Terza Guerra Mondiale: tra Iran e Usa il piano di pace rischia di essere un flop

L’Iran tramite il suo presidente Rouhani ha annunciato la presentazione all’ONU di un piano di pace per il Golfo: basterà questo a evitare una Terza Guerra Mondiale con gli Stati Uniti?

Terza Guerra Mondiale: tra Iran e Usa il piano di pace rischia di essere un flop

Si vis pacem, para bellum. L’Iran ha annunciato che presenterà un piano di pace all’ONU, ma questo potrebbe anche non bastare a evitare una Terza Guerra Mondiale nell’area del Golfo visto che gli Stati Uniti sembrerebbero essere intenzionati a disertare un eventuale vertice.

Del resto dopo l’attacco a opera di alcuni droni ai pozzi petroliferi sauditi, che ha dimezzato in un colpo solo le esportazioni di petrolio da parte di Riyad, la tensione nell’area è tornata a essere altissima.

La situazione è molto delicata. Donald Trump dopo aver fatto sfilare gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare con l’Iran riproponendo le sanzioni, ha provocato una nuova corsa al riarmo da parte di Teheran da sempre storico alleato della Russia.

Negli ultimi mesi sono state diverse le azioni militari di sabotaggio verso impianti petroliferi dell’Arabia Saudita, sostenuta invece dagli Usa, con Washington che ha accusato senza mezzi termini l’Iran di essere la mente di questi attacchi.

Con l’annuncio del piano di pace che verrà presentato all’ONU, il presidente iraniano Hassan Rouhani vuole cercare di far sedere tutti i principali attori internazionali attorno a un tavolo, per cercare di trovare un accordo per la divisione delle zone di influenza nella ricca penisola del Golfo.

Un tentativo questo per evitare una guerra dagli esiti potenziali disastrosi che però potrebbe cadere nel vuoto: gli Stati Uniti infatti non intendono partecipare a nessun vertice, anche se Donald Trump è al momento molto restio a un attacco militare diretto considerando anche le elezioni Usa nel 2020.

Un piano di pace per evitare la Terza Guerra Mondiale

Al momento tutto ruota intorna alle armi. Quelle nucleari che l’Iran potrebbe tornare ad ambire dopo la fine dell’accordo sul nucleare voluto da Obama, la V Flotta degli Usa che ha basi in Bahrein, Qatar e Oman, i droni di Teheran accusati di essere gli autori degli attacchi ai pozzi di petrolio e alla fine quelle che l’Arabia Saudita da anni starebbe comprando in massa soprattutto dall’Italia.

In una situazione così delicata la mossa di Rouhani è arrivata un po’ a sorpresa: presentare un piano di pace all’ONU, con l’intento di iniziare delle trattative con l’Arabia Saudita alla presenza anche di Stati Uniti, Russia e Cina.

Un modo questo per evitare una Terza Guerra Mondiale che in teoria nessuno vuole veramente con in testa Donald Trump, spaventato dalle elezioni che nel 2020 si terranno negli Stati Uniti ma anche dalla potenza militare sfoggiata da Teheran.

Un attacco diretto all’Iran potrebbe infatti scatenare una guerra ad ampio raggio dannosa in ogni senso: oltre al rischio di una stroncatura alle urne, anche l’esito e la durata sarebbero degli autentici interrogativi.

Nonostante i pericoli, Washington al momento sembrerebbe intenzionata a rispedire al mittente l’invito alle trattative di Rouhani. Questo però non vuol dire che non ci sia una volontà di giungere a un accordo.

Il rischio di trasformare tutto il Medioriente in una polveriera più di quanto già sia è troppo alto, ma Trump non può dare l’impressione di debolezza di fronte alle provocazioni militari da parte di Teheran.

Finora lo sfoggio dei muscoli ha sempre evitato lo scoppio di guerra con le principali potenze militari direttamente coinvolte. La situazione nel Golfo però deve essere normalizzata, ma difficilmente prima delle elezioni del 2020 ci potranno essere svolte a riguardo.

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