Adempimento collaborativo e ravvedimento guidato, i chiarimenti delle Entrate

Patrizia Del Pidio

7 Agosto 2026 - 12:27

Adempimento collaborativo 2026: come funziona il ravvedimento guidato, quali sono le tutele per le grandi imprese, lo scudo penale e la scadenza TCF.

Adempimento collaborativo e ravvedimento guidato, i chiarimenti delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate con la circolare 6/E/2026 illustra le novità del cooperative compliance e come funziona il nuovo ravvedimento guidato per le grandi imprese. L’amministrazione tributaria fornisce chiarimenti operativi sul regime dell’adempimento collaborativo illustrando le procedure per sanare le irregolarità e le tutele sanzionatorie per i contribuenti che aderiscono al cooperative compliance.

Accesso per trascinamento all’adempimento collaborativo

Per estendere la platea delle aziende ammesse all’adempimento collaborativo la riforma introduce soglie più basse sul volume di affari o sui ricavi. La diminuzione è progressiva e agisce nel seguente modo:

  • 750 milioni di euro nel 2024;
  • 500 milioni di euro nel 2026;
  • 100 milioni di euro a partire dal 2028.

Nonostante le soglie sopra elencate resta confermata la possibilità di accedere all’adempimento collaborativo per le imprese che realizzano in Italia nuovi investimenti per almeno 15 milioni di euro, a prescindere dal fatturato.

La circolare conferma anche il meccanismo di trascinamento: se l’azienda capogruppo possiede i requisiti di accesso, al regime possono accedere anche le società controllate che non possiedono i requisiti a patto che adottino un sistema di controllo integrato. A partire dal 2024 il meccanismo di trascinamento è esteso a tutti i gruppi previsti dall’articolo 2359 del codice civile andando a superare i vincoli previsti dal consolidato fiscale.

Nuovo TCF certificato

Al centro del sistema, in ogni caso, resta il Tax Control Framework, il sistema di controllo interno dei rischi fiscali. Il vero cambiamento riguarda il passaggio a un modello certificato. La conformità del TCF deve essere accertata da un professionista abilitato (e iscritto in appositi elenchi).

La certificazione rilasciata ha valenza triennale e le imprese già presenti nel regime devono ottenere la certificazione entro il 31 dicembre 2026 (il termine, precedentemente previsto al 30 settembre, è slittato a fine anno grazie a quanto previsto dal decreto Omnibus).

Ravvedimento guidato, come funziona?

La procedura straordinaria del ravvedimento operoso è probabilmente una delle novità maggiormente attese poiché garantisce la certezza degli importi dovuti ed evita il rischio di contenziosi. Per l’adesione è necessario il rispetto di tre step principali:

  • l’azienda deve segnalare spontaneamente all’Agenzia delle Entrate la violazione o l’omissione commessa che deve essere inviata entro 9 mesi prima della scadenza dei termini dell’accertamento;
  • l’Agenzia delle Entrate analizzerà la segnalazione confrontandosi con l’impresa. Solo dopo viene elaborato uno schema di ricalcolo delle somme dovute;
  • l’azienda esegue il pagamento previsto dallo schema.

Con il ravvedimento guidato si possono combinare le riduzioni previste dal ravvedimento operoso con quelle previste dall’adempimento collaborativo. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, ha chiarito che gli interessi moratori continuano a maturare giorno dopo giorno fino a quando non viene effettivamente saldato l’importo dovuto.

Scudo penale e sanzioni

Aderire all’adempimento collaborativo garantisce all’azienda una protezione sulle violazioni non fraudolente: per i rischi segnalati in anticipo vengono disapplicate le sanzioni tramite interpello o comunicazione specifica. Per le irregolarità minori, poi, le sanzioni vengono ridotte della metà entro il minimo edittale.

Con l’adesione al regime certificato è prevista anche l’esclusione della rilevanza penale (scudo penale e la penalty protection) per il reato di dichiarazione infedele ed è azzerato l’obbligo di comunicazione della notitia criminis alla Procura della Repubblica (ovviamente restano escluse le condotte fraudolente e quelle basate su operazioni inesistenti).

Per chi adotta un TCF certificato i termini di decadenza dei controlli sono ridotti di due anni con la possibilità di ridurre di un ulteriore anno i termini se si appone un visto di conformità.