Si è appena chiusa una settimana contrastata che, dopo un inizio promettente, ha visto peggiorare di molto le prospettive sull’economia internazionale grazie ad un mix di bassa crescita in USA e crisi del debito greco in Europa.
L’oro ha avuto una fiammata rialzista fino ad area 1550$/oncia per poi riscendere repentinamente a quota 1500$/oz con una prospettiva di ulteriori discese nel prossimo periodo, stessa situazione per l’argento che ha rotto i supporti in un triangolo avviatosi tra maggio e giugno.
L’EURUSD chiude la settimana vicino ad area 1,42, non molto lontano dal punto in cui l’aveva aperta.
Tutte le quotazioni sopracitate sono visibili nell’area grafici di Forexinfo.it.
Ripercorriamo ora le principali notizie della settimana:
20 GIUGNO, LUNEDI
Apertura della settimana con le Borse in pesante calo nella mattinata a causa dello slittamento circa la decisione sulla concessione dei 12 miliardi di euro dell’ulteriore tranche di aiuti ad Atene. Moody’s mette sotto osservazione il rating dell’Italia, a meno di un mese dalla decisione da parte di S&P di porre l’outlook negativo sul rating del nostro Paese. L’Italia è ritenuto uno dei paesi a maggiore rischio di contagio finanziario in caso di default della Grecia. A pesare a livello europeo e globale la decisione dei ministri delle finanze europei di erogare il prestito alla Grecia entro la prima metà di luglio, solo a condizione che il parlamento ellenico approvi il piano di austerity presentato dal governo. Alle banche l’invito al rinnovo volontario e informale, punto sul quale il ministro delle finanze Schauble tende a insistere.
Il cambio eurodollaro (EUR/USD) scivola fino al supporto a 1.4205, appoggiandosi sulla media mobile di medio termine per rimbalzare lievemente. Il dato sull’export giapponese fa registrare una diminuzione in maggio del 10,3%, contro le attese per un 8,4%.
In risalita le quotazioni dell’oro. Anche qui il mercato sembra rimanere in attesa del voto parlamentare greco di martedì. Continuano a scivolare le quotazioni delle commodity agricole, in particolar modo Corn, Soybean e Wheat.
21 GIUGNO, MARTEDI
Torna il sereno sulle piazze finanziarie europee con un buon recupero del settore bancario e automobilistico. In ripresa l’Euro (EUR) dopo che il numero uno dell’Efsf Klaus Regling ha annunciato che il fondo di garanzia europeo verrà potenziato fino a 780 miliardi di euro, dagli attuali 440 miliardi.
In serata il parlamento greco vota per la fiducia al governo. Nelle piazze del paese imperversano manifestazioni e scioperi. La sensazione è che il mercato si stia orientando verso una soluzione positiva del problema greco e gli operatori sembrano ritenere che le autorità dell’Eurozone, soprattutto quelle tedesche, proveranno ad evitare un default per la Grecia. I dati macro della mattina risultano deludenti: lo Zew tedesco peggiora a giugno con -9 per il sentiment dell’economia valutato dalle imprese tedesche (le attese erano per un indice a -1.5, dopo il 3.1 fatto registrare in maggio).
Focus sugli Stati Uniti, dove inizia la riunione del Fomc: la Fed dovrebbe suggellare la conclusione del programma di acquisto di Treasuries in atto da novembre e aprire una fase di pausa, durante la quale l’impostazione della politica monetaria resterà invariata per valutare la durata dell’attuale rallentamento ciclico.
Sul fronte commodity, continua la scalata dell’oro. Ad incentivare lo sprint del metallo giallo c’è da segnalare poi anche la debolezza del dollaro statunitense nei confronti della moneta unica. Sulle quotazioni del petrolio oltre ai problemi di crescita degli Usa e quelli riguardanti la crisi del debito in Europa, grava la crisi politica del Nord africa, e in particolare della Libia. In settimana l’Arabia Saudita ha annunciato di voler innalzare il proprio livello di produzione nonostante l’esito negativo dell’incontro dei paesi dell’OPEC di circa tre settimane fa. Da verificare l’effettiva capacità da parte dei Sauditi di realizzare quanto affermato.
