Stellantis assume operai, stipendio fino a €2.600 al mese. Ma i giovani dicono no

Laura Pellegrini

27 Gennaio 2026 - 10:02

Lo stabilimento di Mirafiori è pronto ad assumere 440 operai con stipendio fino a 2.600€ al mese, ma i giovani dicono no al lavoro di sabato e ai turni di notte.

Stellantis assume operai, stipendio fino a €2.600 al mese. Ma i giovani dicono no

Per rilanciare la produzione e chiudere definitivamente il periodo di cassa integrazione, Stellantis è pronta ad assumere 440 operai diplomati per la realizzazione della nuova linea della Fiat 500 ibrida. I nuovi ingressi verranno affiancati da almeno 2000 veterani che da anni seguono questa catena e, dopo un periodo di somministrazione, potrebbero essere stabilizzati.

A fronte di uno stipendio fino a 2.600 euro al mese, però, i ritmi sono serrati: è richiesta la disponibilità a lavorare di sabato ed eventualmente a fare il turno notturno. I candidati che si sono presentati in azienda per questo ruolo sono moltissimi, ma quelli che hanno dimostrato reale interesse verso questa offerta non sono neanche la metà.

D’altronde sono tantissimi i giovani che sognano di entrare nello stabilimento di Mirafiori, ma non a queste condizioni. Il mito del “posto fisso” ha perso fascino in favore di maggiore libertà e flessibilità sul lavoro. In questo modo si crea un mismatch tra domanda e offerta.

Stellantis assume 440 operai con stipendio fino a 2.600 euro: la proposta

Una nuova generazione si affaccia al mondo del lavoro e presenta esigenze diverse, ma soprattutto richieste particolari. Da un lato c’è Stellantis, che per sostenere la ripartenza e il lavoro con la nuova Fiat 500 ibrida è pronta ad assumere 440 operai diplomati, anche alle prime esperienze, purché under 30, da affiancare agli oltre 2000 già presenti sulla nuova linea. Dall’altro lato, invece, ci sono tantissimi giovani che varcano la porta 2 di Mirafiori, storico ingresso delle tute blu torinesi, e presentano le proprie richieste ed esigenze al datore di lavoro in sede di colloquio.

L’offerta è davvero allettante, considerando che si tratta di una delle aziende storiche italiane, nonché una delle più importanti a livello internazionale. Le nuove assunzioni riguardano giovani under 30 da inserire con un contratto iniziale di 10 mesi per poi procedere con l’eventuale stabilizzazione: ciò significa la possibilità di ottenere un lavoro stabile e fisso in un’azienda solida.

Lo stipendio attira l’attenzione di molti: si passa da un minimo di 2.000 a un massimo di 2.600 euro al mese, a seconda del ruolo e delle capacità del candidato. Ma i giovani non ci stanno e presentano le loro condizioni di lavoro.

Le richieste dei giovani

La fila di giovani under 30 fuori dagli stabilimenti torinesi è un segnale incoraggiante che non si vedeva di anni: significa che sempre più giovani vanno alla ricerca di un nuovo lavoro con speranza e ottimismo. Ma di fronte alla proposta di Stellantis, purtroppo, in molti rinunciano ancora prima di cominciare.

Questi ragazzi arrivano agli ingressi aziendali con il loro zainetto sulle spalle e le idee molto chiare: davanti ai recruiter mettono in chiaro le condizioni di lavoro sulle quali risultano intransigenti. “Turni di notte? Meglio di no. Il sabato? Vorrei averlo libero per la palestra o la vita privata”.

Il mito del “posto fisso” che tantissime generazioni precedenti hanno sognato e inseguito per anni, ha perso il suo fascino. Ad oggi conta di più il tempo, piuttosto che i soldi: meglio avere più ore e giorni liberi anziché più straordinari in busta paga. Un modo completamente nuovo di vivere il lavoro e la vita.

Mancanza di personale e lavoratori sempre più vecchi

Quello di Mirafiori è soltanto un esempio di come le aziende più importanti a livello nazionale facciano molta fatica a trovare candidati giovani e disposti a sacrificare il proprio tempo libero per il lavoro. Secondo Unioncamere, in Piemonte l’84% delle ricerche di operai specializzati si scontra con enormi difficoltà di reperimento.

A confermare questa tendenza è stata anche l’ultima indagine dell’ufficio studi della Cgia, secondo la quale i lavoratori italiani sono sempre più vecchi. L’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato presenti in Italia ha sfiorato i 42 anni, con un incremento di quattro anni rispetto al 2008.

Non solo il meccanismo del ricambio generazionale si è inceppato, ma sono sempre di più le aziende che non riescono a sostituire i pensionamenti con nuovi ingressi a causa della mancanza di personale disposto a lavorare secondo le condizioni aziendali.

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