Elezioni europee, populismo in aumento: l’impatto sulle diverse asset class

Alessio Trappolini

27 Maggio 2019 - 18:22

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Elezioni europee 2019: i partiti populisti hanno consolidato le loro posizioni soprattutto nei Paesi dove erano già forti come Italia e Francia. Le conseguenze per gli investimenti

Elezioni europee, populismo in aumento: l'impatto sulle diverse asset class

Le elezioni europee 2019 non hanno decretato la vittoria dei partiti euroscettici.

Il Parlamento europeo rimane sotto il controllo dei partiti eurocentrici, bisogna però riconoscere che i populisti hanno consolidato le loro posizioni soprattutto nei Paesi dove erano già forti come Italia e Francia.

«I partiti populisti hanno fatto progressi in tutta Europa, ma non hanno goduto dello straordinario successo che alcuni esperti avevano previsto. Nei Paesi Bassi e in Svezia, i partiti di estrema destra hanno registrato risultati molto meno entusiasmanti delle attese. Inoltre, è improbabile che i partiti populisti formino un fronte unito, il che dovrebbe lasciare il Parlamento europeo in mano ai partiti tradizionali», ha commentato Roel Jansen, co-lead portfolio manager Euro Investment Grade credit di NN Investment Partners (NN IP).

Nonostante questo premesse, i populisti aumenteranno la loro influenza nelle commissioni e in altri campi, compromettendo potenzialmente la stabilità delle istituzioni europee.

Hans van Zwol, Senior Portfolio Manager LDI & Rates, di NN Investment Partners, ritiene che in tal caso, la tabella di marcia per l’approfondimento dell’unione monetaria europea potrebbe essere rinviata, «il che significa che le iniziative sull’integrazione fiscale, la riforma dei mercati finanziari e l’unione bancaria potrebbero essere ritardate o annacquate in modo significativo». Ciò lascerebbe l’Unione europea esposta sia alle nuove turbolenze che potrebbero colpire il settore economico che alle lotte di potere che potrebbero sorgere sulla scena internazionale.

Come risponderanno i titoli di Stato italiani?

In Italia l’impatto del voto è senza dubbio amplificato dall’equilibrio più fragile della coalizione di Governo. La Lega, il partito di coalizione minoritario, ha superato significativamente il suo partner di coalizione alle elezioni.

Anche se la Lega ha dichiarato a seguito dei risultati che avrebbe mantenuto la coalizione, le tensioni esistenti probabilmente continueranno a emergere, e il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato che, visti i risultati, la Lega dovrebbe avere maggiore voce in capitolo nell’organizzazione dell’agenda di governo.

«Ci sono buone ragioni per essere cauti sul debito italiano, ma i mercati potrebbero reagire positivamente ad un governo in cui la Lega ha maggiore influenza, in quanto il partito è visto come più favorevole al mercato del M5S», ha spiegato Roel Jansen.

Due mercati da tenere d’occhio

Per quanto riguarda i mercati del credito corporate NN IP punta su Italia e Gran Bretagna. Perché?

«Riteniamo che le elezioni avranno un impatto molto più profondo sulla politica interna in Italia e nel Regno Unito che sulla politica europea. In Italia, l’attuale governo è abbastanza esposto alle discussioni interne», hanno scritto in un report gli asset manager.

Tra la metà di marzo e la fine di novembre 2018, periodo di disaccordo tra il neoeletto governo italiano e le istituzioni europee, i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni sono aumentati significativamente, spingendo in su gli spread per il credito IG denominato in euro. Ciò evidenzia l’importanza degli sviluppi politici italiani per i mercati europei del credito societario.

Per Jansen e van Zwol «se i risultati elettorali dovessero indurre un rimpasto di governo, i mercati del credito societario potrebbero rispondere positivamente alla prospettiva di un governo più di destra».

Nel Regno Unito, i risultati elettorali indicano un aumento del rischio di una hard Brexit. Il Partito conservatore del Primo Ministro uscente Theresa May ha dovuto affrontare un forte calo del sostegno, con molti ex elettori conservatori che apparentemente hanno disertato il neonascente Brexit Party.

«I risultati sembrano aumentare la probabilità che la persona che sostituirà la May manterrà una linea dura sulla Brexit, con gli euroscettici già in fila per succederle. I mercati del credito societario, e in particolare le obbligazioni emesse dalle emittenti nazionali britanniche, probabilmente risponderanno negativamente alla prospettiva di un atteggiamento più conflittuale da parte del Regno Unito. Il successo del Brexit Party influenzerà in modo significativo l’agenda politica del successore della May e influenzerà le aspettative del mercato per quanto riguarda la probabilità di elezioni generali nel Regno Unito o di un secondo referendum Brexit», spiegano gli esperti di NN IP.

Premi per il rischio delle azioni europee più generosi

Per quanto riguarda la componente azionaria i due gestori hanno le idee piuttosto chiare:

Nel complesso, l’impatto delle elezioni europee sarà più evidente su un orizzonte temporale a più lungo termine, mentre in Europa le cose si muovono lentamente. Le tensioni globali e le notizie specifiche di borsa rimangono i fattori più influenti in materia di mercati.

Non ci aspettiamo che i mercati azionari europei reagiscano in modo aggressivo all’esito delle elezioni, in quanto altre tematiche (come la guerra commerciale USA-Cina) probabilmente domineranno le notizie e avranno conseguenze maggiori.

C’è da dire che i mercati azionari avevano già ampiamente valutato il successo dei partiti populisti. Tuttavia, con i populisti destinati ad acquisire maggiore influenza e la minaccia di un ulteriore rallentamento dell’integrazione, i premi per il rischio richiesti sulle azioni europee potrebbero aumentare nel medio-lungo termine. «Ciò comporterebbe dei contraccolpi per i mercati azionari europei», ipotizza Jansen.

D’altro canto, se i partiti tradizionali possono formare rapidamente una coalizione e decidere le posizioni chiave, il progetto europeo potrebbe recuperare un certo slancio. Per il secondo scenario van Zwol è più ottimista:

«Ciò stimolerebbe un’ulteriore integrazione e consentirebbe di portare avanti l’agenda dell’unione finanziaria. Il rafforzamento del quadro finanziario europeo e delle funzioni di stabilizzazione dovrebbero fornire un meccanismo migliore per reagire meglio alle potenziali crisi economiche, creando un clima favorevole alla riduzione dei premi di rischio nelle azioni europee».