubblicitari su giornali cartacei e su testate online (ma su questo aspetto di seguito faremo chiarezza).

Il decreto fiscale 148/2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce che il credito d’imposta può essere utilizzato anche per gli investimenti pubblicitari sostenuti tra il 24 giugno e il 31 dicembre 2017, da scontare poi sulle tasse da corrispondere a luglio 2018.

Come abbiamo visto ci sono due percentuali differenti per il credito d’imposta. Nel dettaglio, il 75% riguarda tutti i contribuenti - quindi imprese e professionisti - mentre per le startup innovative, per le microimprese e le pmi il credito d’imposta sale al 90%.

Il testo del decreto 148/2017 - che potete scaricare di seguito - apre però un contenzioso interpretativo. Non si capisce infatti quali siano con esattezza le spese comprese nel contributo; ad esempio, ci sono dei dubbi per quanto riguarda le testate giornalistiche online, vediamo perché.

Le spese consentite

Il testo del decreto 148/2017 sul bonus pubblicità distingue le spese compensabili nel 2017 da quelle del 2018. Per il 2017, infatti, questa prevede il “riconoscimento del credito d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, di cui al comma 1, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017”.

In questo caso, quindi, ad essere compensabili sono tutte le spese sostenute per l’acquisto di spazi pubblicitari sulla stampa cartacea “ma anche online”.

Quest’ultima però non viene menzionata tra le spese detraibili del 2018, tant’è che il comma 1 dell’articolo 57 bis del decreto legge 50/2017 - con il quale invece il credito d’imposta del bonus pubblicità è riconosciuto per il 2018 - stabilisce che questo spetta “a decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali”.

Stando a questi due riferimenti normativi, quindi, sembra che il bonus pubblicità possa essere utilizzato nel 2017 per gli spazi pubblicitari acquistati sugli organi di stampa cartacea e online. Nel 2018 invece non sembrano comprese le testate online, ma il credito d’imposta si estende a TV e radio.

Secondo l’opinione condivisa dalla maggior parte degli esperti, però, anche nel 2018 sarà possibile compensare le spese sostenute per acquistare pubblicità su giornali online; d’altronde è impensabile che la stampa online sia compresa nel “decreto ponte” del 2017 per poi essere esclusa nel 2018, una volta che questo contributo diventerà strutturale.

Quindi è più probabile che nella parte relativa al 2018 la stampa online sia compresa nella definizione “stampa quotidiana e periodica”, ma prima di darne la conferma preferiamo aspettare dei nuovi chiarimenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, il quale nelle prossime settimane dovrà pubblicare i decreti attuativi.

Chi ne usufruisce

Come anticipato il bonus pubblicità 2018 può essere utilizzato sia dalle imprese che dai professionisti che hanno bisogno di far conoscere la loro attività con la speranza di aumentare i guadagni. Non è necessario che un professionista sia iscritto all’albo per poter beneficiare del credito d’imposta.

È bene precisare, però, che per usufruire del bonus pubblicità è necessario che la spesa sostenuta per l’acquisto di campagne pubblicitarie sia superiore per almeno l’1% rispetto a quanto speso nell’anno precedente.

C’è bisogno quindi di un investimento pubblicitario incrementale.

Come beneficiarne

Il professionista che intende beneficiare del bonus pubblicità deve inserire l’importo sostenuto per l’acquisto di campagne pubblicitarie nel periodo compreso tra il 24 giugno e il 31 dicembre del 2017 nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Il credito d’imposta potrà poi essere utilizzato in compensazione tramite il modello F24.

Testo decreto 148/2017
Decreto 148/2017, Disposizioni urgenti in materia finanziaria: clicca qui per tutte le informazioni sul bonus pubblicità e su come utilizzarlo per il secondo semestre del 2017.

Iscriviti alla newsletter Fisco e Tasse per ricevere le news su Impresa

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.