Aumento stipendio insegnanti: cosa attendersi dopo l’intesa Miur-sindacati

Insegnanti: dal Governo la promessa di un aumento di stipendio a tre zeri. Incremento medio e lordo di circa 100,00€, ma non ci sono ancora certezze.

Aumento stipendio insegnanti: cosa attendersi dopo l'intesa Miur-sindacati

Con il rinnovo del contratto - per il quale si dovrebbe arrivare alla definizione nel 2020 - verrà messa mano nuovamente allo stipendio di insegnanti e personale della scuola, ma questa volta l’incremento dovrebbe essere sufficiente per far avvicinare le retribuzioni agli standard europei.

Come noto, infatti, la scorsa settimana sindacati e MIUR hanno raggiunto un’intesa con la quale - oltre a prevedere percorsi agevolati per l’immissione in ruolo dei precari - è stato garantito il recupero di ulteriori risorse, rispetto a quelle già stanziate con l’ultima Legge di Bilancio, per riconoscere un aumento di stipendio tale da far recuperare al personale della scuola la perdita del potere d’acquisto che ha caratterizzato le retribuzioni negli ultimi anni.

Sufficienti rassicurazioni in merito sono arrivate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale subito dopo la sottoscrizione dell’accordo ha confermato la propria intenzione di adeguare lo stipendio alle responsabilità dei docenti e per questo motivo sarà compito del Governo trovare il modo per reperire le risorse necessarie per il raggiungimento di questo obiettivo.

A tal proposito gli interessati cominciano a chiedersi di quanto aumenterà lo stipendio con il prossimo rinnovo di contratto; una cifra ufficiale non esiste ancora visto che ci vorrà tempo prima che il Governo capisca quante risorse effettivamente riuscirà a recuperare. Non è un caso che il primo tavolo delle trattative - che verrà avviato il prossimo 6 maggio - riguarderà l’assunzione dei precari, mentre per l’aumento di stipendio se ne parlerà in un secondo momento.

Tuttavia sono emerse delle indiscrezioni che vale la pena riportare perché ci aiutano a farci un’idea sulla misura del prossimo aumento stipendiale.

Aumento di stipendio: cosa cambia con l’intesa Miur-sindacati

La base di partenza sarà quanto stanziato con l’ultima Legge di Bilancio, con la quale sono stati messi a disposizione 172 milioni per il 2019, 174 milioni per il 2020 e 173 milioni per il 2021.

Con queste risorse, però, per i dipendenti pubblici è previsto un aumento di stipendio persino inferiore a quello riconosciuto con l’ultimo rinnovo del contratto sottoscritto dall’amministrazione Madia; in quell’occasione, infatti, per il 2018 e gli anni avvenire è stato riconosciuto un incremento del +3,48% dello stipendio tabellare, mentre in questo caso si arriverà al massimo ad un +1,95% (per il 2021) che equivale ad un aumento che va dai 30,00€ agli 80,00€ lordi.

Come anticipato, però, almeno per il personale della scuola c’è la promessa di stanziamento di ulteriori risorse; pur non conoscendo chiaramente l’obiettivo del Miur possiamo rifarci alle parole del Ministro Marco Bussetti, il quale ha svelato che si tratterà di un “aumento a tre zeri”.

A tal proposito sia il Corriere della Sera che il Messaggero si sono espressi in merito alla misura dell’aumento: se per il primo si arriverà ad un incremento mensile di circa 100,00€, per il secondo in media dovrebbero esserci 95,00€ in più.

Si tratta - così come per il 2018 quando l’incremento medio fu di 85,00€ - di cifre al lordo; sulla busta paga, quindi, gli insegnanti percepiranno ancora meno.

Questi importi comunque sembrano essere il minimo per consentire agli insegnanti di recuperare quanto perso con l’inflazione (secondo le statistiche negli ultimi 10 anni lo stipendio annuo è diminuito di circa 800,00€); bisognerà capire però se sarà sufficiente per ridare prestigio alla categoria e per rendere lo stipendio degli insegnanti più vicino agli standard europei.

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