Assegno unico figli per chi prende il reddito di cittadinanza: guida al calcolo dell’importo, istruzioni Inps

Simone Micocci

29 Aprile 2022 - 14:42

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A chi prende il reddito di cittadinanza spetta un assegno unico d’importo parziale. Ecco la circolare Inps con tutte le istruzioni su come calcolare l’integrazione spettante.

Assegno unico figli per chi prende il reddito di cittadinanza: guida al calcolo dell'importo, istruzioni Inps

Con la circolare n. 53/2022 l’Inps ha fatto finalmente chiarezza su come si calcola l’importo dell’assegno unico universale per figli a carico per coloro che nel frattempo percepiscono il reddito di cittadinanza.

In attesa che vengano sbloccati i pagamenti dell’assegno unico di aprile, chi prende il reddito di cittadinanza può dunque farsi un’idea di quello che sarà l’importo percepito per ogni figlio a carico. Ricordiamo, infatti, che secondo normativa reddito di cittadinanza (Rdc) e assegno unico universale (Auu) non sono interamente cumulabili: dall’importo teoricamente spettante a titolo di assegno unico viene sottratta la quota figlio già riconosciuta nel reddito di cittadinanza.

Un’operazione che, come vedremo, comporterà una riduzione dell’assegno unico, in misura anche superiore al 50% rispetto a quanto percepito da una famiglia che non risulta titolare di reddito di cittadinanza.

Come prima cosa la circolare n. 52/2022 dell’Inps fa chiarezza su un concetto molto importante: ai titolari del reddito di cittadinanza spetta solamente una parte di assegno unico, corrisposta con le stesse modalità di pagamento del Rdc, che viene denominata “integrazione Rdc/Au”.

Vediamo nel dettaglio formula e istruzioni per il calcolo.

Come si calcola l’assegno unico per chi prende il reddito di cittadinanza

La formula per calcolare quanto spetta di integrazione Rdc/Au è specificata nella circolare n. 52/2022 dell’Inps, dove sono presenti anche degli esempi per capire meglio l’intera operazione di ricalcolo.

Nel dettaglio, ci sono due integrazioni: una per i figli minorenni a carico e l’altra per i maggiorenni a carico. Per la prima, ossia per i minori, la formula è la seguente:

(Importo teorico AU figli minorenni – Quota Rdc figli minorenni a carico)

Se il risultato dovesse essere negativo verrà arrotondato a zero.

La quota di Rdc relativa ai figli minorenni a carico viene invece calcolata così:

ImportoRdc*(scala di equivalenza figli minorenni a carico)/(scala di equivalenza totale)

A tal proposito, ricordiamo che la scala di equivalenza per ogni figlio minorenni è a carico è pari a 0,2.

Le stesse formule valgono per i figli maggiorenni a carico, con la differenza che in questo caso la scala di equivalenza è dello 0,4 per figlio.

Regole di calcolo differenti vengono applicate qualora la scala di equivalenza totale ottenuta sommando i parametri relativi a tutti i componenti del nucleo sia ridotta per applicazione del tetto massimo (2,1, incrementato a 2,2 in presenza di disabili gravi non autosufficienti). In questo caso le formule sono:

Figli minorenni

  • min (0,4 * numero figli maggiorenni a carico)
  • max (scala di equivalenza totale – scala di equivalenza altri componenti non a carico). In caso di risultato negativo si arrotonda a zero;

Figli maggiorenni

  • (scala di equivalenza totale – scala di equivalenza altri componenti non a carico – scala di equivalenza figli maggiorenni a carico). Se il risultato di tale operazione è negativo si arrotonda a zero.

Questo al fine di non penalizzare quei nuclei familiari in cui la presenza di uno o più figli a carico non comporti alcun aumento dell’importo del reddito di cittadinanza.

Esempi di calcolo per assegno unico nel reddito di cittadinanza

A un primo impatto il calcolo dell’integrazione assegno unico/reddito di cittadinanza può sembrare particolarmente complicato. All’interno della circolare Inps troviamo però alcuni esempi che ci aiutano a comprendere meglio l’argomento.

Primo esempio

Abbiamo un nucleo familiare composto da: dichiarante, coniuge e due figli minori, con una scala di equivalenza dunque pari a 1,8. Il beneficio loro spettante, al netto dell’integrazione Au/Rdc, è di 500 euro.

In assenza di reddito di cittadinanza questi avrebbero avuto diritto, visto l’Isee inferiore a 9.360 euro (requisito essenziale per avere diritto al Rdc) a un assegno unico di 175 euro per figlio, per un totale dunque di 350 euro.

Tuttavia, per capire quanto spetta d’integrazione bisogna sottrarre al suddetto importo teorico la quota figli già compresa nel reddito di cittadinanza, calcolata con la formula suddetta

500*(0,4/1,8) = 500*0,22= 111,11

Ne risulta, dunque, che all’importo di 500 euro mensili corrisposto a titolo di reddito di cittadinanza si aggiunge l’integrazione spettante a titolo di assegno unico d’importo pari a 238,89 euro (350 - 111,11).

Secondo esempio

Il secondo esempio è più complesso in quanto prende in esame un nucleo familiare composto dal dichiarante (genitore solo) e tre figli a carico, di cui:

  • un minorenne;
  • un maggiorenne con età inferiore ai 21 anni;
  • un maggiorenne con età superiore ai 21 anni ma con disabilità.

Considerando questo nucleo, con scala di equivalenza Rdc pari a 2,0, ne risulta un importo teorico di assegno unico pari a 430 euro, di cui 175 per il figlio minorenne e 170 euro - 85 euro ciascuno - per i due maggiorenni.

Calcoliamo l’integrazione, considerando che questi percepiscono 800 euro di reddito di cittadinanza. Cominciamo dalla quota Rdc per il figlio minorenne:

800*(0,2/2) = 800*0,1= 80

Anziché 175 euro, dunque, ne spettano 95.

Per i figli maggiorenni, invece:

800*(0,8/2) = 800*0,4= 320

Sottraendo tale quota dai 170 euro di assegno unico ne risulta un valore negativo, che tuttavia viene considerato pari a zero. Per i figli maggiorenni non spetterà dunque alcun assegno unico.

Da quelli che potevano essere 430 euro di assegno unico, quindi, ne risultano appena 95 euro.

A perderci, dunque, sono specialmente i nuclei familiari in cui ci sono figli maggiorenni, in quanto questi sono già molto considerati nel calcolo del reddito di cittadinanza (in quanto viene assegnato un valore di 0,4, anziché 0,2 come nei minorenni). Ogni caso, comunque, è a sé ed è bene utilizzare le suddette formule per calcolare esattamente l’importo dell’integrazione.

Integrazione assegno unico/reddito di cittadinanza: non ci sono limiti di spesa

Come noto, le somme erogate a titolo di reddito di cittadinanza devono essere spese nel rispetto di determinate regole e solamente una parte può essere prelevata in contanti.

Queste regole non si applicano per l’integrazione Rdc/Au la quale, potendo essere prelevata interamente in contanti, non è soggetta ai vincoli di spesa previsti per il reddito di cittadinanza.

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