Riduzione del canone di locazione con cedolare secca: è possibile e come funziona?

È possibile una riduzione del canone in regime di cedolare secca e come funziona la comunicazione della riduzione dell’affito all’Agenzia delle Entrate?

Con la crisi che incombe, è possibile che un inquilino possa chiedere al proprietario di casa una riduzione del canone di locazione con cedolare secca.

La cedolare secca è un regime fiscale che prevede un’imposta sostitutiva (del 21% se a canone libero; del 15% se a canone concordato) sui redditi da locazione di immobili ad uso abitativo, che può essere scelta da chi affitta un appartamento.

Come comportarsi se l’inquino chiede una riduzione del canone, almeno a titolo temporaneo, dell’affitto con cedolare secca?

È possibile una riduzione del canone in regime di cedolare secca?
Come bisogna regolarsi per rendere nota la situazione all’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito nella risoluzione n. 60/E del 2010 quando è obbligatorio e quando no la registrazione dell’accordo di riduzione del canone di locazione.

L’accordo tra proprietario e inquilino - nel momento in cui si decide per una riduzione del canone di locazione con cedolare secca - non deve essere obbligatoriamente comunicato al Fisco.
Questo non vale però se la riduzione viene formalizzata per atto pubblico o per scrittura privata autenticata.

Ricordiamo che la comunicazione al Fisco è invece sempre prevista per gli altri eventi successivi alla registrazione (cessioni, proroghe e risoluzioni), che vanno denunciati in termine fisso, entro trenta giorni, versando anche un’imposta di registro di 67 euro, e per gli eventi “che danno luogo ad ulteriore liquidazione d’imposta” (ad esempio, nel caso opposto di aumento del canone).

Però, dal momento che la riduzione del canone determina per il locatore una diminuzione della base imponibile, sia ai fini dell’imposta di registro (dovuta se non c’è applicazione del regime della cedolare secca) sia ai fini delle imposte dirette, è interesse del proprietario registrare la riduzione attribuendole una certa data di fronte a terzi, mediante la sua registrazione, anche per difendersi da eventuali possibili contestazioni degli uffici finanziari.

Riguardo questo tema è intervenuto anche il decreto “Sblocca Italia” (DL n. 133/2014) che, all’articolo 19, per incentivare la registrazione degli accordi di riduzione dei canoni di locazione e, di conseguenza, rendere nota all’Amministrazione finanziaria la riduzione delle basi imponibili per il Registro e le imposte sui redditi dovute in relazione al contratto di locazione, ha esentato tali operazioni sia dall’imposta di registro (67 euro) sia dal bollo (16 euro su ogni copia, per ogni quattro facciate scritte e, in ogni caso, ogni cento righe).

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1 commento

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nicola • Ottobre 2015

Mi sono recato in agenzia per registrare la riduzione di un contratto di locazione con cedolare secca e l’operatore mi ha detto che non è possibile effettuare riduzioni del canone in regime di ced secca. E’ vero?

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