Osservatorio BTP, cosa sta succedendo davvero ai nostri titoli di Stato con la guerra in Iran?

Lorenzo Raffo

13 Marzo 2026 - 14:25

Partiamo da un osservatorio dei prezzi per passare a quello dell’andamento dei nostri titoli di Stato. Gli 8 rilevatori da tenere d’occhio.

Osservatorio BTP, cosa sta succedendo davvero ai nostri titoli di Stato con la guerra in Iran?

La guerra in Medio Oriente sta mietendo tanti morti e non solo fra i civili. Anche i titoli di Stato sono vittime di una situazione di grande incertezza, soprattutto nell’area euro.

A determinarla è inevitabilmente il timore di una nuova inflazione, dovuta – inutile ricordarlo – al balzo dei prezzi dell’energia. Vediamo allora cosa sta succedendo su questo fronte prima di analizzare l’andamento dei BTP. Lo facciamo con uno specifico Osservatorio sull’inflazione, che proponiamo per la prima volta.

Otto rilevatori di inflazione

Lo Stretto di Hormuz
Eh sì, il primo indicatore è proprio il canale strategico che divide la penisola arabica dalle coste dell’Iran. Se il traffico marittimo è fermo si determina un impatto devastante per l’invio del petrolio verso molti Paesi non solo occidentali. La fotografia della notte fra il 12 e il 13 marzo – realizzata attraverso gli “ship tracking” – conferma che il traffico è totalmente bloccato. C’è qualche nave in attesa all’accesso sud ma le frecce di direzione testimoniano che stanno ormai cercando di riprendere la rotta verso il Golfo dell’Oman. Stop quindi a Hormuz! C’è la fila invece per la circumnavigazione dell’Africa, con costi di trasporto destinati a salire e non di poco.

Prezzo del petrolio
Volatile ma stabilmente sopra i 90 dollari al barile. Graficamente parlando solo una discesa verso i 70 dollari o meglio i 65/66 dollari invertirebbe il trend del petrolio. Al momento questa ipotesi appare poco realistica.

Future su Brent e Wti
Uno studio di IG Bank segnala che le quotazioni dei derivati sul petrolio sono in backwardation. Ciò significa che il mercato avverte che si tratta di un problema di breve termine ma forse non di lungo periodo. Ciò indica come esista attualmente una maggiore pressione tra domanda e offerta. Per questo la backwardation viene letta come un indicatore di tensione del mercato fisico.

I timori sull’inflazione italiana
Gli esperti avvertono le pesanti conseguenze economiche se la situazione persistesse. Carlo Altomonte, professore della Bocconi, ha spiegato al Corriere della Sera che se il rialzo del prezzo dell’energia dovesse persistere per più di tre mesi, l’inflazione potrebbe tornare a correre, arrivando anche al 5-6%.

Gli ultimi dati da noi
A febbraio, l’inflazione in Italia ha mostrato segnali di ripresa, con l’indice dei prezzi al consumo salito all’1,6% su base annua, in aumento rispetto all’1% di gennaio e trainato dal rialzo del cosiddetto «carrello della spesa» (+2,2%).

Gli ultimi dati negli altri Paesi europei
A febbraio 2026, l’inflazione nell’area euro ha mostrato segnali di accelerazione, attestandosi all’1,9%, in aumento rispetto al 1,7% di gennaio 2026.

Gli ultimi dati negli Stati Uniti
Il tasso di inflazione Usa è rimasto stabile al 2,4% a febbraio 2026, invariato rispetto a gennaio, in linea con le aspettative e al livello più basso da maggio 2025.

I dati riferiti ai Paesi emergenti
È ancora presto per valutare l’impatto sugli “emerging markets” ma il Paese da monitorare di più è la Cina, che – a causa dell’effetto della guerra in Medio Oriente – potrebbe esserne maggiormente penalizzata. Preoccupante il fatto che l’indice dei prezzi al consumo cinese sia aumentato dell’1,3% a febbraio rispetto all’anno precedente, superando le previsioni di un +0,8%.

Uno sguardo ai BTP

Se il quadro è questo, con la segnalazione che inevitabilmente si tratta di uno scenario instabile, i BTP reagiscono di conseguenza, temendo non solo la stessa inflazione ma addirittura dei rialzi dei tassi, come si mormora da varie parti.

Facciamo allora il punto sui parametri di andamento dei nostri titoli di Stato italiani.

ParametroValore
Yield Btp 10 anni (apertura 13/3/2026) 3,81%
Trend dello yield nell’ultimo mese nettamente rialzista dai minimi di fine febbraio
Forchetta yield su un anno minimo 3,28% – massimo 3,99%
Posizionamento attuale distanza dal massimo 4,7%
Resistenze dello yield 3,98% e 4,1%
Supporti dello yield 3,57% e 3,35%
Future Btp long term scadenza marzo 2026 117,3
Prima resistenza future Btp 118,8
Primo supporto future Btp 116
Media mobile a 200 sedute 120,8

I grafici sono davvero pesanti e tutti improntati a un peggioramento del quadro generale, complice – come detto – il fattore inflattivo. In questo contesto le vendite sui BTP hanno preso il sopravvento, soprattutto per le scadenze lunghe, quelle più penalizzate in termini di duration.

I mercati, quindi, temono effettivamente un surriscaldamento dell’inflazione e addirittura uno o due rialzi dei tassi della Bce. Il panorama comunque è molto volatile e impone in questa fase prudenza. Con il solito modo di dire che ha di nuovo il sopravvento: meglio guadagnare di meno che perdere di più.

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