Tsipras, dichiarazione ufficiale post accordo Grecia-UE: iniziano i tempi duri

Claire Giangravè

13 Luglio 2015 - 18:17

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Il primo ministro greco Tsipras, dopo il summit europeo, prepara la Grecia ai tempi duri. Ecco la dichiarazione ufficiale.

Tsipras, dichiarazione ufficiale post accordo Grecia-UE: iniziano i tempi duri

Solo poco tempo fa Tsipras ricattava l’Europa, vantandosi del risultato di un referendum che ha avuto solo l’effetto di incattivire la fazione Europea guidata dal cancelliere tedesco Angela Merkel.

Proprio quella fazione ha voluto imporre durante il Summit un acconto di garanzia del valore di 50 miliardi di euro, ricavati dalla liquidazione dei beni greci. Di questi soldi, 25 miliardi dovrebbero essere utilizzati per salvare il sistema bancario.

A questo fondo non avrebbe accesso direttamente il governo greco, anche se verrà utilizzato per pagare il suo debito. Si tratta di un importante cedimento di sovranità all’Europa (soprattutto alla Germania, che all’inizio aveva previsto che quei fondi andassero alla Banca di Sviluppo Nazionale tedesca, KfW).

Tsipras ha solo fino a mercoledì per far legiferare su tutte le pretese europee, sempre se riesce a mantenere la fiducia del parlamento, cosa non del tutto certa.

Forexinfo vi propone la traduzione della dichiarazione di poche ore fa sul sito del primo ministro greco, in risposta ai problemi che aspettano alla Grecia dopo il Summit europeo e il raggiungimento di un accordo:

Abbiamo lottato duro per sei mesi e abbiamo lottato fino alla fine per raggiungere il miglior possibile risultato, un accordo che permetterà al paese di rimettersi in piedi, e al popolo greco di continuare a lottare.

Ci siamo trovati di fronte a delle decisioni difficili, dilemmi difficili. Abbiamo assunto la responsabilità della decisione in modo tale da prevenire che fossero implementati gli obbiettivi più estremi – quelli voluti dalle forze più estreme e conservatrici dell’Unione Europea.

L’accordo prevede delle misure toste. Tuttavia, abbiamo evitato il trasferimento della proprietà pubblica all’estero, abbiamo evitato l’asfissia finanziaria e il crollo del sistema finanziario – che era stato organizzato fino all’ultimo dettaglio – essendo stato progettato alla perfezione e pronto per essere messo in atto.

Infine, in quest’ardua battaglia, siamo riusciti a ottenere la ristrutturazione del debito e un piano di finanziamenti a medio temine.

Sappiamo che non sarà un lavoro facile, ma abbiamo creato un’eredità importante. Un’eredità importante e un cambiamento necessario in Europa.
La Grecia continuerà a lottare, e noi continueremo a lottare, in modo tale da poter ritornare a crescere, riprendere la nostra perduta sovranità nazionale.
Ci siamo guadagnati la nostra sovranità nazionale. Abbiamo mandato un messaggio di democrazia, un messaggio di dignità per tutta l’Europa e nel mondo. Questa è l’eredità più importante.

Infine, vorrei ringraziare tutti i miei colleghi ministri, altri colleghi e compagni che hanno condotto, con me, una lunga e dura battaglia. Una battaglia che alla fine sarà rivendicata.

La decisione di oggi manterrà la stabilità della Grecia e offrirà un potenziale di recupero. Tuttavia, come già sapevamo, l’accordo sarà difficile da mettere in atto. Le misure includono anche quelle su cui il parlamento ha già votato. Sono delle misure che senza dubbio creeranno tendenze di recessione. Tuttavia, sono speranzoso che il pacchetto di crescita di 35 miliardi di euro che abbiamo ottenuto, la ristrutturazione del debito, come l’aver assicurato finanziamenti per i prossimi tre anni creerà fiducia nel mercato, affinché gli investitori realizzino che il timore di un Grexit sono una cosa del passato – in modo tale da incentivare investimenti, che controbilanceranno le tendenze di recessione.

Credo che la maggior parte del popolo greco appoggerà il tentativo di tornare alla crescita; riconoscono che abbiamo lottato per una giusta causa, abbiamo lottato fino alla fine, abbiamo negoziato per tutta la notte e non importa quali siano gli oneri, saranno allocati – lo garantiamo – tenendo in mente la giustizia sociale. Non accadrà che coloro che hanno sostenuto l’onere in questi ultimi anni dovranno pagare nuovamente il prezzo. Questa volta, coloro che non hanno pagato – molti dei quali protetti dai governi precedenti – pagheranno adesso, anche loro dovranno portare l’onere.

Infine voglio fare questa promessa: ora, dobbiamo lottare duramente, come abbiamo lottato per ottenere il miglior risultato possibile all’estero - in Europa, per eliminare gli interessi investiti nel paese. La Grecia necessita di riforme radicali a favore delle forze sociali e contro le oligarchie che hanno portato il paese al suo stato attuale. Questo impegno per questo nuovo sforzo inizia domani.

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