La proposta è in discussione al Parlamento britannico ma diverse nazioni hanno espresso perplessità alla Commissione Ue.
Il Regno Unito vuole dichiarare guerra al fumo e punta a creare la prima generazione «smoke free». La proposta è in queste settimane al vaglio del Parlamento britannico: ha già ricevuto l’approvazione della Camera dei Comuni e nei prossimi giorni sarà esaminata dalla Camera dei Lord.
Dal 2024 l’allora primo ministro conservatore Rishi Sunak ha portato avanti questa battaglia, proponendo di rendere illegale la vendita di prodotti del tabacco a chiunque sia nato dopo il 2009. L’obiettivo è vietare alle persone nate dal 2009 in poi di acquistare e consumare legalmente sigarette. Il disegno di legge prevede inoltre misure per contrastare il vaping giovanile, come il divieto di vendita di sigarette elettroniche usa e getta a basso costo e la limitazione degli aromi, così da ridurre il rischio che i più giovani sviluppino dipendenza da nicotina.
Sono previste pesanti sanzioni sia per chi acquista sigarette nonostante il divieto, sia per chi le vende. Le autorità sanitarie ricordano che il fumo provoca circa 80.000 decessi all’anno nel Regno Unito e rappresenta ancora la principale causa prevenibile di morte, disabilità e cattiva salute.
Nel Paese il dibattito è acceso. C’è chi sostiene la misura, ritenendola necessaria per ridurre la dipendenza dal fumo, principale causa di patologie polmonari e di numerosi ricoveri ospedalieri. Altri, invece, contestano quella che considerano una limitazione della libertà personale. Alcuni temono che il divieto possa alimentare il mercato nero e il contrabbando, mentre altri ritengono che potrebbe spingere i giovani verso prodotti alternativi, come le sigarette elettroniche, senza ottenere l’effetto sperato.
Italia e altri paesi Ue bocciano la misura
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Scetticismo arriva anche da diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. Il nostro Paese, insieme a Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Romania e Slovacchia, ha inviato un parere negativo alla Commissione europea, sostenendo che la proposta britannica di vietare la vendita di sigarette ai nati dopo il 2009 potrebbe entrare in conflitto con gli accordi post-Brexit.
I Paesi contrari temono che tale restrizione possa creare una barriera alla libera circolazione delle merci, in questo caso dei prodotti del tabacco, attraverso i confini tra Regno Unito e mercato europeo. Se il divieto venisse approvato, potrebbe infatti incidere indirettamente sugli scambi commerciali, riducendo la libertà di circolazione delle sigarette e generando possibili tensioni sul piano commerciale.
In base agli accordi post-Brexit, pur non facendo più parte dell’Unione Europea, il Regno Unito mantiene un sistema di regole che disciplina la libera circolazione degli scambi tra Londra e Bruxelles. Per questo motivo potrebbero aprirsi colloqui formali tra le due parti, nel tentativo di risolvere la controversia legale ed evitare ripercussioni sui rapporti economici.
Anche le Maldive hanno introdotto un divieto analogo
Anche le Maldive hanno introdotto un divieto sul tabacco, diventando il primo e finora unico Paese al mondo ad applicare una misura di questo tipo. Dal 1° novembre dello scorso anno, infatti, tutte le persone nate dal 1° gennaio 2007 in poi non possono acquistare, utilizzare o vendere prodotti del tabacco nel territorio nazionale. L’iniziativa punta a tutelare la salute pubblica e a creare una generazione libera dal fumo. Il divieto riguarda ogni forma di tabacco e impone ai rivenditori l’obbligo di verificare l’età degli acquirenti; la norma si applica anche ai visitatori dell’arcipelago, celebre per il turismo di lusso. Restano inoltre in vigore il divieto totale di importazione e utilizzo di sigarette elettroniche e dispositivi per lo svapo, senza distinzioni di età. Le sanzioni sono severe.
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