Chi è Frans Timmermans, il candidato presidente alle europee 2019 del PSE?

Alle elezioni europee 2019 sarà Frans Timmermans il candidato, alla presidenza della Commissione Europea, del Partito Socialista Europeo: la biografia e la sua storia politica.

Chi è Frans Timmermans, il candidato presidente alle europee 2019 del PSE?

Sono iniziate le elezioni europee 2019 che si terranno dal 23 al 26 maggio, con tutte le forze politiche dei paesi dell’Unione che nei mesi scorsi hanno dato il via alle grandi manovre per farsi trovare pronti a questo delicato appuntamento elettorale.

Mentre il Partito Popolare Europeo ha scelto il tedesco Manfred Weber come proprio candidato presidente alla Commissione Europea, il Partito Socialista Europeo ha invece indicato l’olandese Frans Timmermans.

Non sarà comunque facile per Timmermans, anche se i suoi Socialdemocratici nelle europee in Olanda stando agli exit poll sarebbero a sorpresa in testa con oltre il 18% dei voti.

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La biografia di Frans Timmermans

In quelle che si preannunciano essere le elezioni europee più importanti e incerte di sempre, il Partito Socialista Europeo lo scorso novembre ha scelto come proprio candidato presidente alla Commissione Europea l’olandese Frans Timmermans.

Nato a Maastricht il 6 maggio del 1961, da ragazzo ha studiato anche alla St George British School di Roma, per poi laurearsi presso l’Università di Nijmegen in Letteratura Francese. Oltre all’olandese naturalmente, parla in modo fluente anche in inglese, italiano, francese, tedesco e russo.

Esonerato dal servizio militare, ha svolto invece il servizio civile in un ufficio del dipartimento degli Affari Esteri. Nel 1990 si trasferisce a Mosca presso l’ambasciata olandese in Russia, per fare ritorno in patria tre anni più tardi sempre al ministero degli Affari Esteri.

Nel 1994 si sposta a Bruxelles e diventa assistente di Hans van den Broek presso la Commissione Europea. L’ingresso vero e proprio in politica arriva però nel 1998, quando viene eletto deputato per il Partito del Lavoro olandese.

Nel 2007 è segretario di Stato per gli Affari Europei, diventando poi ministro sempre dello stesso dicastero dal 2012 al 2014. Incarico questo tenuto fino a metà ottobre, visto che il 1° novembre viene nominato vicepresidente della Commissione Europea.

Sposato con Irene dal 2000 dalla quale ha avuto due figli, altri due sono nati invece dal suo precedente matrimonio, Frans Timmermans a novembre del 2018 è stato indicato dal Partito Socialista Europeo come proprio candidato presidente della Commissione Europea.

Le elezioni europee e i sondaggi

In queste elezioni europee i cittadini dell’Unione andranno a eleggere i 705 deputati del Parlamento Europeo. Questi poi, con un voto a maggioranza assoluta, dovranno indicare il prossimo presidente della Commissione Europea tra i vari candidati in lizza.

Il presidente della Commissione Europea, incarico attualmente ricoperto da Jean-Claude Juncker, svolge un ruolo simile a quello che da noi è il Presidente del Consiglio, coordinando la sua squadra di commissari che sono un po’ i ministri dell’Unione.

Frans Timmermans quindi è candidato a guidare la prossima Commissione Europea, anche se gli ultimi sondaggi al momento non sembrerebbero sorridere al PSE dato in forte calo rispetto al 2014.

In passato le elezioni europee sono sempre state una partita tra il Partito Socialista Europeo e il Partito Popolare Europeo. Chi tra i due gruppi eleggeva più deputati, esprimeva poi il presidente della Commissione.

Cinque anni fa fu il PPE a risultare il gruppo più votato, con Juncker che poi è stato eletto anche con i voti del PSE e dei liberali di ALDE. Socialisti e liberali hanno ottenuto poi incarichi nelle varie commissioni (vedi Moscovici agli Affari Economici).

In sostanza il blocco di potere a Bruxelles è rappresentato dalla triade socialisti-popolari-liberali, ma adesso l’avanzata dei sovranisti e degli euroscettici sta mettendo in crisi questo assetto.

L’obiettivo di Timmermans quindi, più che finire davanti al PPE, sarà quello di contenere la crescita degli euroscettici, evitando così uno spostamento a destra degli equilibri interni alla Commissione Europea.

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