22 GIUGNO, MERCOLEDI
In mattinata le borse europee sono poco mosse. In Giappone l’indice NIKKEI 225 chiude con un +1,79, sulla scia della performance di Wall Street. Seduta positiva anche per le altre borse dell’area Asia-Pacifico. Il Parlamento greco ha votato la fiducia al nuovo governo di Papandreou (con 155 voti a favore e 143 contrari). Il varo del nuovo pacchetto, che prevede 50 miliardi ricavati da privatizzazioni e 6,5 miliardi di consolidamento fiscale, è previsto entro il 30 giugno prossimo. L’euro (EUR) torna a scendere leggermente contro il dollaro statunitense (USD).
Importanti market movers sono diffusi nel pomeriggio e in serata in area euro e negli USA. Alle 16,00 il dato sulla fiducia dei consumatori di giugno per l’eurozone oltre ai prezzi delle case di aprile negli Stati Uniti. Alle 18,30 il comunicato con l’annuncio sui tassi da parte della FED e alle 20,15 la conferenza con i media del Presidente Bernanke.
L’agenzia S&P’s afferma che i rischi che gli Usa perdano il loro massimo rating di Tripla A nel medio termine sono cresciuti a causa dell’impasse politica in cui si trovano riguardo la conduzione del bilancio. Cede la sterlina (GBO) dopo la pubblicazione da parte della banca centrale britannica dei verbali della riunione di politica monetaria dell’8 e 9 giugno scorso.
Dal lato commodities frena leggermente la corsa dell’oro dopo il voto di fiducia ottenuto da Papandreou e dal nuovo Governo ellenico. Tornano in territorio positivo Wheat e Corn.
23 GIUGNO, GIOVEDI
Le borse europee tornano a scambiare in profondo territorio negativo in mattinata. Le indicazioni emerse dal Fomc non sono state ben digerite. Al termine della riunione di due giorni del Comitato monetario infatti, la Fed lascia invariati i tassi di interesse, compresi fra lo zero e lo 0,25%, con la prospettiva di mantenerli entro tale forbice per un periodo prolungato di tempo. La ripresa dell’economia USA è più lenta delle attese. La Fed rivede al ribasso le previsioni sullo sviluppo del Pil del 2011. Non cresce l’occupazione come le autorità si aspettavano. Confermata la conclusione del programma Quantitative Easing 2, Le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono stabili. La ripresa prosegue più lentamente del previsto a causa di fattori probabilmente temporanei, fra cui il rialzo dei prezzi delle materie prime e gli effetti del terremoto giapponese. Dopo il Fomc il dollaro (USD) si rafforza mentre l’euro (EUR) si indebolisce. Attesa per il summit dell’Unione europea di oggi e domani, dominato dalla questione greca. La questione Grecia non è stata affatto dimenticata dagli investitori e neanche dal FOMC: anche il numero uno della Fed Ben Bernanke, nel discorso successivo all’annuncio della decisione sui tassi, aveva ammonisce come la crisi del debito greco possa rappresentare «un rischio per l’economia globale”. Diffusi i dati del PMI per Germania e per gli altri paesi dell’eurozona. Dopo aver fatto segnare un nuovo massimo di periodo a quota 1558$, le quotazioni dell’oro arretrano.
Crollano anche le quotazioni del Corn. Trascinate al ribasso dalle parole del Presidente dopo 4 sedute anche le quotazioni del petrolio. Giù anche il Wti.
Nel pomeriggio vengono resi noti i dati americani sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e sulle vendite di nuove case nel mese di maggio, previste in calo a 315 mila unità dalle 323 mila di aprile.
24 GIUGNO, VENERDI
Borse europee in ripresa. Seduta in rialzo anche per le Borse asiatiche, che chiudono la settimana con un saldo positivo, ‘evento’ che non si registrava da quasi due mesi.
L’euro (EUR) rimbalza appoggiandosi sul supporto posto in area 1.4145, in seguito al comunicato diffuso in serata riguardo l’approvazione da parte del Consiglio Europeo del nuovo piano di austerity proposto da Atene.
L’indice Ifo sulla fiducia degli imprenditori tedeschi di giugno sale a 114,5, sopra il consensus di 113,5 e contro il 114,2 del mese precedente. Il cambio eurodollaro è impostato al rialzo ma permane una situazione di incertezza in attesa del voto sul piano che il parlamento greco dovrà dare la prossima settimana.
Anche la sterlina prova il rimbalzo contro il dollaro statunitense (USD)
L’ Aie decide di intaccare le scorte e immettere oro nero sul mercato. La notizia ha avuto effetti immediati sul prezzo dell’oro nero.
Nel pomeriggio la diffusione di importanti dati macroeconomici dagli USA tra cui i dati sugli ordini di beni durevoli a maggio e la revisione della stima del PIL del 1° trimestre.