Salvini contro l’Europa e Di Maio fa il moderato: tattiche opposte in vista del voto

Matteo Salvini continua nella sua battaglia contro lo spread e i limiti di deficit. Questa volta però il leader della Lega è solo, visto che Luigi Di Maio si è smarcato invocando maggiore prudenza in ottica anche delle elezioni europee.

Salvini contro l'Europa e Di Maio fa il moderato: tattiche opposte in vista del voto

Sono tutti incentrati su temi economici questi ultimi giorni di campagna elettorale per le elezioni europee. A scatenare le polemiche è ca va sans dire Matteo Salvini, che è tornato ad attaccare l’Unione ipotizzando uno sforamento del tetto del 3% di deficit da parte dell’Italia.

Un’uscita questa del leader della Lega che ha provocato una risalita dello spread, sempre rimasto a livelli alti in questi mesi anche se sotto i 300 punti base, suscitando le reazioni stizzite di diversi partner europei tanto che il ministro austriaco Hartwig Löger ha parlato dell’Italia come di una “nuova Grecia”.

A differenza dello scorso inverno, quando tutta la maggioranza gialloverde fece quadrato intorno alla legge di Bilancio che tanto aveva fatto infuriare Bruxelles, adesso Salvini è rimasto solo in questa crociata contro l’Europa.

Oltre al ministro Giovanni Tria che da quando è a Palazzo Tesoro svolge il compito del pompiere, anche il premier Giuseppe Conte e l’altro vice premier Luigi Di Maio hanno rassicurato sul fatto che “il nostro paese non aumenterà il proprio debito”.

Sullo sfondo di questa nuova differente visione all’interno del governo carioca ci sono le elezioni europee: Salvini dopo aver corteggiato il PPE è ora in rotta di collisione con i Popolari ed è tornato a indossare la felpa dell’euroscetticismo mentre, al contrario, Di Maio che a Bruxelles vuole dare vita a un nuovo gruppo dalle posizioni meno radicali guarda ora con più interesse all’universo moderato.

Di Maio lascia Salvini solo contro l’Europa

Anche se alle urne dovrebbe essere supportato da più del 30% degli italiani, per il resto Matteo Salvini è paradossalmente adesso rimasto solo nella sua campagna contro il deficit e la logica dello spread.

Da tempo i suoi alleati sovranisti sparsi in tutta Europa, dagli austriaci fino ai tedeschi e agli ungheresi, hanno da tempo fatto capire che un conto sono le politiche migratorie dove sono tutti d’accordo, ma sui conti non si scherza e la situazione dell’Italia spaventa anche loro.

Pure Luigi Di Maio adesso predica prudenza, rassicurando insieme al ministro Giovanni Tria i partner europei che il nostro paese rispetterà gli impegni presi, non andando ad aumentare il già di per sé pesante debito pubblico.

Dietro le prese di posizione di Salvini e Di Maio ci sono però strategie diverse in ottica delle elezioni europee di domenica 26 maggio, che saranno fondamentali per ridisegnare i nuovi rapporti di forza all’interno dell’Unione.

Il leader della Lega infatti, vista che è praticamente tramontata l’ipotesi di un accordo con il Popolari a causa dell’ostracismo della Merkel, può adesso tornare a picchiare duro sui vecchi temi contro l’Europa dei burocrati.

Un tentativo questo di compattare dalla sua parte la vasta platea degli italiani euroscettici, portando così altra acqua al mulino elettorale della Lega. In verità Salvini è perfettamente conscio che sforare il tetto del Fiscal Compact sarebbe un bel problema per l’Italia, però lo dice ugualmente visto che alla fine si tratta soltanto di una delle tante sparate elettorali.

Il problema però è che ad aumentare, oltre al bottino di voti del Carroccio, è anche lo spread che negli ultimi mesi è sempre rimasto costantemente oltre la quota dei 250 punti base e ora è tornato sui 280.

Un gioco molto pericoloso questo messo in atto dal leader leghista a cui questa volta però non si è prestato Luigi Di Maio, visto che il Movimento 5 Stelle in Europa sta cercando altri partner per dar vita all’interno del prossimo Parlamento Europeo a un gruppo critico ma comunque di stampo molto più moderato rispetto ai sovranisti.

Salvini e Di Maio quindi stanno già lavorando a quello che sarà il post voto delle elezioni europee. Intanto il governo appare sempre più diviso e fermo ma, per la resa dei conti all’interno dei gialloverdi, si dovrà aspettare il 27 maggio.

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