Bonus baby sitter e asilo nido 2019: addio ai voucher di 600 euro

Bonus baby sitter e asilo nido addio dal 2019: non sarà più possibile monetizzare il congedo e beneficiare dei voucher di 600 euro. Dall’INPS le istruzioni per l’utilizzo dei voucher riconosciuti fino allo scorso anno tramite il Libretto Famiglia.

Bonus baby sitter e asilo nido 2019: addio ai voucher di 600 euro

Bonus baby sitter e asilo nido addio dal 1° gennaio 2019.

È l’INPS a ricordare che la Legge di Bilancio non ha prorogato il contributo fino a 600 euro che consentiva di monetizzare il congedo parentale.

Così come già annunciato dallo stesso Istituto negli scorsi mesi, tramite la pagina Facebook INPS per la famiglia, a partire dal 1° gennaio 2019 non sarà più possibile richiedere i voucher per i servizi di baby sitting e soltanto le domande già presentate ma non ancora lavorate potranno essere accolte dall’INPS.

Il messaggio pubblicato il 3 aprile 2019 fornisce le istruzioni per l’utilizzo del contributo già riconosciuto, specificando che il termine per la fruizione del bonus è fissato al 31 dicembre 2019.

La notizia della chiusura dello sportello online per fare domanda arriva dall’INPS ed è come una doccia gelata per le tante neo mamme che intendevano richiedere l’accesso al bonus per il nido e per pagare la baby sitter.

Restano in vigore ancora alcune importanti agevolazioni per le famiglie, tra cui il bonus bebè e il bonus mamme. Per quanto riguarda i contributi per l’iscrizione al nido, resta possibile richiedere il bonus di 1.500 euro per le rette d’iscrizione (QUI i dettagli).

C’è da dire però che i voucher erano considerati uno strumento molto utile per tutte le donne lavoratrici, sia dipendenti che autonome, che rinunciavano al congedo facoltativo per ritornare al lavoro.

Potranno fruire dei voucher soltanto le neo mamme che hanno presentato domanda prima del 1° gennaio 2019. In tal caso non cambiano requisiti, importo e regole: le mamme lavoratrici, dipendenti o autonome, dovranno rinunciare al congedo parentale per tutto il periodo di utilizzo e la domanda doveva essere presentata entro 11 mesi dal termine del congedo di maternità.

Sono richieste procedure diverse in base alla destinazione del bonus e di seguito vedremo tutte le indicazioni utili su scadenza, tempi e importo del contributo Inps per pagare la baby sitter o per iscrivere il figlio al nido.

Riportando prima le novità contenute nel messaggio pubblicato dall’INPS il 3 aprile 2019, di seguito riepiloghiamo cos’è e chi aveva diritto al bonus baby sitter.

Bonus baby sitter e asilo nido, utilizzo entro il 31 dicembre 2019

Le madri beneficiarie che hanno presentato domanda fino al 31 dicembre 2018 potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiarare le stesse in procedura entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia.

Le istruzioni sono fornite dall’INPS, che nel messaggio n. 1353 del 3 aprile 2019 precisa che oltre la data del 31 dicembre 2019 non sarà più possibile pagare le prestazioni lavorative per i servizi di baby sitting con i voucher.

Qualora al 31 dicembre 2019 dovessero rimanere mesi interi di beneficio non fruito, gli stessi saranno considerati oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale.

Bisogna far attenzione al fatto che il bonus baby sitter ed asilo nido è divisibile solo per frazioni mensili e pertanto, ad esempio, nel caso di una lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considererà oggetto di rinuncia un solo mese.

Gli altri due si considerano entrambi fruiti, in quanto non sarà possibile frazionare il mese a causa del superamento del limite di 610 euro che determina l’impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione.

Conseguentemente la procedura del Libretto Famiglia, a partire dal 31 dicembre 2019, bloccherà la possibilità di fruire del contributo in oggetto, recuperando dal Libretto stesso gli importi corrispondenti ai mesi di beneficio residui.

Il contributo utilizzato per il pagamento dell’asilo nido potrà essere utilizzato invece fino alla data del 31 luglio 2019, termine oltre il quale non saranno prese in considerazioni le richieste di pagamento inviate.


Gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il termine suddetto saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale.

Bonus baby sitter e asilo nido 2019: cos’è e novità

Dopo aver riepilogato i chiarimenti dell’INPS, è utile riepilogare in cosa consiste il bonus di cui ci stiamo occupando che, secondo i dati del Governo, non ha avuto un grande successo tra le famiglie.

