Salvini a Money.it: “Ok a MES, ma senza queste due condizionalità pericolose”

Intervistato da Money.it, Matteo Salvini ha aperto all’attivazione del MES in Italia

Matteo Salvini dice sì al MES. Nel corso di un’intervista a Money.it, il segretario della Lega ha concesso un’apertura al famigerato Fondo salva-Stati, ma a una condizione: che spariscano gli articoli sulla condizionalità delle spese. Si tratta di una differenza di non poco conto rispetto alle dichiarazioni di qualche settimana fa, quando il solo nome del Fondo salva-Stati bastava a far tuonare il leader leghista contro lo tirannia di Bruxelles.

Salvini su euro: “Lavoriamo con questa moneta”

Rispondendo, nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno, alle domande del nostro Fabio Frabetti, Salvini ha parlato della posizione della Lega in merito all’Ue, a partire da un quadro italiano in cui - da Paragone a Sgarbi - cresce la fronda anti europeista.

Il responsabile economico della Lega si chiama Alberto Bagnai”, ha detto caustico Salvini a ribadire l’euroscetticismo del partito. Ma l’obiettivo non è Italexit.

Noi vogliamo far valere e prevalere l’interesse italiano sui tavoli europei, ovviamente in questo momento lavorando con questi trattati e con questa moneta”, ha detto Salvini.

MES, Salvini: “Sì ma senza condizioni”

Il segretario del Carroccio ha quindi spiegato che, non essendo in dubbio il dibattito con l’Europa, il no della Lega al Meccanismo europeo di stabilità non è assoluto: “Se si tolgono i due articoli che impongono delle condizioni per noi pericolose per istituire questo prestito il problema non si pone, dall’Europa però da febbraio a oggi sono arrivati tanti impegni, tante parole, soldi zero”.

Niente abiura delle tesi sull’Europa di Bagnai, quindi, ma la dichiarazione del segretario potrebbe rappresentare un cambio di passo nella comunicazione leghista sul tema.

Per Salvini in Italia dibattito surreale

Salvini ha infine presentato l’esempio di “altri Paesi europei, penso alla Germania, la Francia, la Spagna” che “senza aspettare i miracoli promessi da Bruxelles, stanno già aiutando le loro famiglie e le loro imprese con soldi veri”.

L’Italia, invece, è bloccata da tre mesi nel “dibattito surreale sul MES che non c’è e sul fondo europeo dell’anno prossimo” e “intanto un milione di posti sono a rischio”. Un dibattito, a giudizio di Salvini, inconcludente.

“Noi siamo qua per cambiare le regole - non dell’Europa - dell’Unione Europea”, ha voluto precisare il segretario della Lega, perché l’Italia è e rimarrà “il cuore dell’Europa”.

“L’Unione europea è una sovrastruttura burocratica che in buona parte ha negato, affossato e cancellato il sogno dei padri fondatori. Io spero di non essere mai costretto a scegliere fra questa burocrazie e l’interesse italiano”.

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