Venzon: “Europa, investimenti e sostenibilità, i tre pilastri di Volt per le europee”

Intervista ad Andrea Venzon, il giovane leader di Volt che oltre alle europee vuole esserci anche alle amministrative: “Nostre liste a Modena e Novi Ligure”.

Venzon: “Europa, investimenti e sostenibilità, i tre pilastri di Volt per le europee”

Mentre in tutto il Vecchio Continente sembrerebbe spirare sempre più il vento sovranista, ecco che all’indomani del referendum sulla Brexit alcuni ragazzi decidono invece di dare vita a qualcosa che vada nella direzione esattamente contraria.

Quasi tre anni dopo, mentre il Regno Unito è sempre più impantanato nei negoziati per abbandonare l’Unione, Volt invece è diventato un movimento paneuropeo che punta a essere presente in diversi paesi, tra cui anche l’Italia, alle elezioni europee di fine maggio.

I punti fondamentali del loro programma sono il forte europeismo, con l’Unione che però deve cambiare diventando più forte ed efficente, la necessità di investimenti economici specie intercettando i fondi europei e la sostenibilità ambientale, come volano anche per accrescere l’occupazione.

Deus ex machina è Andrea Venzon, giovane fondatore del movimento insieme a Colombe Cahen-Salvador e Damian Boeselager, che abbiamo intervistato proprio mentre Volt in Italia è impegnato nella raccolta delle firme necessarie per essere presente alle prossime europee.

La novità Volt alle elezioni europee

A neanche 27 anni Andrea Venzon, milanese con un master alla London Business School e un ben avviato lavoro nel settore delle consulenze, da quelle che potevano essere delle semplici “chiacchiere da bar” è riuscito in pochi anni a dare vita a Volt, un movimento paneuropeo formato da giovani che vuole essere presente alle prossime elezioni europee.

In un’Europa dove sembrerebbero avanzare sentimenti populisti, si può dire che Volt sarà la grande novità di queste elezioni?

Io direi di sì. Da una situazione di crisi possono nascere buone idee, ma bisogna costruire un’alternativa che possa essere di alto livello per contrastare questa ondata che sta coinvolgendo tutta Europa. Qui c’è l’opportunità di poter costruire qualcosa di storico.

Come procede la raccolta firme e la campagna elettorale?

Fino a questo weekend in due settimane abbiamo raccolto circa 15.000 firme, ora nel restante mese e mezzo metteremo in campo tutte le energie per raggiungere questo obiettivo. In Italia al momento siamo 5.000 iscritti molti dei quali volontari, riuscendo a essere presenti in 75 città comprese realtà più piccole. Stiamo viaggiando molto girando tutto il paese, per far arrivare il nostro messaggio non bastano solo i social e il web ma anche farsi conoscere nel territorio. Finora siamo stati accolti molto bene, a Palermo c’erano 300 persone ma anche in una realtà come Cuneo siamo riusciti a mettere 50 persone intorno a un tavolo. Il sentore è che stiamo costruendo una casa.

Per queste elezioni avete già scritto il vostro programma.

Per la prima volta nella storia delle elezioni europee Volt Europa sarà presente nei vari paesi con lo stesso programma. Tre sono i punti chiave che stiamo cercando di portare avanti. Il primo punto è la riforma dell’Unione Europea. Noi siamo europeisti ma anche critici, l’UE ora è sconnessa dai territori e non è ammissibile che il Parlamento Europeo non possa proporre leggi, così come che serva l’unanimità dei paesi per prendere una decisione. Altro punto è l’economia che necessita di investimenti ma anche di istruzione e formazione. Ci sono 60 miliardi di fondi non spesi da parte dell’Italia e che rischiamo di perdere, bisogna quindi snellire la burocrazia e aumentare le competenze per accedere ai bandi. Poi ci sono i diritti e la sostenibilità. Nel nostro paese ci sono fasce che sono state lasciate indietro, con le donne penalizzate anche da un congedo di paternità che da noi non è degno di questo nome, per non parlare poi degli asili nido. Infine la sostenibilità come anche opportunità in infrastrutture verdi che possono creare posti di lavoro.

Sarete presenti anche alle amministrative?

Saremo a Novi Ligure con una lista in appoggio a un candidato civico e a Modena con un nostro candidato. Contiamo però di essere presenti anche in altre città per iniziare a essere presenti sul territorio.

Si è parlato di voi anche per il progetto Siamo Europei di Carlo Calenda.

Calenda è stato invitato al nostro Congresso, ha la nostra stima e seguiamo con attenzione quello che è il suo progetto, ma il problema è che al momento Siamo Europei è soltanto un sito web. Noi non siamo come i 5 Stelle che erano contrari a prescindere alle alleanze. Andiamo avanti per la nostra strada ma siamo pronti a discutere, prima però c’è bisogno che ci sia chiarezza.

Volt è nato come una reazione spontanea dopo la Brexit. Come vede adesso questo negoziato?

La situazione è emblematica. Puntare il dito contro l’Unione Europea, che comunque deve migliorare, non porta a nulla specie se non si ha un vero e proprio piano. Anche da noi si va avanti a slogan, il governo lavora sulla pancia degli elettori ma poi non ha nessuna soluzione e infatti andiamo verso una recessione.

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