Yellen ritratta, il mercato vola. Ma l’intero sistema è di nuovo retto solo da buybacks

Mauro Bottarelli

05/05/2021

05/05/2021 - 14:39

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La numero uno del Tesoro gioca la carta del frainteso: «La mia non era una raccomandazione». E le Borse brindano. Ennesimo stress test sul tasso di resistenza agli shock? Una cosa è certa: la smart money sta continuando a vendere e gli indici resistono grazie al riacquisto di titoli corporate tornato da record. E se davvero servisse un po’ di taper al Qe?

Yellen ritratta, il mercato vola. Ma l'intero sistema è di nuovo retto solo da buybacks

Scusate, abbiamo (ovviamente) scherzato. Nemmeno il tempo di far sedimentare l’affermazione di buon senso economico appena espressa che Janet Yellen è dovuta tornare sui propri passi. Dopo aver terremotato i mercati con la sua oltraggiosa intuizione di tassi che dovrebbero salire per evitare che l’economia vada in ebollizione, la numero uno del Tesoro ha immediatamente innestato la retromarcia: Non ritengo che il pacchetto Biden stia facendo surriscaldare l’economia... e lasciatemi essere chiara, le mie parole non vanno intese come una predizione o la raccomandazione di qualcosa, la sua auto-sconfessione al CEO Council Summit del Wall Street Journal.

Detto fatto, questa mattina sereno immediato sui mercati e unicorni ancora liberi di galoppare lungo le verdi praterie degli indici in positivo. Difficile, però, che una ex governatrice della Fed e ora titolare dei conti della prima economia al mondo parli a vanvera. Soprattutto in pubblico. E a Borsa aperta. Insomma, Janet Yellen ci è o ci fa, magari operando in tandem con Jerome Powell in quello che appare sempre di più un’enorme finestra di Overton per testare il grado di resistenza di mercati e opinione pubblica? Giocano al poliziotto buono e quello cattivo, come nei b-movies di Hollywood? Viene da chiederselo per un paio di motivi, al netto del curriculum della protagonista - più o meno involontaria - dello scivolone.

Primo, lo mostra plasticamente e senza bisogno di commenti approfonditi questo grafico:
Buyback1 Fonte: MacroMarkets
legname da costruzione e mais sono diventati forse il nuovo oro e platino? Oppure l’inflazione non è poi tanto transitoria, i mercati fanno bene a stare precauzionalmente con le orecchie tese e l’ipotesi di un ritocco dei tassi risponderebbe unicamente a quelle vecchie, desuete leggi dell’economia pre-QE perenne? Il mais ha appena toccato i 7 dollari per staio (bushel), livello che non si raggiungeva dal 2013. Secondo, al netto dei trend dei prezzi delle commodities, occorre anche dare un’occhiata a cosa sta muovendo concretamente in queste ultime settimane i mercati finanziari. Nella fattispecie, ciò che viene mostrato da questi due grafici:
Buyback2 Fonte: Bank of America
Buyback3 Fonte: Bank of America
se infatti per la terza settimana di fila gli hedge funds sono stati grandemente net sellers di equities, a mantenere in piedi gli indici ci stanno pensando i vecchi, cari buybacks corporate. I quali non solo su base annua hanno appena segnato un +19% ma stanno operando da vero e proprio catalizzatore della prossima ondata potenziale di rialzi, quella che dovrebbe accompagnare tutti verso l’appuntamento di giugno con le decisioni della Banche centrali.

I dati di Goldman Sachs al riguardo parlano chiaro: le autorizzazioni per buybacks già inoltrate per il 2021 sono superiori del 75% rispetto all’anno scorso, del 24% rispetto al 2019 e del 26% rispetto al 2018. Senza scordare un particolare: in occasione della presentazione delle trimestrali, due pezzi da novanta come Apple e Google si sono premurati di comunicare urbi et orbi al mercato che da sole riacquisteranno propri titoli per qualcosa come 140 miliardi di dollari quest’anno. Una bella garanzia. E su cosa si baserebbe l’azzardo, tanto calcolato da permettere a Janet Yellen di operare il suo stress test senza preoccuparsi troppo della perdita di credibilità associata alla repentina smentita? Proprio la dinamica rivelata da Bank of America: con un sottostante rialzista garantito come quello generato dalle aspettative di buybacks corporate, i prime dealers ci metteranno poco a fare tana agli hedge funds e costringerli a rivedere le loro vendite di massa. Tradotto, effetto GameStop: rialzi innescati da colossi short squeezes, chiusure obbligate di posizioni ribassiste, prima di andare a fare compagnia ad Archegos. A quel punto, entrerebbe in scena la solita dinamica ottimista auto-alimentante.

Un rischio calcolato, appunto. Ma pur sempre un rischio. I cui margini possono dilatarsi all’improvviso e sfuggire alle strategie. E a confermarlo, implicitamente, è proprio il prepotente ritorno in campo dei buybacks come contrafforte del mercato, dopo la sparizione degna di Chi l’ha visto dell’indice da record delle SPAC. Questi due grafici
Buyback4 Fonte: Bloomberg
Buyback5 Fonte: Bloomberg
parlano infatti di una strategia da usato sicuro a livello di returns di mercato, quindi l’ideale per una condizione come quella attuale di enorme volatilità che richiede scialuppe solide e abbastanza capienti, in caso il mare si facesse davvero grosso. Perché se la mossa di Janet Yellen appare chiaramente dettata dalla volontà di operare uno stress test, offrendo agli investitori un agente provocatore differente e percepito come meno coinvolto rispetto al «solito» Jerome Powell, la reazione del mercato - VIX in testa - alle sue parole è stata reale. Pavloviana ma reale.

Ovviamente, amplificata da un sottostante di vendite continue da parte della cosiddetta smart money come quello appena mostrato. E proprio quest’ultima potrebbe voler rivendicare quel suo titolo nobiliare, dimostrandosi davvero furba, dopo le troppe batoste patite fra retail traders e rischi di controparte gestiti come pistole dello starter. Perché se i buybacks annunciati e autorizzati per il 2021 appaiono sufficienti per una navigazione placida, delle due l’una: o gli hedge funds stanno recitando anch’essi una parte in commedia, certi di un do ut des successivo (magari sulle tasse da capital gain) o farsi cogliere per l’ennesima volta con la guardia ribassista abbassata appare degno di un film con Leslie Nielsen. Comunque sia, l’effetto Truman Show è sempre più plateale.

E sottende una realtà decisamente poco rassicurante, come mostrano il tonfo del mercato alle parole originarie di Janet Yellen e questo grafico:
Buyback6 Fonte: Bloomberg/Zerohedge
al netto dei buybacks e del loro successo, cosa accadrebbe se lo Standard&Poor’s 500 cominciasse davvero a prezzare un sostanziale immobilismo (se non un ritiro) nel supporto implicito garantito finora dalle Banche centrale globali, Fed in testa, attraverso le loro iniezioni continue di liquidità?

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