Riforma fiscale: 8 mld dal 2021, ma è caccia ai fondi. Il piano, dall’evasione al taglio delle detrazioni

Riforma fiscale, 8 miliardi stanziati a regime dalla Legge di Bilancio 2021, che comprendono però le risorse per l’assegno unico per i figli. Per la revisione dell’Irpef servono nuovi fondi, da reperire mediante la lotta all’evasione fiscale ed il taglio delle detrazioni. Ecco il piano che farà da base alla legge delega.

Riforma fiscale: 8 mld dal 2021, ma è caccia ai fondi. Il piano, dall'evasione al taglio delle detrazioni

Per la riforma fiscale la Legge di Bilancio 2021 stanzia 8 miliardi di euro a regime. I fondi previsti serviranno in buona parte per finanziare l’assegno unico per i figli, primo tassello del piano di revisione delle regole sulla tassazione dei redditi da lavoro.

Il costo della riforma fiscale, a partire dall’Irpef, sarà però inevitabilmente più caro, e per reperire i fondi necessari sarà intensificata la lotta all’evasione fiscale, così come è messo nero su bianco il taglio ed il riordino delle tax expenditures, detrazioni ed agevolazioni fiscali.

Se da un lato la Legge di Bilancio 2021 conferma la volontà del Governo di riformare il Fisco italiano, dall’altro si apre un grande punto interrogativo su come, nel concreto, verrà finanziata.

Il Documento Programmatico di Bilancio, approvato dal Governo e trasmesso alla Commissione Europea il 19 ottobre 2020, prevede la costruzione di un fondo da alimentare con le entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e dalle attività di compliance, che servirà sia per la riforma del Fisco che per ridurre il debito pubblico.

C’è poi il tema della revisione delle tax expenditures, l’insieme di agevolazioni, detrazioni fiscali ed esenzioni che complessivamente valgono oltre 60 miliardi di euro. Ci saranno tagli o limiti in base al reddito?

Riforma fiscale: 8 mld dal 2021, ma è caccia ai fondi. Il piano, dall’evasione al taglio delle detrazioni

Il cammino per la riforma fiscale prenderà il via dal 2021. Partirà dal 1° luglio l’assegno unico per i figli, e già da gennaio viene confermato il bonus in busta paga da 100 ed 80 euro, in favore dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 40.000 euro.

La revisione dell’Irpef sarà il passo successivo, ed i pilastri della riforma fiscale saranno messi in piedi dal disegno di legge delega da approvare entro la primavera del 2021.

La Legge di Bilancio 2021 stanzierà a regime 8 miliardi di euro per la riforma fiscale. Di questi però, 6 miliardi serviranno esclusivamente per il finanziamento dell’assegno unico per i figli.

Il “tesoretto” previsto dalla Manovra rappresenta quindi soltanto una parte del costo totale per la revisione dell’attuale sistema di tassazione dei redditi da lavoro. Ulteriori risorse saranno reperite dalle maggiori entrate fiscali derivanti dalla lotta all’evasione e dalla compliance, che confluiranno nel fondo per la fedeltà fiscale.

Recuperare quei 107 miliardi circa di tax gap indicati nella NaDEF rientra quindi tra gli obiettivi prioritari del Governo, al fine di finanziare il piano di riforma del Fisco.

L’azione di contrasto all’evasione sarà perseguita attraverso la semplificazione di regole ed adempimenti, una nuova alleanza tra contribuenti ed Amministrazione Finanziaria, accanto al potenziamento dei pagamenti elettronici, riducendo i costi delle transazioni con POS e dando il via al meccanismo del cashback.

Azioni di policy ed efficientamento delle performance dell’Amministrazione Finanziaria sono i due punti che, stando alle previsioni del Governo, consentiranno di aggredire e ridurre il tax gap, la differenza tra entrate teoriche ed entrate effettive.

La compliance, quel “Fisco amico” che premia chi si mette in regola, sarà potenziata nel 2021. Migliorare il rapporto con i contribuenti rientra tra le priorità del piano anti-evasione, anche mediante lo sviluppo in ottica digitale dei servizi dell’Agenzia delle Entrate.

Non c’è solo la lotta all’evasione fiscale tra i target del Governo. Già nella Manovra 2021, il Documento Programmatico di Bilancio prevede di rivedere l’attuale sistema delle tax expenditures, le oltre 500 agevolazioni e detrazioni fiscali che attualmente contribuiscono a ridurre il peso delle tasse sui redditi da lavoro dipendente ed autonomo.

La riforma fiscale sarà finanziata anche dal taglio alle detrazioni fiscali, a partire dal 2021

Sono due gli obiettivi della riforma fiscale: ridurre le tasse sui redditi da lavoro e semplificare il sistema. Il taglio alle tax expenditures è finalizzato proprio alla semplificazione delle regole.

Con il termine tax expenditures si fa riferimento all’insieme di detrazioni, agevolazioni fiscali ed esenzioni in materia di imposte dirette ed indirette. Stando alle linee guida dettate nel DpB 2021, già nella Manovra che verrà discussa ed approvata quest’anno vi sarà un primo passo per la riduzione, semplificazione ed il riordino delle spese fiscali.

L’obiettivo è assicurare “maggiore equità, efficienza e trasparenza al sistema tributario”, nonché liberare risorse utili per la riforma fiscale prevista dal 2022.

Come riportato nel Rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali allegato alla NaDEF 2020, il riordino terrà conto di due importanti dimensioni: la riforma fiscale e la strategia di contrasto ai cambiamenti climatici.

Si va quindi verso il taglio dei SAD, i sussidi ambientalmente dannosi. Entro il 31 ottobre 2020, la Commissione Interministeriale istituita allo scopo di individuare le esenzioni ed agevolazioni fiscali non ecologiche dovrà elaborare la propria proposta di riforma.

Ai SAD si affiancano però anche ulteriori tagli: secondo alcune anticipazioni, in Legge di Bilancio 2021 potrebbe esservi una nuova stretta alle detrazioni fiscali, che colpirebbe i contribuenti con redditi elevati, nei confronti dei quali si sta valutando l’introduzione di un limite massimo per la fruizione di sconti fiscali. La riforma Irpef potrebbe poi portare alla cancellazione degli attuali bonus sui redditi da lavoro, tra cui l’ex bonus Renzi.

Le incognite ed i punti da chiarire sono però ancora molti. Per un quadro più chiaro resta fondamentale attendere il testo della Legge di Bilancio 2021, all’interno della quale verranno messe nero su bianco le disposizioni che faranno da base alla riforma fiscale.

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