Assunzioni centri per l’impiego: si cercano 4.000 navigator per il reddito di cittadinanza

Centri per l’impiego, si cerca nuovo personale per l’avvio del reddito di cittadinanza. Si parla di 4.000 assunzioni, ma ad oggi non c’è ancora chiarezza sui profili ricercati e sulle modalità (e tempistiche) per l’assunzione.

Assunzioni centri per l'impiego: si cercano 4.000 navigator per il reddito di cittadinanza

Presto ci potrebbero essere delle nuove opportunità di lavoro nella Pubblica Amministrazione: nonostante il blocco delle assunzioni nella PA, infatti, presto partiranno le procedure selettive per la contrattualizzazione di professionalità necessaria ad organizzare l’avvio del reddito di cittadinanza.

Come noto, infatti, un ruolo chiave per il funzionamento di questa misura per il contrasto alla povertà lo avranno i navigator, ossia coloro che - come specificato da Luigi Di Maio - si occuperanno di seguire i beneficiari del reddito di cittadinanza, accompagnandoli nella fase di formazione e supportandoli nel reinserimento nel mondo del lavoro.

Complessivamente dovrebbero essere circa 10.000 i navigator impiegati nei centri per l’impiego con il compito di supportare i titolari del reddito di cittadinanza; stando a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio in merito, quindi, per il rafforzamento dei centri per l’impiego le Regioni sono autorizzate ad assumere fino a 4.000 unità.

Si tratta di un’importante opportunità di lavoro, specialmente quest’anno che - ad eccezione di alcuni settori come Scuola e Forze dell’Ordine - le assunzioni nel pubblico impiego sono congelate fino a novembre.

Decreto reddito di cittadinanza: 250 milioni per le nuove assunzioni

In queste ore è stato svelato il testo del decreto con cui verrà disciplinato il funzionamento del reddito di cittadinanza e di Quota 100. Qui, precisamente nell’articolo 12, viene confermata l’assunzione di nuovo personale per il potenziamento dei centri per l’impiego.

Nel dettaglio, per il biennio 2019-2020 è autorizzata una spesa nel limite di 250 milioni di euro per la contrattualizzazione delle professionalità necessarie ad organizzare l’avvio del reddito di cittadinanza. Saranno queste ad occuparsi di seguire personalmente il beneficiario nella ricerca di un lavoro, nella formazione e nel reinserimento professionale.

Resta da capire quale ente avrà competenza nelle assunzioni, se le singole Regioni oppure l’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive sul Lavoro) Servizi. A tal proposito ci viene d’aiuto il comma 258 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio.

Nel dettaglio, qui si legge che “a decorrere dall’anno 2019 le Regioni sono autorizzate ad assumere - con aumento della rispettiva dotazione organica - fino a complessive 4.000 unità da destinare ai centri per l’impiego”.

Stando a quanto si legge nel testo della Legge di Bilancio 2019, quindi, spetta alle singole Regioni procedere con l’assunzione. Prima di farlo, però, bisognerà attendere che vengano decise le regole per la distribuzione di questi 4.000 posti tra le varie Regioni.

L’Anpal, comunque, avrà la possibilità di stabilizzare il personale assunto con contratto a tempo determinato; è il testo del decreto sul reddito di cittadinanza - nel limite di spesa di 1 milione di euro - a prevederlo.

Assunzioni nei centri per l’impiego: quanto bisogna attendere?

Ovviamente bisognerà completare le assunzioni nel minor tempo possibile, così da garantire il corretto funzionamento del reddito di cittadinanza. Tuttavia, se effettivamente spetterà ad ogni singola Regione procedere con le assunzioni, non sarà semplice ridurre i tempi.

Come anticipato, infatti, come prima cosa bisognerà attendere l’approvazione dell’apposito decreto di ripartizione, sia delle risorse che dei posti a disposizione, tra le varie Regioni.

Successivamente bisognerà attendere la variazione dei bilanci regionali e il trasferimento delle risorse assegnate alle agenzie per il lavoro le quali, a loro volta, dovranno variare i bilanci.

A questo punto bisognerà stabilire concretamente quali profili si intende assumere, nonché i requisiti che i navigator dovranno avere; solo allora sarà possibile emanare il bando di concorso con il quale si procederà con l’assunzione di nuovo personale.

Dopodiché, una volta trascorso il mese di tempo necessario per l’invio delle candidature, bisognerà attendere che il concorso venga completato in tutte le sue prove così che la graduatoria possa essere approvata. Allora sì che si potrà procedere con la sottoscrizione del contratto e con la relativa assunzione.

Per le 4.000 assunzioni, quindi, non ci vorranno pochi mesi; è possibile, infatti, che per il completamento di questa procedura servano dagli 8 ai 12 mesi.

Senza contare che nel frattempo bisognerà potenziare l’infrastruttura dei centri per l’impiego, acquistando scrivanie e computer; ad oggi, infatti, i locali appaiono inadeguati per accogliere altre 4.000 unità.

Assunzioni centri per l’impiego: il piano alternativo

Quindi, nonostante i principali giornali specializzati nelle offerte di lavoro comincino già a parlare di 4.000 assunzioni nei centri per l’impiego, la selezione non è ancora cominciata.

Tuttavia c’è la possibilità che il Governo velocizzi la procedura attribuendo all’Anpal stessa il compito di assumere i navigator e di gestire il personale già contrattualizzato nei centri per l’impiego.

Vi è inoltre la possibilità che queste persone vengano selezionate senza concorso ma con avviso pubblico, in base al loro Curriculum e al risultato di test scritti e orali.

A tal proposito Mimmo Parisi - attualmente professore dell’Università del Mississippi ma che presto sarà nominato Presidente dell’Anpal - sta realizzando per il vicepremier una formula per il funzionamento dei nuovi centri per l’impiego.

Questo ne ha svelato alcuni dettagli in un’intervista per La Stampa, dichiarando che le assunzioni saranno graduali e che si partirà il prima possibile. Ad essere ricercati saranno i laureati con una propensione per la gestione delle risorse umane; ha poi aggiunto che si sta pensando ad un sistema premiale legando una parte della loro retribuzione al risultato raggiunto, ossia in base ai contratti di assunzione che riusciranno a sottoscrivere.

Insomma, al momento solo una cosa è certa: vi è necessità di assumere nuovo personale nei centri per l’impiego in vista della mole di lavoro prevista con l’introduzione del reddito di cittadinanza. L’assunzione dovrebbe essere poi riservata ai laureati; non si sa però né il modo né tantomeno l’ente che si occuperà del loro reclutamento.

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