Il bonus baby sitter e asilo nido è una prestazione a sostegno del reddito e della natalità erogata dall’Inps (fino al 2018) alle madri che decidono di tornare a lavoro subito dopo il congedo di maternità.

Il primo requisito per poter richiedere il contributo era quindi quello di rinunciare al congedo parentale.

In favore delle neo mamme che rinunciavano al periodo di congedo facoltativo venivano rilasciati dall’INPS dei voucher telematici per il pagamento di baby sitter o asilo nido dal valore di 600 euro mensili e dalla durata di 6 mesi, o 3 mesi nei casi di lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata.

Negli ultimi anni vi sono state importanti novità in merito all’utilizzo dell’importo per pagare i servizi di baby sitting: la procedura da seguire, a seguito dell’abolizione dei voucher INPS, è esclusivamente telematica e la madre dovrà registrarsi alla Piattaforma di lavoro Occasionale e Libretto famiglia, selezionando la voce “acquisto di servizi di baby-sitting”.

Il bonus asilo nido 2019, invece, consiste in contributo del valore di 600 euro massimo mensili erogati dall’INPS per pagare la retta dell’istituto scelto dalla lavoratrice che ha rinunciato al congedo parentale.

L’importo, per le domande presentate nel 2018, è erogato soltanto nel caso di iscrizione presso una struttura presente nell’elenco pubblicato sul sito Inps.

Requisiti

Nonostante non sia stato prorogato, è bene riepilogare quali erano i requisiti per presentare domanda ed ottenere il contributo di 600 euro mensili (sperando in un ripensamento da parte del Governo...)

Decidere di tornare a lavoro dopo il periodo di congedo di maternità non era l’unico requisito richiesto. Potevano presentare domanda e richiedere i voucher Inps per baby sitter e asilo nido le seguenti categorie di lavoratrici:

  • lavoratrici dipendenti pubbliche o private;
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS (usufruiscono di soli 3 mesi di beneficio);
  • libere professioniste non iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non pensionate.
  • lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e imprenditrici (misura racchiusa nell’emendamento della Legge di Stabilità 2016).

Condizione necessaria per ottenere il beneficio, se in possesso dei requisiti necessari, era presentare la domanda negli 11 mesi successivi al congedo di maternità senza aver usufruito del congedo parentale.

Non possono beneficiare dei voucher per asili nido e baby sitter le lavoratrici che non sono tenute al pagamento di nessun servizio per l’infanzia sia del settore pubblico che privato convenzionato e che usufruiscono di altre agevolazioni rientranti in quelle annoverate nel Fondo per le Politiche relative alle pari opportunità.

Bonus anche per le lavoratrici autonome

Anche le lavoratrici autonome potevano richiedere il bonus baby sitter e nido ed era questa una delle categorie che avrebbe tratto maggior vantaggio dalla proroga del contributo.

L’accesso al bonus di 600 euro al mese era riconosciuto anche alle mamme appartenenti alle seguenti categorie:

  • lavoratrici autonome e imprenditrici;
  • commercianti;
  • artigiane;
  • coltivatrici dirette;
  • mezzadre;
  • colone;
  • imprenditrici agricole;
  • pescatrici.

I voucher per pagare i servizi di baby sitting o asilo nido potevano essere richiesti per un massimo di 3 mesi (pari alle mensilità di congedo parentale) ed entro il compimento di 1 anno di vita del figlio o entro un anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.

La domanda poteva essere presentata dalle lavoratrici autonome rientranti nelle seguenti condizioni:

  • conclusione periodo di indennità di maternità;
  • trascorso non più di un anno dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • la madre, al momento di presentazione della domanda, doveva avere a disposizione almeno 1 mese di congedo parentale.

Importo e durata del contributo

Per le richieste accolte nel 2018 (e per le domande presentate nel 2018 e non ancora evase) per ogni mese di rinuncia del congedo parentale le neo mamme si vedranno riconosciuti 600 euro di bonus, per una durata massima di 6 mesi (3 mesi per le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome non subordinate).

Anche le lavoratrici part-time potevano richiedere il suindicato bonus, concesso in misura proporzionale in base alle ore lavorate.

Peccato che ora on sarà più possibile fare domanda. L’agevolazione contribuiva a rendere più facile la vita dopo la gravidanza di tante mamme lavoratrici.

Ci sarà un passo indietro del Governo? Chissà, per il momento l’unica certezza è che l’INPS ha ufficialmente stoppato la presentazione delle domande. Vi terremo aggiornati in caso di novità.

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